Primo Maggio: tra concerti e cortei, l'Italia celebra la Festa dei Lavoratori tra rivendicazioni e tensioni
Dalle piazze dedicate alla sicurezza sul lavoro agli scontri di Torino, il racconto di una giornata di mobilitazione nazionale
E' dedicato a Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni di Morsano di Strada (Udine) morto nel gennaio 2022 durante uno stage in azienda, la prima edizione del concertone del Primo maggio in corso a Udine. Obiettivo dell'iniziativa, promossa da una rete di realtà locali e sostenuto da Cgil e Cisl, con il patrocinio del Comune di Udine, è riportare al centro lo spirito autentico della Festa del lavoro intrecciando musica, partecipazione e impegno civile.
Tra i cantanti pronti a salire sul palco anche i Tre Allegri Ragazzi Morti, band pordenonese di riferimento del rock alternativo italiano, e diversi artisti del territorio. Presenti i genitori di Lorenzo, che hanno trasformato il dolore in impegno civile a favore della sicurezza sul lavoro nei contesti scolastici e formativi. "La centralità della persona è il bene supremo e siamo qua per una vita che è persa ed è persa per sempre", ha detto la madre, Maria Elena Dentesano, alla Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia. "Qui c'è il ricordo di Lorenzo ma vogliamo aggiungere al ricordo anche uno strumento di crescita", ha aggiunto il padre, Dino Parelli.
Migliaia di persone assistono a Taranto nel Parco archeologico delle mura greche intitolato a Massimo Battista al Concertone dell'Uno Maggio Libero e Pensante, giunto alla tredicesima edizione. Sul palco si alternano musicisti e testimoni dell'impegno civile per la difesa dei diritti nel mondo per l'iniziativa, nata nel 2013, che è dedicata ai temi del lavoro, della salute e dei diritti, con la direzione artistica di Antonio Diodato, Roy Paci, della giornalista Valentina Petrini e dell'attore e regista Michele Riondino.
La conduzione è affidata ad Andrea Rivera, Martina Martorano e Serena Tarabini. In apertura, dopo l'esibizione di gruppi locali, un collegamento con Alessandro Mantovani, inviato del Fatto quotidiano a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla e che ora si trova in barca dinanzi a Creta insieme agli altri equipaggi che sono sfuggiti all'abbordaggio dell'altra sera da parte della marina israeliana.
"Aspettiamo di capire cosa succederà ai 173 attivisti portati via e che ora sono detenuti dalle autorità greche". Ha parlato poi, con il compagno di equipaggio Daniele Gallina della "emozione per il sostegno arrivato dalle numerose manifestazioni che sono state organizzate in Italia a supporto degli attivisti e per Gaza". Il concerto - organizzato con autofinanziamento dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti - è poi entrato nel vivo con l'esibizione dei Rekkiabilly. In scaletta anche Subsonica, Brunori Sas, Gemitaiz, Giorgio Poi, Margherita Vicario e Marco Castello, insieme a numerosi progetti della scena indipendente.
E ancora il collettivo Canta Fino a Dieci, progetto che mette al centro scrittura e dimensione condivisa; Catu Diosis, producer, dj e rapper originaria di Kampala (Uganda); Cigno, con un progetto che parla di capitalismo, disuguaglianze e guerra; il dj e producer Madkid. Accanto alla musica, previsti interventi tra gli altri, di Francesca Albanese, Tomaso Montanari e per la prima volta in Italia Omar Barghouti. Prevista anche la partecipazione di associazioni come Amnesty International Italia ed Emergency. I temi del lavoro e della sicurezza saranno al centro degli interventi del Comitato organizzatore e della testimonianza di Maria Teresa Daprile, vedova dell'operaio Ilva Claudio Salamida.
'Lavoro dignitoso' è lo striscione che questa mattina a Milano ha aperto il corteo dei sindacati confederali per il primo maggio in una situazione preoccupante per il rallentamento della crescita e l'aumento della cassa integrazione straordinaria, che nel primo trimestre dell'anno è cresciuta del 41% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. "C'è un lavoro caratterizzato dalla povertà o in lavoro che non viene visto anche quando viene pagato e noi in questo momento siamo preoccupati - ha spiegato il segretario della Camera del Lavoro Luca Stanzione - perché abbiamo una crescita dell'1,6% che è molto al di sotto di quella degli anni precedenti".
Al termine del corteo, hanno parlato delle vertenze aperte dal palco i delegati e le delegate intervenuti, come quella di Nestlè che ha annunciato 185 esuberi e quella della Hoepli. Dal palco Stanzione ha chiesto la "liberazione immediata di tutti i compagni della Flotilla, arrestati ingiustamente in acque internazionali" spiegando che stiamo pagando la guerra "nella crisi energetica più grave conosciuta dal nostro Paese dagli anni '70" mentre "il governo non interviene a difesa dei settori industriali".
Di lavoro dignitoso (e giusta paga) ha parlato il segretario milanese della Cisl Giovanni Abimelech. Appello alla sicurezza dalla Uil. Al corteo hanno partecipato fra gli altri anche l'esponente dem Emanuele Fiano e il presidente dell'Anpi milanese Primo Minelli.
