Commercio Brasile-USA ai minimi da cinque anni tra tensioni e dazi
Quick Look
Gli scambi commerciali tra Brasile e Stati Uniti nel primo semestre 2026 hanno toccato il minimo quinquennale a 36,4 miliardi di dollari, con un calo del 12,8% a causa delle tensioni e dei dazi introdotti dall'amministrazione Trump, nonostante la crescita dell'export brasiliano verso altri mercati.
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Gli scambi commerciali tra Brasile e Stati Uniti hanno registrato nel primo semestre del 2026 il livello più basso degli ultimi cinque anni, in un contesto segnato dalle tensioni commerciali tra i due Paesi dopo i dazi introdotti nei mesi scorsi dall'amministrazione Trump su diversi prodotti brasiliani e la minaccia di Washington di valuta nuove tariffe aggiuntive. Secondo il Monitor del commercio Brasile-Usa della Camera di commercio americana (Amcham), tra gennaio e giugno l'interscambio si è attestato a 36,4 miliardi di dollari, in calo del 12,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le esportazioni brasiliane verso gli Usa sono diminuite del 13%, a 17,4 miliardi di dollari. La quota del mercato americano sul totale delle vendite estere del Brasile è così scesa al 9,4%, il livello più basso per un primo semestre dal 1997. Nello stesso periodo, le esportazioni brasiliane verso il resto del mondo sono invece cresciute dell'11,5%, trainate soprattutto da Cina (+21,9%) e Unione europea (+12,8%). A pesare è stato soprattutto il calo dell'industria manifatturiera, che rappresenta oltre l'80% dell'export verso gli Usa. In controtendenza le esportazioni di aeromobili (+32,9%) e di carne bovina (+41%). Anche le importazioni dal mercato statunitense sono diminuite del 12,5%, a 18,95 miliardi di dollari, soprattutto per il crollo degli acquisti di macchinari. Il Brasile chiude il semestre con un deficit commerciale di 1,5 miliardi di dollari nei confronti degli Stati Uniti, inferiore del 6,9% rispetto a un anno fa.







