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L'onda lunga della crisi della casa emerge soprattutto analizzando la situazione degli affitti. In questo settore si registra una crescita media del 22,6% dei costi di locazione tra il 2018 e il 2024, con punte parecchio più alte in alcune aree del Paese e un incremento medio ponderato che ha raggiunto il 27,5%.
E' la fotografia scattata dall'Istituto per la finanza e l'economia locale (Ifel) nel dossier "La questione abitativa" che sarà presentato a Roma nel corso del convegno "Affordable Housing: obiettivi e risorse". Dai numeri anticipati da Il Sole 24 Ore emerge che "la questione abitativa - osserva l'Istituto - non è solo una grande emergenza nazionale, è il tema sul quale si giocano nei prossimi anni le prospettive di sviluppo economico e civile dell'Italia". Secondo l'Istituto, l'emergenza riguarda oggi oltre 1,5 milioni di famiglie, ma il numero di coloro che incontrano difficoltà nel trovare un alloggio adeguato a costi sostenibili è sensibilmente più elevato. Inoltre, "la geografia degli aumenti non coincide soltanto con le grandi città, ma coinvolge anche capoluoghi medi e piccoli, indicando che la pressione sugli affitti è ormai un fenomeno territorialmente esteso", ha spiegato sempre l'Istituto nella ricerca. Nel complesso, il 5,1% della popolazione italiana vive una condizione di sovraccarico abitativo. Le persone sole sono la categoria maggiormente esposta, con un'incidenza del 15,6%, che arriva al 19,9% tra gli under 65. Anche i nuclei monogenitoriali risultano particolarmente vulnerabili, mentre il fenomeno interessa il 7,6% delle famiglie con capofamiglia sotto i 35 anni, a conferma di quanto la difficoltà ad accedere alla casa rappresenti ormai uno dei principali ostacoli all'autonomia delle nuove generazioni.
Un altro elemento che emerge con chiarezza riguarda il rapporto tra affitto e acquisto. Negli ultimi dieci anni vivere in locazione è diventato progressivamente più oneroso rispetto al possesso dell'abitazione. Dal 2014 la forbice tra il peso del canone e quello della rata del mutuo si è progressivamente allargata: oggi la locazione assorbe mediamente il 21% del reddito familiare, mentre il mutuo pesa per il 14 per cento. Un divario che fotografa l'evoluzione del mercato italiano e che, secondo le elaborazioni basate sui dati Ocse, rende nel nostro Paese relativamente più conveniente acquistare una casa piuttosto che prenderla in affitto, naturalmente per chi riesce ad accedere al credito bancario.
La mappa nazionale sul costo degli affitti evidenzia che tra il 2018 ed il 2024 "la media italiana di incremento è stata del 22,6%, ma molti capoluoghi si trovano in una situazione ben peggiore, di crescita sostenuta (tra il 25 e il 36%) o di crescita alta (dal 41% in su). Sono 34 i capoluoghi sopra la soglia critica del 25%, mentre cinque di questi superano il 41 per cento.
Ci sono "intensità molto differenziate tra i capoluoghi". Gli incrementi più elevati si concentrano in pochi casi, tra cui cui Gorizia, Vercelli, Firenze, Aosta e Milano, che compongono la fascia di alta crescita. Una parte ampia del Paese rientra invece nella crescita moderata, segnalando un aumento diffuso ma non uniforme dei canoni. C'è una forte crescita lungo l'asse adriatico, in alcune città del Nord-Est (Trieste è al +32,4%), dell'Emilia-Romagna (Bologna fa +34,1%, Modena +31,3%) e del Mezzogiorno (Matera è al +33,5%, Bari al +29,8%). Roma (+22,9%) si colloca nella fascia moderata, sostanzialmente in linea con la media nazionale, mentre Napoli rientra nella crescita sostenuta (+24,8%).
Tra i capoluoghi, Milano 41,1%, Aosta 42%, Torino 21%, Genova 18%, Firenze 44,2%, Perugia 24,1%, Cagliari 19,3%, Potenza 35,1%, Palermo 16,7%, Reggio Calabria 13,4%, Campobasso 30,8%, L'Aquila 34,1%, Ancona 24,2%, Venezia 15,9%, Trento 11,6%.

Il porto di Pozzuoli ha riaperto dopo le verifiche post-bradisismo, mentre cimitero e mercato ittico restano chiusi. L'emergenza ha causato danni al commercio locale e 144 famiglie sono state allontanate dalle proprie abitazioni. La ferrovia Cumana è interrotta per lesioni nella galleria di Monte Olibano.

L'Agenzia del Demanio ha messo a bando 20 immobili statali, tra fari, edifici storici ed ex carceri, distribuiti in diverse regioni italiane. L'iniziativa mira ad attrarre investimenti privati e progetti innovativi di recupero, riuso e valorizzazione, coinvolgendo imprese, operatori turistici e culturali, e Enti del Terzo Settore.

A Casale Monferrato, l'ex stabilimento Cementi Alta Italia è stato trasformato nel Gabanon Hostel. Il progetto della famiglia Buzzi offre 25 posti letto, spazi coworking e una futura ristorazione, riqualificando un'area industriale dismessa in un polo di ospitalità.

DeA Capital Real Estate ha ottenuto un finanziamento di 280 milioni di euro per il fondo Millennium Luxury, sottoscritto da Fort Partners, destinato alla riqualificazione di Palazzo Marini a Roma per ospitare il Four Seasons e riqualificare Piazza San Silvestro.

L'87% dei proprietari teme inquilini morosi, con il 74% che ha già avuto affitti non saldati. L'UPPI stima il rischio di fallimento contrattuale all'8% in media, ma esistono soluzioni per tutelarsi.

Lo sconto del 50% sull'IMU per le case concesse a familiari in linea retta è soggetto a condizioni specifiche. La riduzione si applica solo ad abitazioni (gruppo A, escluse categorie di lusso) se il concedente possiede un solo altro immobile abitativo in Italia oltre alla propria casa principale. Immobili C/2 non sono ammessi, e anche quote parziali di altri immobili escludono il beneficio.