Come scegliere e applicare la crema solare: i consigli del dermatologo
Quick Look
- Il dermatologo Paro Vidolin spiega come scegliere una crema solare efficace, sottolineando l'importanza di schermare da UVA, UVB, luce visibile e infrarossi.
- Indica la necessità di applicare abbondanti quantità di prodotto e rinnovarle frequentemente, anche se resistente all'acqua.
- Consiglia creme per nei atipici, tatuaggi e depilazione, e strategie specifiche per la vitiligine, evidenziando che la scottatura, non l'abbronzatura, è il vero rischio.
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Why It Matters
Il dermatologo Paro Vidolin fornisce consigli su come scegliere e applicare correttamente la crema solare per proteggere la pelle dai danni solari, inclusi i rischi legati a nei, tatuaggi, depilazione e vitiligine.
Paro Vidolin ha poi fornito alcune indicazioni su come scegliere e applicare la crema: “Un buon solare deve schermare dai raggi Uva, che sono la componente principale dell'esposizione al sole, ma anche dall'Uvb, dalla luce visibile e dall'infrarosso, cioè da tutto ciò che emette il sole. Quindi la prima regola è farsi consigliare un buon prodotto. Altra cosa fondamentale è insegnare al consumatore come mettere il solare, che significa, soprattutto, la necessaria quantità. Quando si fanno i test in laboratorio, infatti, si usano 2 milligrammi per centimetro quadrato, quindi tanto prodotto in poco spazio. Si deve, dunque, applicare tanto prodotto e rinnovarlo almeno ogni ora. Anche se è water resistant va comunque riapplicato per avere davvero quel fattore di protezione".
Per quanto riguarda poi la formulazione del prodotto, “è logico che la crema funziona di più. Poi, a scalare, un po' di meno il latte, l'emulsione, il gel e lo spray. La crema è quella che funziona di più, ma magari lo spray è il più comodo e va bene, ricordando però di riapplicarlo più frequentemente".
Passando poi ai dubbi su come comportarsi, per quanto riguarda i nei va considerato il fototipo del paziente. Bisogna tenere presente che un fototipo più chiaro è più esposto a danni”, ha spiegato ancora il dermatologo. “Poi c'è un discorso anche di familiarità. Se ci sono stati in famiglia nei atipici o comunque melanomi o tumori, bisogna proteggere ancora di più e meglio. Un paziente con tanti nei non deve mai dimenticare di mettere lo schermo solare in dosi sufficienti e deve evitare più che mai esposizioni nelle ore centrali della giornata". Inoltre “se un neo è stato identificato come atipico, è bene utilizzare un prodotto solare stick per proteggerlo di più. Inoltre non ci sono solo i nei. Abbiamo anche tante altre formazioni tumorali da tenere d'occhio. Per esempio gli epiteliomi basocellulari che possiamo identificare come crosticine, delle feritine che non si rimarginano mai. Sono effetti di esposizione sconsiderata al sole e la protezione attenta è d'obbligo”.
Passando poi ai tatuaggi, “sul piano strettamente medico il tatuaggio non ha nessuna particolare necessità in termini di protezione se si esclude la prima fase, nell'immediatezza dell'intervento, quando la pelle è arrossata. Da un punto di vista estetico, invece, è logico proteggere il disegno con un supplemento di prodotto solare, perché comunque gli ultravioletti possono danneggiare il colore”.
Per quanto riguarda la depilazione “il problema è l'immediatezza”, ha spiegato ancora Andrea Paro Vidolin. “Se la depilazione viene fatta oggi, domani o si rinuncia ad esporsi al sole oppure ci si deve proteggere moltissimo. Questo perché si tratta di una cute irritata, aggredita, che può andare incontro a follicoliti, brufoletti, infiammazioni. Ma soprattutto a ipopigmentazioni o iperpigmentazioni. Praticamente ci si 'tatua' la pelle".
Per coloro che soffrono di vitiligine, invece, “rispetto al passato molto è cambiato. Oggi esistono anche dei solari dedicati per patologia. In passato si pensava di dover usare necessariamente la protezione 50 perché si temeva che la pelle bianca potesse essere più danneggiata. Ma in realtà parliamo di una pelle che ha comunque attivi dei meccanismi di difesa e può avere dei vantaggi da un'esposizione controllata al sole". Per lo specialista "la strategia migliore, quindi, è mettere una crema 50 sulla cute normally pigmentata, dove non c'è vitiligine, e una crema di media protezione - 25 o 30 - sulla chiazza di vitiligine per un'esposizione di 2 o 3 ore, ovviamente in orari non centrali. E solo successivamente una 50 su tutta la pelle. Questo per cercare di stimolare la pelle con la vitiligine attraverso l'elioterapia naturale e poi, anche da un punto di vista estetico, per cercare di equilibrare il colore tra la parte pigmentata e quella meno pigmentata".
Paro Vidolin ha poi sottolineato che “la cosa rischiosa per la nostra cute non è tanto l'abbronzatura, perché in realtà l'abbronzatura in sé è una protezione nei confronti degli ultravioletti. È la scottatura il problema, ed è il prodotto spesso dell'esposizione mordi e fuggi. Mi espongo il fine settimana, mi proteggo poco, non sono abituato al sole e la conseguenza sono eritema e ustione. Questo è il danneggiamento cellulare che può portare poi al fotoinvecchiamento cutaneo, ma soprattutto a problemi tumorali e alla fotocarcinogenesi”.
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Open Questions
- Quali sono i marchi di creme solari specificamente raccomandati?
- Quali sono le conseguenze a lungo termine dell'esposizione solare sconsiderata oltre al fotoinvecchiamento e ai tumori?






