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Alassio: Mare Libero attacca il Comune e la Regione per le concessioni balneari
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Repubblica Cronaca5/21/2026Politics4 min readItaly

Alassio: Mare Libero attacca il Comune e la Regione per le concessioni balneari

Quick Look

  • L'associazione Mare Libero ha diffidato il Comune di Alassio e la Regione Liguria riguardo le concessioni balneari.
  • L'associazione contesta le delibere comunali 129 e 130, sostenendo che non rispettano la normativa sulle spiagge libere e le direttive europee.

AI-generated summary

Why It Matters

I Comuni italiani si stanno adeguando alla normativa Bolkestein sulle concessioni balneari, ma persistono criticità, specialmente riguardo alle percentuali di spiagge libere. Alassio, con un alto tasso di privatizzazione, è al centro di un'azione legale dell'associazione Mare Libero.

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La stagione balneare è quasi ufficialmente agli inizi, travolti da una serie di sentenze di Tar e Consiglio di Stato che li obbligano a rispettare la normativa Bolkestein sulla messa a gara delle concessioni balneari i Comuni, si stanno mettendo – molti controvoglia – in regola.

Restano però delle situazioni ancora irrisolte, specie per quanto riguarda le percentuali di spiagge libere.

E non è un caso che il Comune di Alassio, tra quelli in Italia maggiormente privatizzati, sia oggetto di un attacco dell’associazione Mare Libero.

In realtà l’offensiva è su due fronti: oltre la diffida già consegnata al sindaco di Alassio Marco Melgrati una seconda sta per raggiungere la Regione Liguria che con la giunta Bucci si è ancor più schierata dalla parte dei balneari contrari alle gare.

Mare Libero ha inoltrato al diffida anche alla Capitaneria, all’Autorità Garante della concorrenza e alla Procura della Corte dei Conti per un possibile danno erariale. Bersagli della diffida sono due delibere dello scorso 3 aprile : la 129 e la 130.

La prima, la 129, riguarda l’assegnazione delle concessioni, ed è sostanzialmente un cronoprogramma che tra perizie per gli indennizzi, ricognizioni, introduzione del Pud (Piano utilizzazione delle aree demaniali) e pubblicazione dei bandi entro il 15 ottobre garantisce anche per questa estate gli attuali gestori degli stabilimenti.

Secondo Mare Libero (la diffida è firmata dal presidente nazionale Danilo Ruggiero e dal referente per la Liguria Stefano Salvetti) questa delibera « presenta lacune rilevanti in ordine alla pianificazione della quota di spiagge libere nel PUD in aggiornamento». Questo perché «il Comune di Alassio presenta una quota di spiagge libere di circa il 20% del fronte mare totale, a fronte di un’occupazione complessiva del litorale pari all’88,2% da parte di 95 stabilimenti balneari su 7 km di costa; tale dato colloca Alassio tra i comuni con il più elevato tasso di privatizzazione del demanio marittimo in Italia, come documentato nei rapporti di Legambiente e nei dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».

I responsabili dell’associazione ricordano che esiste una legge regionale ligure che «prescrive una quota minima di aree balneabili libere e libere attrezzate pari al 40% del fronte totale delle aree balneabili».

Ma lo stesso Salvetti e Ruggiero sottolineano come a inizio del 2025 un emendamento presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia Rocco Invernizzi sospese fino al 30 dicembre 2027 l’obbligo per i Comuni della percentuale minima di spiagge libere e libere del 40%. Lo stop fu votato senza rilevare conflitti di interesse o questioni di opportunità nonostante Invernizzi che di Alassio è stato consigliere e di recente assessore al demanio ha una sorella titolare di uno stabilimento balneare, i Bagni Marcella.

Mare Libero infine precisa che la Regione «ha rimosso esclusivamente la sanzione del divieto di rilascio di nuove concessioni per i Comuni che non raggiungono la soglia, non l’obbligo di corretto equilibrio posto dalla norma statale prevalente né l’obbligo di pianificarne il progressivo recupero; la sospensione non introduce e non può introdurre alcun divieto di ampliare la quota di spiagge libere nel PUD».

In altre parole Alassio avrebbe l’obbligo di specificare come farà a raggiungere quota 40% di spiaggia libera o attrezzata.Tanto più spiegano Salvetti e Ruggiero che la delibera 129 «non contiene alcuna previsione in ordine alla quota di spiagge libere da garantire nel PUD, né alcun vincolo pianificatorio che imponga ai tecnici comunali di prevedere un percorso documentato di recupero dell’equilibrio tra aree libere e concesse; l’assenza di tale vincolo è particolarmente grave in un comune che si colloca al 76,79% di costa concessa ai privati».

Il pericolo dice Mare Libero è che «la pubblicazione di bandi in queste condizioni, senza una pianificazione previa delle spiagge libere che rispetti l’obbligo di corretto equilibrio… produrrebbe concessioni che cristallizzano per 5-20 anni uno squilibrio contrario alle norme statali».

Tornando alla diffida, la seconda delibera, la 130, stabilisce che viene «riconosciuta l’efficacia di tutte le concessioni demaniali marittime fino al 31 ottobre 2026».

Secondo Mare Libero questa delibera diventa sostanzialmente l’ennesima «proroga generalizzata di tutte le concessioni in essere in assenza di qualsiasi procedura selettiva, e presenta gravi profili di illegittimità per contrasto con il diritto europeo». Inoltre viene ricordato che il «Consiglio di Stato, con due sentenze gemelle del 2021 ha stabilito che le norme nazionali che dispongono la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative sono incompatibili con le direttive europee».Ora si vedrà se Comune di Alassio e Regione Liguria modificheranno o meno le loro decisioni.

What to Watch

AI outlook — possibilities, not facts

  • Il Comune di Alassio e la Regione Liguria potrebbero essere costretti a rivedere le proprie delibere.

    Likely · Within weeks

  • Potrebbero emergere ulteriori azioni legali da parte di Mare Libero o di altre associazioni.

    Possible · Within months

Open Questions

  • La Regione Liguria e il Comune di Alassio modificheranno le loro decisioni in seguito alle diffide?
  • Quali saranno le conseguenze legali e amministrative per il Comune di Alassio e la Regione Liguria?
  • Come verrà garantito il raggiungimento del 40% di spiaggia libera ad Alassio?
  • Quali sono le implicazioni per gli attuali gestori degli stabilimenti balneari?

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This article was originally published by Repubblica Cronaca.

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