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Esercito Italiano impiega oltre 12.000 militari in forze ad alta prontezza
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Il Sole 24 Ore27/06/2026Defense2 min de lectureItaly

Esercito Italiano impiega oltre 12.000 militari in forze ad alta prontezza

L'essentiel

  • L'Esercito Italiano ha impiegato oltre 12.000 militari in forze ad alta prontezza nel corso dell'ultimo anno, secondo il Rapporto 2025.
  • L'impegno è volto a fronteggiare scenari internazionali complessi, inclusa la minaccia russa e la riduzione delle forze USA nella NATO.

Résumé généré par IA

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Oltre 12mila militari impiegati lo scorso anno dall’Esercito Italiano come forze a elevata prontezza. L’indicazione è contenuta nell’ultimo Rapporto della Forza armata.

Di fronte a un quadro che si fa sempre più complicato, a cominciare dalla minaccia russa a est dell’Europa, in un contesto in cui gli Usa annunciano una riduzione delle forze armate nella Nato, la Difesa italiana punta ancora di più sulle Forze ad alta e altissima prontezza.

Da una parte dunque c’è l’impegno “classico”, che è quello della presenza nel contesto internazionale. In questo caso l’Esercito opera sia sotto l’egida della Nato sia nell’ambito delle missioni promosse dall’Onu e dall’Unione Europea. A queste attività operative si aggiungono le molteplici “iniziative” di cooperazione bilaterale attualmente in corso, con un impiego complessivo all’estero di circa 4.400 militari (2.348 in Europa, 1.473 in Asia e 567 in Africa), in crescita negli ultimi anni. Si tratta di oltre 20 operazioni al di fuori dei confini nazionali, distribuiti su 17 teatri operativi.

Ma il Rapporto 2025 della Forza armata mette in evidenza che, oltre alle forze schierate in operazioni fuori dai confini nazionali, l’Esercito contribuisce in modo rilevante alle Joint Rapid Response Forces (JRRF). Si tratta di un pacchetto di forze della Difesa identificato, addestrato, interoperabile e posto a elevata prontezza per essere schierato rapidamente, se necessario, per fronteggiare situazioni di crisi improvvise, con un impegno complessivo che ha visto impiegate circa 12.300 unità nel corso dell’anno.

Ruolo di primo piano della unità in riserva per l’area balcanica

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This article was originally published by Il Sole 24 Ore.

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