"Siamo in tanti per le strade di Torino in questo Primo Maggio di lotta. Lotta al capitalismo che ci ruba la vita, lotta allo stato che reprime e controlla, lotta contro la guerra e chi la arma, lotta al fascismo, lotta contro le frontiere chiuse, lotta per un mondo di libere ed uguali. È tempo di fermare chi distrugge il pianeta e chi ci vive. Pace tra gli oppressi guerra agli oppressori! Contro tutte le patrie per un mondo senza frontiere!". A dirlo, in una nota è la Federazione anarchica torinese.
"Negli ultimi anni - prosegue - i ricchi sono diventati ancora più ricchi, mentre chi era povero è diventato ancora più povero. Ovunque cresce la lista dei morti e dei mutilati sul lavoro: non sono incidenti ma la feroce logica del profitto che si mangia la vita e la salute di tanti. Il prezzo di gas e luce è raddoppiato, tanta gente è sotto sfratto o con la casa messa all'asta".
"La lunga strada della normalizzazione delle lotte sociali, partita da Torino nel 1980 con la sconfitta della resistenza operaia in Fiat - aggiunge -, sta arrivando al proprio epilogo. La distruzione delle pur esili tutele conquistate negli anni Sessanta e Settanta va di pari passo con una sempre maggiore repressione delle lotte. Oggi gli eredi diretti del fascismo sono al governo e stanno restaurando il fascismo. Non serve la dittatura formale per cancellare gli esili margini di libertà concessi a prezzo di lotte durate un secolo. Le questioni sociali sono diventate un affare di ordine pubblico per schiacciare con la violenza poliziesca ogni accenno di insorgenza sociale. Torino da città dell'auto si sta trasformando in città dei bombardieri e vetrina per turisti". "Un mondo senza sfruttati né sfruttatori, senza servi né padroni, un mondo di liberi ed eguali è possibile. Tocca a noi costruirlo" conclude.
Lo spezzone di autonomi che si è staccato dal corteo del Primo Maggio a Torino ha tentato di sfondare il cordone di forze dell'ordine davanti all'ex Askatasuna occupata, in corso Regina Margherita. Gli antagonisti sono andati a colpire gli scudi delle forze dell'ordine a bastonate, spruzzando contro agenti e militari con delle bombolette. La reazione è stata una carica e l'utilizzo di un idrante.
Dopo le cariche c'è stato un breve momento di pausa nei disordini, di alcuni minuti, poi i manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro contro i reparti mobili. Un piccolo gruppo di loro è rimasto successivamente seduto a terra in corso Regina Margherita, davanti all'Askatasuna, tratto bloccato alla circolazione. Altri antagonisti hanno invece lasciato corso Regina Margherita, infilandosi nelle vie adiacenti che circondano la palazzina e cercando di avvicinarsi ai giardini dietro l'ex centro occupato. Nella loro direzione sono stati lanciati lacrimogeni dalle forze dell'ordine.
Nel giorno della Festa dei Lavoratori Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato in piazza con centinaia di lavoratori a Santeramo in Colle, nel Barese, nel cuore di quello che una volta era il fiorente 'distretto del salotto' e che oggi è diventato lo scenario di una delle ultime crisi industriali pugliesi. I lavoratori sono sfilati in corteo fino al comizio conclusivo con interventi di Gigia Bucci, segretaria generale Cgil Puglia, Giuseppe Boccuzzi, segretario generale Cisl Bari-BAT, Stefano Frontini, segretario Generale Uil Puglia-Bari-Bat.
Al centro degli interventi, non solo le crisi locali ma anche il decreto lavoro approvato dal Consiglio dei ministri. Per la segretaria della Cgil, "è un decreto che non risolve i tanti problemi delle lavoratrici e dei lavoratori. Non abbiamo bisogno di un decreto spot ma di un governo che si assuma delle responsabilità a partire dalle necessità di risolvere le tante vertenze depositate al Ministero tra cui sicuramente la vertenza Natuzzi".
"Chiediamo al ministro Urso - ha aggiunto Bucci - di presentarsi al tavolo invece di mandare i funzionari e non affrontare direttamente il problema". "Siamo a Santeramo, ha detto Giuseppe Boccuzzi (Cisl), in provincia di Bari in una terra che in questo momento sta attraversando un particolare e difficile momento di una crisi produttiva che quella della Natuzzi. Tutti i lavoratori le lavoratrici di tutte le federazioni sono venuti qui a dare solidarietà. Perché per noi parlare di lavoro dignitoso significa anche sconfiggere le crisi produttive, significa dare continuità all'occupazione.
