Crisi migranti a Ceuta: riunione d'emergenza Ue e tensione tra Italia e Spagna
Riunione d'emergenza dei ministri Ue dell'Interno dopo gli arrivi a Ceuta. Scontro diplomatico tra Roma e Madrid sui dati dei flussi migratori.
Quick Look
- Riunione d'emergenza in videoconferenza dei ministri dell'Interno Ue dopo l'arrivo di massa di migranti a Ceuta dal Marocco.
- Si acuisce lo scontro diplomatico tra Italia e Spagna sulle politiche migratorie e i dati degli sbarchi.
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Why It Matters
Circa 50.000 migranti sono arrivati dal Marocco a Ceuta lo scorso 30 luglio, in seguito a tensioni legate a una sentenza della Corte Suprema spagnola.
È il giorno della riunione d'emergenza - in videoconferenza - dei ministri Ue dell'Interno, dopo gli arrivi di migranti a Ceuta, l'exclave spagnola confinante col Marocco. Bruxelles è al fianco di Madrid, ha assicurato la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen. Ancora tensione, intanto, tra Spagna e Italia. Il ministro degli Esteri Tajani ha risposto all’omologo spagnolo Albares, che ha definito l'Italia "non all'altezza" nell'affrontare la crisi: dal 2023 i migranti irregolari in Italia sono diminuiti del 60%, ha sottolineato il vicepremier.
Il Marocco aveva avvertito la Spagna, prima della crisi di Ceuta, dei rischi migratori derivanti da una recente sentenza della Corte Suprema spagnola. Lo ha dichiarato anonimamente all'Afp un alto funzionario marocchino, secondo cui le autorità marocchine avevano allertato Madrid del rischio della sentenza che stabiliva che l'espulsione immediata dei migranti era applicabile a chi arrivava via mare. "Abbiamo spiegato che questa sentenza ci avrebbe creato un problema", ha detto. Le discussioni con la controparte spagnola, ha detto, sono iniziate intorno al 22-23 luglio, quando sui social si è diffusa la notizia della decisione.
"La solidarietà europea è morta a Ceuta, perché molti Paesi hanno anteposto interessi elettorali nazionali alla solidarietà e alla cooperazione leale" fra i soci dell'Unione europea. Lo dice l'ex Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue Josep Borrell. In un'intervista a radio Cadena Ser, Borrell ha criticato "l'approccio di alcuni Paesi, fondamentalmente Italia, ma anche di altri" che "è assolutamente il contrario di quanto ci si poteva aspettare" in reazione all'arrivo in massa a Ceuta, lo scorso 30 luglio, di circa 50.000 migranti dal Marocco. "Non è possibile che la demagogia populista prenda il posto dello Stato di diritto e sostituisca la solidarietà tra gli Stati membri dell'Unione europea", ha detto l'ex capo della diplomazia europea, criticando in particolare l'iniziativa di 22 Paesi, guidati da Italia e Danimarca, che chiedono un rafforzamento delle frontiere esterne. Iniziativa che, secondo Borrell, rappresenta una critica alla Spagna, "Paese che ha subito un attacco ibrido".
Per Cayetana Álvarez de Toledo "Sanchez è un problema per l'Europa intera". La deputata del Partito popolare spagnolo lo sostiene in un'intervista al quotidiano Il Messaggero. "Quello che è successo a Ceuta non è una crisi migratoria dovuta alle reti di trafficanti umani - dice Álvarez de Toledo -. È un attacco premeditato e annunciato alla sovranità e all'integrità territoriale della Spagna e dell'Europa intera. Diciamoci la verità e lasciamo stare gli eufemismi diplomatici". "Il Marocco - aggiunge - sta sfruttando la debolezza del fallimentare governo di Sanchez e mette alla prova la resistenza del nostro Paese".
Ieri a riportare in auge l'attrito tra Madird e Roma è stato il ministro degli Esteri iberico José Manuel Albares che ha giudicato l'Italia "non all'altezza" di gestire la crisi migratoria. La replica dell'Italia, da un punto di vista governativo, è stata prima affidata al Viminale che ha ricordato come con il governo Meloni gli sbarchi abbiano registrato "un calo del 55% rispetto all'anno scorso e di circa l'82% sul 2023, primo anno di insediamento dell'esecutivo". "Al ministro degli Esteri spagnolo non rispondo io, ma i numeri. Numeri che sono il frutto di un duro lavoro, di accordi bilaterali con otto Paesi di origine e transito che oggi promuovono flussi migratori regolari e sicuri e contrastano il traffico di esseri umani", ha poi rincarato la dose il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
"Il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne è una misura che i Paesi europei hanno attivato centinaia di volte negli anni: la stessa Spagna vi ha fatto ricorso in diverse occasioni, così come alcuni Paesi confinanti hanno fatto nei nostri confronti. Il clamore che si è sollevato attorno alla decisione del nostro governo è dunque del tutto immotivato. Si tratta di una disposizione di carattere pratico, prevista dai trattati stessi, che non ha alcun impatto sui cittadini europei né su quelli di Paesi extra Ue già in possesso di un titolo di soggiorno regolare sul territorio dell’Unione. Non ci sarà alcun controllo aggiuntivo né alcun aggravio burocratico per i loro spostamenti. Come già avvenuto sulla frontiera orientale, la misura sarà utile solo nella direzione di evitare pericoli per la sicurezza nazionale". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, in un'intervista al quotidiano La Verità. "Quanto ai numeri sugli sbarchi, citati in questi giorni in maniera strumentale, anche dallo stesso governo spagnolo, basterebbe un’analisi più attenta ma soprattutto obiettiva: negli ultimi quindici anni in Italia si sono registrati due cali significativi, e non casuali. Il primo quando era ministro Salvini, nel 2018, il secondo oggi, grazie alle politiche messe in campo da questo governo, guidato da Giorgia Meloni. Se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023, l’inizio della nostra legislatura, con lo stesso periodo di quest’anno i numeri crollano dell’82%. È la prova che, quando c’è la volontà politica e, se me lo permette, la capacità tecnica, è possibile arginare un fenomeno che nasce e prospera grazie ad attività criminali organizzate".
Il governo Meloni arriva alla videocall straordinaria dei ministri degli Interni di oggi deciso a trasformare il modello Albania in un "approccio europeo": fare uscire gli hub dalla logica dell'eccezione per renderli un tassello stabile del nuovo Patto su migrazione e asilo, sostenuto da accordi con i Paesi terzi e da una protezione più robusta delle frontiere esterne. Dopo aver notificato lo stop temporaneo di Schengen, il ministro Matteo Piantedosi porterà al tavolo dei Ventisette un pacchetto che punta anche sul rafforzamento di Frontex e dei partenariati economici per indurre alcuni Paesi terzi a ospitare i centri in cambio di cooperazione e investimenti, con il possibile sostegno del Global Gateway europeo.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Riunione straordinaria dei ministri degli Interni Ue sul modello Albania e Patto migrazione
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Open Questions
- Quali misure concrete adotterà l'Unione Europea per sostenere la Spagna?
- Come evolveranno i rapporti diplomatici tra Roma e Madrid?






