Elezioni in Armenia: vittoria per il partito di Pashinyan secondo gli exit poll
Quick Look
- Le elezioni parlamentari in Armenia vedono la vittoria del partito Contratto Civile del premier Nikol Pashinyan secondo gli exit poll, con margini variabili.
- La vittoria è cruciale per le riforme costituzionali e gli avvicinamenti all'UE, nonostante la Russia cerchi di influenzare il risultato.
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Why It Matters
L'Armenia cerca di bilanciare le relazioni con UE e Russia dopo la sconfitta militare contro l'Azerbaigian.
Oggi, 7 giugno, in Armenia si sono tenute le elezioni parlamentari per il rinnovo dei 101 seggi dell’Assemblea nazionale. Le urne hanno chiuso alle 20 locali, le 18 in Italia, e si attendono i risultati ufficiali. In base a diversi exit poll, la vittoria sarebbe del partito Contratto Civile del premier Nikol Pashinyan, che è in carica dal 2018 e propugna un avvicinamento alla Ue: sarebbero sconfitte, quindi, le opposizioni che vorrebbero mantenere i tradizionali buoni rapporti con la Russia. Le cifre, però, sono diverse a seconda delle diverse fonti. Al voto armeno guarda con interesse anche Mosca, accusata nelle ultime settimane di voler interferire attraverso campagne di disinformazione e di voler così condizionare l'opinione pubblica. La consultazione ha visto un'affluenza del 59%, dieci punti in più rispetto alle ultime elezioni del 2021. Secondo exit poll citati dall'agenzia russa Interfax, il partito Contratto Civile del premier Nikol Pashinyan avrebbe vinto le elezioni parlamentari di oggi in Armenia. I margini di questo vantaggio, però, variano molto a seconda delle fonti. La testata Notizie Civiche, del partito di Pashinyan, sul suo canale Telegram riporta che il partito del premier vincerebbe le elezioni con il 56,7%. In seconda posizione risulterebbe, con il 17,5%, il partito filorusso Armenia Forte del miliardario russo-armeno Samvel Karapetyan. Altri canali citano un exit poll indipendente che dà il partito di Pashinyan vincitore ma con un vantaggio decisamente più ridotto: il 32,7%, contro il 29% di Armenia Forte. La portata della vittoria per Pashinyan è di fondamentale importanza. Solo aggiudicandosi i due terzi dei seggi parlamentari, infatti, il premier sarà sicuro di fare approvare la riforma di alcuni articoli della Costituzione che l'Azerbaigian richiede per concludere un accordo di pace, abbozzato lo scorso anno durante un vertice alla Casa Bianca patrocinato da Donald Trump. Queste, infatti, sono state le prime elezioni in Armenia dopo la cocente sconfitta militare subita tre anni fa ad opera delle truppe di Baku e la conseguente perdita dell'enclave del Nagorno Karabakh. Andando al seggio a votare, Pashinyan ha fatto capire di volere continuare sulla strada verso l'Unione europea, ma evitando strappi pericolosi con la Russia. A Vladimir Putin, secondo il quale Erevan dovrebbe chiedere attraverso un referendum il parere dei cittadini sull'eventuale ingresso nella Ue, il premier ha risposto che per ora il problema non si pone, perché l'Armenia non è ancora pronta per ottenere lo status di Paese candidato. Ma ciò non significa che Erevan rinuncerà al suo obiettivo: "Dobbiamo portare avanti riforme e continueremo con calma su questo cammino", ha dichiarato Pashinyan. Le autorità di Erevan, comunque, insistono nel dire che il processo di avvicinamento in corso con l'Occidente non esclude la cooperazione con il blocco di Paesi a trazione russa riuniti nell'Unione economica euroasiatica (Russia, Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan e Armenia, appunto). Il governo di Erevan cerca dunque di non aggravare le tensioni con Mosca. Gli elettori quindi sono stati chiamati a decidere se confermare l'attuale leadership di Pashinyan e del suo partito, che nell'ultima legislatura disponeva di una maggioranza di 71 seggi, oppure affidarsi a un'opposizione frammentata ma accomunata da posizioni favorevoli a un più stretto rapporto con la Russia. Tra i protagonisti dello schieramento avversario c'è l'imprenditore russo-armeno Samvel Karapetyan, attualmente agli arresti domiciliari ma comunque candidato. L'oligarca rappresenta il volto principale della formazione Armenia Forte, sostenuta anche dall'ex presidente Robert Kocharyan, che durante la campagna elettorale ha difeso apertamente il mantenimento dell'alleanza strategica con Mosca. Il voto sembra essersi svolto tutto sommato nella calma. Tranne una denuncia di Karapetyan, secondo il quale un centinaio di sostenitori di Armenia Forte sono stati arrestati tra sabato e domenica. Sabato, poi, media statali avevano riferito degli arresti di sei candidati del partito dell'opposizione filorussa, senza fornire dettagli sulle accuse. Nello stesso giorno diversi organi di informazione hanno segnalato un consistente aumento di cittadini armeni provenienti dalla Russia e diretti nella capitale Erevan per partecipare alle elezioni, vista l'impossibilità di poter votare dall'estero.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Riconferma di Pashinyan con riforme costituzionali
Likely · Within weeks
Tensioni con la Russia per l'avvicinamento all'UE
Possible · Within months
Open Questions
- Quando saranno annunciati i risultati ufficiali?
- Come reagirà la Russia al risultato?