Questo momento importante e qui oggi si vedono unite Cgil, Cisl e Uil". Infine per Frontini (Uil), "oggi è un primo maggio che ha al centro il lavoro di dignitoso che in questa provincia e in questa regione manca perché il lavoro anche se cresce dal punto di vista statistico, non è un lavoro di qualità e noi invece riteniamo che il lavoro fatto di contrattazione giusta, che garantisca diritti, tutele e salario giusto, debba essere messo al centro. Questa è la voce che viene fuori oggi da tutta la gente che è qui con noi". "Il decreto Primo maggio dà delle risposte parziali - ha aggiunto - soprattutto mette al centro la contrattazione delle confederazioni quindi c'è un tema di rappresentanza e di salario giusto che viene affrontato. È un primo passaggio riteniamo inoltre che sia importante anche la condizionalità che viene vista rispetto all'utilizzo delle risorse pubbliche quando di va ad aiutare le aziende. C'è ancora tanto da fare ma è un segnale incoraggiante".
Cgil Cisl Uil hanno celebrato il Primo Maggio in piazza Municipio a Napoli e comune è stata la richiesta con un netto 'basta' alla precarietà e all'assenza dei diritti. "Dalla piazza di oggi deve partire un messaggio chiaro: basta lavoro povero, basta lavoro senza diritti. Serve rimettere al centro il protagonismo del lavoro stabile, ben retribuito, contrattualizzato", ha affermato la segretaria generale della Cisl di Napoli, Melicia Comberiati.
Alla manifestazione, che ha visto la partecipazione di lavoratori e pensionati provenienti anche dall'area metropolitana, in prima linea anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha sottolineato che "il lavoro rappresenta la dignità, rappresenta la libertà, rappresenta i diritti delle persone e delle famiglie". Il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, a margine della manifestazione, non ha risparmiato critiche al Governo: "Temiamo che in questo Paese il governo di destra non voglia affrontare il tema della precarietà".
Mentre per il segretario generale della Uil Napoli e Campania, Giovanni Sgambati, "lavoro dignitoso significa applicazione dei contratti che preservano e garantiscono salari adeguati e tutele; lavoro dignitoso significa contrastare l'illegalità sui nostri territori, la diffusione del lavoro nero". Sul palco l'intervento dell'assessora regionale alla Formazione e al Lavoro, Angelica Saggese che insieme al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha anche firmato una nota congiunta nella quale si sottolinea che "la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta una priorità assoluta dell'azione di governo della Regione Campania". Per questo, hanno annunciato, "saranno rafforzate le azioni regionali per la salute nei luoghi di lavoro".
"E' un primo maggio importantissimo qui a Marghera, con i sindacati uniti. Una piazza unitaria importante per difendere la dignità del lavoro. C'è ancora troppo lavoro povero e lavoro precario in una Repubblica che è fondata sul lavoro. E, appunto, fondata sul lavoro non vuol dire fondata sulla cassa integrazione, fondata sul lavoro povero e precario che colpisce soprattutto i giovani di questo Paese".
Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, dalla piazza del Primo maggio a Marghera. "Gli aumenti dell'occupazione stanno riguardando quasi esclusivamente i lavoratori over 50. Dobbiamo accendere un faro di attenzione sulle condizioni materiali dei lavoratori più giovani, perché sotto i 24 anni più della metà dei lavoratori ha dei contratti precari. E se hai un contratto precario non riesci a uscire di casa, non riesci a pagare un affitto, non riesci a farti una famiglia se te la vuoi fare. Quindi serve un'azione forte di contrasto alla precarietà, che in altri paesi come la Spagna è stata concertata con le imprese e i sindacati e sta portando dei risultati di crescita molto significativi", ha aggiunto.
"Dopo tre anni che insistiamo che c'è un'emergenza salariale se ne sono accorti anche loro, tardi, e dopo tre anni che pensavano a soluzioni pirata prendono come riferimento i contratti firmati dalle organizzazioni più significative, esattamente come fa la nostra proposta unitaria di salario minimo. Il punto è che non hanno avuto il coraggio di fare un passo in più dicendo che sotto una certa soglia non è lavoro ma sfruttamento. Per cui siccome sarà rimessa in calendario (la proposta del salario minimo ndr)grazie alle 300 firme raccolte noi andremo avanti. Noi sosteniamo poi il congedo paritario, stanno andando in questa direzione anche altri Paesi Ue. Noi faremo la nostra parte accanto ai lavoratori e alle lavoratrici italiane", ha detto ancora Schlein.
Il Primo maggio "è la festa di chi, con il proprio lavoro, crea valore e contribuisce a costruire il presente e il futuro della nostra Italia": lo afferma su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, aggiungendo che "anche quest'anno il Governo, per sottolineare l'importanza di questo giorno, ha dato il suo contributo approvando un decreto legge che introduce più diritti, più opportunità, più tutele".
Tajani ricapitola anche diverse "misure concrete" del provvedimento, che prevedono "incentivi per chi assume a tempo indeterminato donne, giovani under 35 e lavoratori nelle Zone Economiche Speciali (Zes) del Mezzogiorno", il "salario giusto, che prende come riferimento i contratti collettivi concordati", "l'adeguamento retributivo dei contratti scaduti" e "norme contro il caporalato digitale, a tutela dei rider".
"Grazie a chi lavora e rende grande la nostra Italia. Grazie a chi crea lavoro, superando burocrazia e regole europee assurde. Grazie a chi il lavoro lo cerca e non si arrende, mai. Buon Primo Maggio a tutti. E di tutti".






