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BackContrasto a riciclaggio ed evasione fiscale: collaborazione tra UIF, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate
Contrasto a riciclaggio ed evasione fiscale: collaborazione tra UIF, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate
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Il Sole 24 Ore6/21/2026Politics3 min readItalyView translation

Contrasto a riciclaggio ed evasione fiscale: collaborazione tra UIF, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate

Quick Look

  • Intensificata la collaborazione tra UIF, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate per contrastare riciclaggio ed evasione fiscale.
  • Si punta sulla tracciabilità delle transazioni e sull'analisi delle operazioni sospette per individuare reti illecite e frodi, anche legate ai bonus fiscali.

AI-generated summary

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Il contrasto al riciclaggio e all’evasione fiscale gioca sempre di più d’anticipo. La tracciabilità delle transazioni e le sentinelle contro l’utilizzo del denaro sporco sono le linee guida di una collaborazione che si sta intensificando tra l’Uif (unità di informazione finanziaria), la Guardia di Finanza e l’amministrazione finanziaria. Un filo che lega l’antiriciclaggio con agenzie fiscali (Entrate e Dogane) e le Fiamme gialle. Un esempio? «Le segnalazioni di operazioni sospette ricevute nel 2025 da parte di professionisti hanno consentito di individuare un’articolata rete di società che proponeva agli imprenditori, presentandola come un’attività sicura e priva di rischi, la partecipazione a bandi regionali e statali i cui interventi agevolabili sarebbero stati simulati tramite giri di fondi originati dall’emissione di fatture false. Gli elementi raccolti grazie alla collaborazione dell’Agenzia hanno consentito di ricostruire la rete dei soggetti coinvolti e l’estensione del fenomeno». A raccontarlo è il direttore dell’Unità di informazione finanziaria Enzo Serata.

I principali attori per la lotta all’evasione sono ovviamente l’agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza. La tracciabilità delle transazioni svolge in questo contesto un ruolo molto importante e tutti i presidi messi in campo per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo sono funzionali anche a intercettare sintomi di reati presupposto come quelli fiscali. Tra le basi dati alle quali la Uif accede per legge per integrare le informazioni contenute nelle segnalazioni ed effettuarne l’analisi finanziaria rientrano anche l’Anagrafe dei rapporti e l’Anagrafe tributaria gestite dall’agenzia delle Entrate.

Sono stati rilevati casi in cui corsi di formazione e servizi di consulenza finanziaria risultavano offerti al pubblico italiano da soggetti privi delle necessarie autorizzazioni mediante piattaforme online. I servizi offerti erano in alcuni casi riconducibili a società formalmente situate in giurisdizioni a fiscalità privilegiata, ma sostanzialmente gestite, dirette e amministrate in Italia. Queste società risultavano particolarmente opache non solo nel contenuto delle iniziative formative e delle prestazioni di consulenza, ma anche negli adempimenti fiscali collegati alla localizzazione della loro attività.

Le norme introdotte negli anni della pandemia sulle cessioni dei crediti derivanti dai bonus fiscali hanno attribuito rilievo ai presidi antiriciclaggio anche in funzione di contrasto alle frodi. Nel rapporto annuale della Uif sul 2025, ad esempio, sono riportati casi di riciclaggio connessi alla creazione, utilizzo e circolazione di crediti da imposte anticipate di natura fittizia. In particolare, è stata rilevata l’artificiosa generazione di tali crediti, successivamente oggetto di cessioni plurime che hanno coinvolto società di recente costituzione, attive in settori eterogenei, frequentemente riconducibili a prestanome o a soggetti sottoposti a indagini da parte dell’Autorità giudiziaria. L’esperienza di Covid e Superbonus ha rafforzato i presidi preventivi e ha visto l’Uif coinvolta nei principali tavoli di contrasto alle frodi sui fondi pubblici, tra cui il Colaf presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e la rete dei referenti antifrode del Pnrr presso la Ragioneria generale dello Stato, con risultati ritengo positivi.

L’Italia ha accumulato un po’ di ritardo, anche per il contenzioso generato su alcuni aspetti relativi all’accesso. Ora l’Italia si sta adeguando anche alla sesta direttiva antiriciclaggio. Il registro è un importante strumento che può fornire un rilevante supporto alle attività di prevenzione dei soggetti obbligati e delle amministrazioni pubbliche, anche se la sua gestione non sarà semplice, data la mole e la complessità delle informazioni da acquisire e verificare. Dal punto di vista operativo, resta fondamentale evitare che nell’adempimento degli obblighi di adeguata verifica i soggetti obbligati si limitino alla mera consultazione del registro; va stimolata l’adozione di un approccio critico e proattivo, funzionale alla qualità e all’aggiornamento dei contenuti della base dati. Ulteriori benefici alla conoscenza delle titolarità effettive potranno derivare dall’interconnessione nel prossimo futuro dei registri a livello europeo, secondo quanto stabilito dalla sesta direttiva antiriciclaggio.

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This article was originally published by Il Sole 24 Ore.

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