
Cerimonia commemorativa in piazza San Jaume con un focus sulle vittime, mentre una piattaforma indipendente chiede verità sui presunti legami tra l'intelligence e l'imam
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Il 17 agosto 2017 Barcellona e Cambrils furono colpite da attentati jihadisti che provocarono 16 morti e oltre cento feriti.
Barcellona ha ricordato oggi il nono anniversario degli attentati jihadisti dei 17 agosto 2017, costati la vita a 16 persone e il ferimento di oltre cento, con una cerimonia commemorativa che si è svolta nella piazza San Jaume, davanti al Comune, invece che sulle Ramblas, interessate da lavori.
Come già negli anni scorsi, le autorità hanno ceduto protagonismo, in prima fila, alle vittime, in prevalenza feriti o familiari delle persone decedute. La commemorazione si è conclusa con un minuto di silenzio, un brano musicale e la lettura di una poesia.
"Tolleranza, pace e comprensione" sono i valori evocati dalla scrittrice e attivista sociale Fatima Saheb, che ha condotto la cerimonia, alla quale hanno partecipato, fra gli altri, la responsabile dell'Interno del governo della Generalitat, Nuria Parlon, il presidente della Camera catalana, Josep Rull, il sindaco di Barcellona, Jaume Colboni, e il delegato del governo spagnolo in Catalogna, Carlos Prieto.
Contemporaneamente nella stessa piazza, la piattaforma indipendentista 17-A Exigim responsabilitats (17 agosto, Esigiamo reponsabilità) ha manifestato chiedendo "la verità" sugli attentati, in particolare sui presunti rapporti fra il Cni, l'intelligence spagnola, e l'imam di Ripoll, Abdelbaki Es Satty, considerato il principale ideologo della cellula responsabile della strage. La piattaforma chiede di accertare se gli attacchi avrebbero potuto essere evitati ed eventuali responsabilità dello Stato.
Il 17 agosto 2017 Younes Abouyaaqoub lanciò a tutta velocità un furgone contro la folla sulle Ramblas, uccidendo 13 persone.
A Cambrils, poche ore dopo, un'auto con a bordo altri componenti della cellula jiadista investì alcuni passanti, uccidendo una persona e ferendone altre cinque. Abouyaaqoub, braccato dalla polizia, fu ucciso quattro giorni dopo dai Mossos d'Esquadra a Subirats, nei pressi di Barcellona.
La coincidenza dei due appuntamenti ha provocato momenti di tensione al termine della commemorazione, fra il deputato catalano di Vox, Joan Garriga, contestato dai manifestanti, che lo hanno accusato di essere "un provocatore". La polizia catalana è intervenuta per separare le parti e scortare Garriga fuori dalla piazza.
Intensificano gli attacchi incrociati tra Russia e Ucraina. Macron promette nuovi missili intercettori a Zelensky, mentre il bilancio delle vittime sale a Kryvyi Rih e si registrano raid russi su Kiev e droni ucraini su infrastrutture energetiche in Russia.

Il conflitto in Iran prosegue tra minacce di nuove sanzioni USA, tensioni nello Stretto di Hormuz e operazioni militari in Libano e Siria. La Turchia ha emesso un mandato d'arresto per Netanyahu, mentre Teheran sfida il 'D-Day economico' statunitense.

Un attacco di droni ucraini ha colpito un centro logistico di Ozon nella regione russa di Samara, causando un vasto incendio e diverse vittime. È il primo attacco noto contro il gigante dell'e-commerce russo.

Al Meeting di Rimini si aprono i lavori con la testimonianza congiunta di Roseline Hamel, sorella di padre Jacques ucciso in un attentato nel 2016, e Nassera Kermiche, madre di uno degli attentatori. Domani l'incontro con il Papa.

Almeno 14 persone sono morte e 121 sono rimaste ferite in un attacco di droni russi a Kryvyi Rih. Un altro raid ha causato 4 morti, tra cui tre bambini, nella regione di Mykolaiv.

Due migranti residenti negli Stati Uniti raccontano alla Cbs di essere stati deportati a loro insaputa nella Repubblica Centrafricana dall'amministrazione Trump, nonostante avessero legami familiari o protezioni legali.