Ebola outbreak confirmed in DRC and Uganda; WHO declares public health emergency
Quick Look
- The WHO declared a public health emergency due to a high-mortality outbreak of Bundibugyo virus, a variant of Ebola, in the DRC's Ituri province.
- A case was also confirmed in Uganda.
- The virus has a high fatality rate and can spread through close contact.
AI-generated summary
Why It Matters
A high-mortality epidemic of an unknown disease was reported in the DRC's Ituri province, affecting health workers. The WHO was alerted, and subsequent lab tests confirmed it as the Bundibugyo virus, a variant of Ebola. Uganda also confirmed a case imported from the DRC.
Il 5 maggio 2026 l’Organizzazione mondiale della sanità è stata allertata per un’epidemia ad alta mortalità nella zona sanitaria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo. La malattia, inizialmente sconosciuta, ha causato decessi anche tra gli operatori sanitari. Il 14 maggio le analisi di laboratorio effettuate su otto campioni hanno confermato la presenza del virus Bundibugyo, una variante del virus Ebola.
Ebola - ©Ansa
Lo stesso giorno, il ministero della Salute ugandese ha confermato un focolaio di malattia da virus Bundibugyo dopo l’identificazione di un caso importato dalla Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di un uomo congolese deceduto nella capitale Kampala.
La dichiarazione di emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale viene adottata dall’Oms per "un evento straordinario che costituisce un rischio di salute pubblica per altri Stati attraverso la diffusione internazionale di una malattia, e che potenzialmente richiede una risposta coordinata a livello internazionale". Non significa automaticamente che esista un rischio di pandemia. La procedura serve ad attivare un’allerta internazionale, favorire il coordinamento degli interventi e mobilitare risorse straordinarie. La definizione, come spiegato sul sito dell'Oms, implica una situazione che sia "seria, improvvisa, inusuale o inattesa", che abbia "implicazioni per la salute pubblica al di là dei confini dello stato affetto" e che "richieda immediata azione internazionale". In passato dichiarazioni simili sono state adottate per epidemie causate da Mpox, virus influenzali, virus Zika e virus Ebola.
Per i Paesi non interessati direttamente dall’epidemia, il rischio resta basso. Secondo l'Ecdc, "In base alle informazioni disponibili e alle attuali incertezze, la probabilità di contagio per i residenti dell'Ue/See o per i viaggiatori diretti nella provincia dell'Ituri è considerata bassa”. Per la popolazione generale dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo, “la probabilità di contagio è molto bassa a causa della limitata possibilità di importazione e successiva trasmissione in Europa".
Ebola - ©Ansa
La malattia da virus Bundibugyo è una forma grave e spesso fatale della malattia Ebola. È causata dal virus Bundibugyo, una delle specie di Orthoebolavirus. È una zoonosi: si sospetta che i pipistrelli della frutta siano il serbatoio naturale del virus.
Il contagio umano può avvenire attraverso il contatto ravvicinato con sangue o secrezioni di animali selvatici infetti, tra cui pipistrelli o primati non umani.
Dopo il passaggio all’uomo, la trasmissione può avvenire da persona a persona tramite contatto diretto con sangue, secrezioni, organi o altri fluidi corporei di individui infetti. Il virus può diffondersi anche attraverso superfici contaminate.
Ebola - ©IPA/Fotogramma
Gli ambienti sanitari sono tra i contesti più delicati quando le misure di prevenzione e controllo delle infezioni non sono adeguate. Un altro momento critico riguarda le pratiche di sepoltura non sicure, quando prevedono il contatto diretto con il corpo della persona deceduta.
In passato sono state documentate due epidemie di malattia da virus Bundibugyo, una in Uganda e una nella Repubblica Democratica del Congo, nel 2007 e nel 2012. In quei focolai il tasso di mortalità era compreso tra il 30% e il 50%.
©IPA/Fotogramma
Il periodo di incubazione varia da 2 a 21 giorni. In genere, le persone non sono contagiose prima della comparsa dei sintomi. I segnali iniziali sono poco specifici: febbre, affaticamento, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola. Questa sintomatologia può rendere più complessa la diagnosi e ritardare la segnalazione della malattia. Con il passare del tempo possono comparire disturbi gastrointestinali, disfunzioni d’organo e, in alcuni casi, manifestazioni emorragiche.
Medico - ©IPA/Fotogramma
Per i Paesi non colpiti, l’Oms raccomanda di non chiudere i confini e di non introdurre restrizioni a viaggi e commercio. Misure di questo tipo, precisa l’organizzazione, vengono spesso adottate per paura e non hanno fondamento scientifico. Secondo l’Oms, inoltre, possono spingere persone e merci verso valichi informali e non controllati, aumentando le probabilità di diffusione della malattia. Possono anche danneggiare le economie locali e rendere più difficili le operazioni di risposta, sia sul piano della sicurezza sia su quello logistico.
Le autorità nazionali dovrebbero collaborare con compagnie aeree, trasporti e settore turistico per evitare misure più restrittive rispetto alle raccomandazioni dell’Oms sul traffico internazionale. Gli Stati dovrebbero anche fornire ai viaggiatori diretti nelle aree colpite o a rischio informazioni sui rischi, sulle misure per ridurli e sui comportamenti da seguire in caso di possibile esposizione.
Oms - ©IPA/Fotogramma
L’Oms raccomanda agli Stati di garantire informazioni accurate sull’epidemia da virus Bundibugyo e sulle misure utili per ridurre il rischio di esposizione. Gli Stati dovrebbero inoltre prepararsi a facilitare l’evacuazione e il rimpatrio dei propri cittadini, per esempio operatori sanitari, che siano stati esposti al virus.
Il ministero della Salute italiano si è mosso per l'attivazione della sorveglianza sanitaria al personale impiegato nelle zone del focolaio del virus. "In considerazione delle incertezze sulla grandezza e diffusione geografica di questo evento, della potenziale gravità dell'infezione e della mancanza di terapie o vaccini specifici approvati - si legge nella circolare del ministero - nel principio di massima cautela, si ritiene necessario applicare le misure di vigilanza verso il personale di organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, impiegati nel Paese interessato, provenienti da tutti i territori della Rdc e Uganda".
Medici - ©IPA/Fotogramma
Open Questions
- What is the exact mortality rate of this specific outbreak?
- How widespread is the virus within the DRC and Uganda beyond the confirmed cases?
- What specific containment measures are being implemented by the WHO and national authorities?
- Are there any experimental treatments or vaccines being considered for this outbreak?






