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Donna italiana bloccata in Egitto con la figlia: condannata per adulterio, ex marito accusato di violenza
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Repubblica Cronaca·28.04.2026·🇮🇹Italy·Crime

Donna italiana bloccata in Egitto con la figlia: condannata per adulterio, ex marito accusato di violenza

Nessy Guerra, 26 anni di Sanremo, vittima变为 imputata dopo denuncia dell'ex compagno. La Farnesina segue il caso

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Aveva chiesto aiuto a papa Leone, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a chiunque potesse farla uscire dall'Egitto con la sua bambina. E invece per Nessy Guerra, bloccata da oltre due anni nel Paese africano e da vittima passata a imputata, la vita si sta complicando sempre di più. Dopo la condanna in primo grado per adulterio, è arrivata la conferma in secondo grado. La pena è sempre la stessa, sei mesi. Anche se, spiega la sua legale Agata Armanetti, «i contorni della condanna non sono chiari». La partita, insomma, è ancora aperta. Lei, invece, su Instagram, ha postato un video in cui traspare il terrore del prossimo futuro: «Ho paura di perdere la mia bambina. Ho paura di finire in prigione in Egitto. Non so più come fare a chiedere aiuto». A denunciarla è stato un uomo che in Italia è stato a sua volta condannato in via definitiva per stalking, maltrattamenti e violenza sessuale, l'ex compagno e padre di sua figlia Tamer Hamouda, italo-egiziano. Ma per la 26enne il suo ex marito avrebbe comprato, di fatto, la testimonianza di un uomo che in udienza ha deposto contro la sanremese. Nel frattempo è in piedi una causa sull'affidamento della minore, che il padre vuole con sé. L'uomo è già riuscito a ottenere il blocco dell'espatrio per la figlia, e la mamma non ha intenzione di lasciare l'Egitto senza di lei. La prossima udienza è fissata per il 21 aprile, ed è ovvio che il procedimento per adulterio (Nessy ovviamente presenterà ricorso contro la condanna a sei mesi) può avere un peso non indifferente sul destino della bimba. Così adesso Nessy, che vive in un luogo protetto in Egitto insieme ai genitori, per uscire di casa deve guardarsi costantemente le spalle, visto che Tamer Hamouda continua a cercarla: «Abbiamo fatto centinaia di appelli, ma nessuno ci ascolta. L'unica cosa che ho cercato di fare è scappare da quell'uomo con la mia bambina e proteggerla. Spero davvero che chi di competenza, il governo italiano, le istituzioni si mettano una mano sulla coscienza e ci aiutino, perché non riusciamo più ad andare avanti in questa situazione che sta diventando insostenibile». La drammatica vicenda privata si intreccia con i rapporti diplomatici e giudiziari fra Italia ed Egitto. La Procura di Genova ha chiesto per due volte l'estradizione dell'uomo dopo la condanna definitiva in Italia e diversi esposti presentati dalla legale di Nessy, ma non esistono rapporti in tal senso fra i due Paesi. Unico risultato ottenuto sono stati due mesi passati da Hamouda dietro le sbarre in Egitto, prima di essere rilasciato. Mentre i familiari di Nessy e la sua legale hanno girato studi televisivi di mezza Italia per cercare di fare pressioni sulle nostre istituzioni e muovere i canali diplomatici, con i quali sono in stretto contatto. Al momento sono state presentate due interrogazioni parlamentari, ma nulla si è mosso. Intanto la Farnesina, attraverso l'Ambasciata d'Italia al Cairo e la rete consolare al Cairo e Hurghada, fa sapere di seguire il caso con la massima attenzione da diversi mesi, assicurando assistenza legale e protezione alla connazionale e alla figlia, oltre a varie forme di sostegno anche economico, amministrativo e personale, alla luce delle ripetute minacce denunciate dalla signora Guerra come provenienti dall'ex coniuge.

This article was originally published by Repubblica Cronaca.

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