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Avvelenamento ricina: interrogato il sindaco di Pietracatella
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Repubblica Cronaca6/1/2026Crime2 min readItaly

Avvelenamento ricina: interrogato il sindaco di Pietracatella

Quick Look

  • Investigatori a Campobasso interrogano il sindaco di Pietracatella, Antonio Tomassone, sull'avvelenamento di Antonella Di Ielsi e Sara.
  • L'indagine esplora possibili risentimenti legati alla passata attività politica del marito delle vittime, Gianni Di Vita.

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Why It Matters

Gli investigatori stanno indagando sulla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara. Il sindaco di Pietracatella, Antonio Tomassone, è stato interrogato in questura a Campobasso.

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Si ricomincia dal sindaco. Alle prese con il giallo delle avvelenate, gli investigatori della squadra mobile di Campobasso non si concedono nessun giorno di pausa e questa mattina hanno ripreso gli interrogatori nell'ambito dell'indagine per far luce sulla morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara, avvelenate con la ricina.

Il sindaco in questura

Questa mattina il primo ad entrare negli uffici della questura è stato il sindaco di Pietracatella Antonio Tomassone, appena rieletto alla guida dell'amministrazione del piccolo paese molisano di cui ormai molti anni fa è stato sindaco anche Gianni Di Vita, marito e padre delle due donne morte.

L’attività politica

Tomassone è anche un amico personale di Di Vita, i due hanno un passato di attività politica in comune e probabilmente gli investigatori, seppure convinti che l'autore dell'omicidio vada cercato in ambito familiare, vogliono capire bene se nella vecchia attività di sindaco di Di Vita possa celarsi qualche motivo di risentimento contro di lui. Cosa che il sindaco Antonio Tomassone ha sempre negato possa essere alla base di un gesto così grave come l'avvelenamento di madre e figlia.

La cugina

Nei prossimi giorni dovrebbe tornare in questura anche Laura Di Vita, cugina di Gianni, la parente più vicina che nei mesi successivi alla morte di Antonella e Sara, ha ospitato in casa sua Gianni e sua figlia Alice. Che però da qualche settimana, per sfuggire all'assalto mediatico, si sono trasferiti a Campobasso per proteggere la ragazza che a giorni affronterà gli esami di maturità.

“Gianni è giù: cerchiamo tranquillità”

"Non ero ancora stato sentito, credo anche perché in paese ci sono state le elezioni, e penso sia normale che anche io sia stato convocato. Gli inquirenti stanno sentendo un pò tutti per capire realmente cosa sia accaduto e io mi fido del loro lavoro", detto il sindaco uscendo dalla questura di Campobasso. Al primo cittadino sono state fatte diverse domande anche sull'attività politica svolta insieme a Gianni Di Vita. "Non posso riferire i dettagli - ha spiegato - ma si è parlato di tutto ed è normale che ci siano accertamenti su tutto, io sono stato assessore con Gianni sindaco". "Abbiamo capito che ci vorrà tempo perché la situazione è complessa. La nostra comunità ora chiede solo di poter vivere con un pò di tranquillità questa attesa degli sviluppi delle indagini".

"Proviamo ad andare avanti, a tornare alla normalità - ha concluso - ma allo stesso tempo restiamo stretti attorno ai parenti delle vittime, resta un grande dolore per tutti ma la comunità deve andare avanti". Infine i giornalisti gli hanno chiesto come sta ora Gianni Di Vita. "È giù - ha risposto - anche perché lui e la figlia non riescono a vivere una vita normale per la elevata pressione mediatica".

Open Questions

  • Chi è l'autore dell'avvelenamento?
  • Qual è il movente dell'omicidio?
  • Ci sono collegamenti con la passata attività politica di Gianni Di Vita?
  • Quali altri parenti o conoscenti verranno interrogati?

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This article was originally published by Repubblica Cronaca.

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