Bambina di 2 anni morta per violenze: "indole crudele" e "distorsione della realtà"
Quick Look
- La morte di Beatrice, una bambina di 2 anni, per violenze subite ha portato all'arresto dei genitori.
- Il giudice descrive l'uomo con "indole crudele" e la donna con "inquietante tendenza a distorcere i dati di realtà".
AI-generated summary
Why It Matters
Beatrice, una bambina di due anni, è morta dopo mesi di presunte violenze. I suoi genitori, Emanuela Aiello e Emanuel Iannuzzi, sono stati arrestati con l'accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della figlia. Il giudice ha descritto le personalità degli indagati.
Lui, «un’indole crudele, votata alla sopraffazione violenta del prossimo, dalla quale trae verosimilmente piacere». Lei, «un’inquietante tendenza a camuffare o addirittura distorcere i dati di realtà secondo la propria convenienza». Nelle carte sulla tragedia di Beatrice, morta ad appena due anni dopo mesi di violenze di ogni tipo, il giudice che per loro ha disposto il carcere deve anche tracciare le personalità, ora «abominevole», ora «indifferente ai bisogni primari di minorenni», dei due indagati per maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola.
E analizzare il rapporto fra la madre della bimba e delle sue sorelle maggiori, Emanuela Aiello e il compagno Emanuel Iannuzzi, Ma anche quello con le altre persone che compaiono nelle carte. A partire da altri familiari, parenti e amici che hanno condiviso anche le ultime ore di vita con Aiello, Iannuzzi e le tre bambine. Nessuno, nelle settimane di sevizie, ha davvero compreso la situazione. Oppure non è intervenuto.
Un esempio è quanto accaduto la sera del 17 gennaio 2025, a meno di un mese dal decesso di Beatrice, quando nella casa di Aiello a Bordighera si presentano Iannuzzi e sui familiari per festeggiare un compleanno di un altro minore: «Prima dell’arrivo dei parenti di Iannuzzi - scriveva il gip - quest’ultimo sfogava la sua ira violenta colpendo Beatrice con degli schiaffi su entrambe le guance, facendola “sbattere per terra” e, quando gli ospiti se ne andavano, picchiava anche la Aiello, stringendole le mani intorno al collo e tirandole i capelli, facendole poi lasciare l’abitazione insieme a lui».
Aiello alla madre di lannuzzi: “Io per lui andrei sotto un treno”
Poi però, quando Aiello la notte lascia sole in casa le bambine per spostarsi a casa di Iannuzzi a Perinaldo, la donna contatta la madre del suo compagno, presente alla festa, e addirittura chiede scusa per quella che pare una qualche reazione verbale alle violenze dell’uomo: «Io non ho mai voluto la rovina di tuo figlio anzi... io per tuo figlio mi metterei sotto un treno, mi sento sotto terra a non avere lui... scusate se ho toccato la famiglia ma non volevo toccare la famiglia... tante situazioni che ci sono dimostrate ieri sera mi hanno purtroppo mandato fuori perché io determinate cose da donna e da mamma non le posso vedere e non le posso sentire».
Eppure, davanti agli inquirenti «sin dal primo contatto con l’autorità giudiziaria Aiello ha pervicacemente proferito una serie di menzogne, nel tentativo di sviare da sé e dall’abominevole compagno ogni sospetto, negando addirittura di aver fatto uso di alcool o sostanze stupefacenti. D’altra parte, l’indagata ha affermato durante l’interrogatorio di garanzia che la sciagura era avvenuta proprio mentre la donna stava ritrovando serenità e fiducia nel futuro: è allarmante l’enorme discrasia fra tali affermazioni e la realtà di degrado in cui la donna era sprofondata trascinando con sé le figlie».
Lei risponderà al gip, lui potrebbe restare in silenzio
Oggi, forse, le cose cambieranno. Aiello verrà sentita dal gip nell’interrogatorio di garanzia, assistita dai legali Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta, e l’intenzione è quella di rispondere a tutte le domande.
Diversa, invece, potrebbe essere la scelta di Emanuel Iannuzzi, convocato tre quarti d’ora prima di lei (è difeso dagli avvocati Maria Gioffré e Cristian Urbini). Di lui il gip descrive quell’indole crudele per cui altrimenti «non appare spiegabile il parossismo con cui si è accanito contro la piccola Beatrice, al punto da cagionarle i terribili ematomi raffigurati nelle immagini in atti o da infilarle in bocca una sigaretta di hashish».
Ricorda il «precedente penale per detenzione illegale di armi e uccisione di animali», e soprattutto «il tremore che percorreva il corpo della sorellina quando si avvicinava all’abitazione dell’indagato a Perinaldo e i pianti cui si abbandonava per la paura che l’uomo le ispirava».
“Testimoni hanno mentito per proteggere Iannuzzi”
Tutti e due hanno indotto non solo le sorelline di Beatrice - «adultizzate», come riportato dai servizi sociali - ma anche altri testimoni a non raccontare le cose come stavano. Un amico di Iannuzzi, presente nelle ultime ore di agonia di Beatrice, sentito dai carabinieri subito dopo la tragedia avrebbe mentito.
Scrive il gip che «per come detto dalle sorelle di Beatrice» l’amico «vista la gravita delle condizioni di salute in cui versava la bambina, invitava gli indagati a richiedere l’intervento dei soccorsi. Non si comprende perché non lo abbia riferito quando è stato sentito in qualità di persona informata sui fatti se non per favorire l’amico indagato, non raccontando la tragicità dello stato in cui versava Beatrice».
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Emanuela Aiello risponderà a tutte le domande durante l'interrogatorio di garanzia.
Very likely · Within days
Emanuel Iannuzzi potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia.
Possible · Within days
Open Questions
- Qual è la piena estensione delle violenze subite da Beatrice e dalle sue sorelle?
- Perché gli altri familiari e amici non sono intervenuti nonostante avessero compreso la situazione?
- Quali saranno le conseguenze legali per i testimoni che avrebbero mentito per proteggere Iannuzzi?
- Quali sono le condizioni delle sorelle maggiori di Beatrice?




