Emergency: Life Support arriva a Ortona con 68 naufraghi, missione critica scelta porto
Capomissione Nanì La Terra: Ortona non è Pos sicuro, convenzioni Sar violate. 781 vittime nel Mediterraneo centrale nei primi 4 mesi
Quick Look
- La nave Life Support di Emergency arriverà domani mattina a Ortona con 68 persone soccorse domenica scorsa nelle acque internazionali della zona Sar libica.
- Il capomissione Jonathan Nanì La Terra critica la scelta del porto abruzzese, definendolo non conforme alle convenzioni Sar e al diritto internazionale, poiché impone ulteriori giorni in mare a naufraghi vulnerabili allontanandoli dai servizi essenziali.
- L'OIM registra 781 vittime nel Mediterraneo centrale nei primi quattro mesi dell'anno, più della metà di quelle dell'intero 2025.
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Domani mattina intorno alle 8 arriverà nel porto di Ortona la Life Support, nave di ricerca e soccorso di Emergency per lo sbarco delle 68 persone soccorse domenica 26 in due distinti interventi nelle acque internazionali della zona Sar libica. "Arrivare fino al porto abruzzese - commenta Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support - significa imporre ai naufraghi, che sono soggetti vulnerabili, altri giorni in mare e allontanare il loro accesso a servizi essenziali, mentre le convenzioni internazionali prescrivono che i naufraghi vengano portati in un luogo sicuro il prima possibile". Emergency - spiega - ritiene quindi che Ortona non possa essere considerato un Pos in linea con le Convenzioni Sar e le Risoluzioni del diritto internazionale per interventi di soccorso effettuati nel Mediterraneo centrale. "Come se non bastasse - aggiunge il capomissione della nave di Emergency - per raggiungere tale porto la Life Support si allontanerà dall'area operativa. Parliamo di quel Mediterraneo centrale che resta una delle rotte migratorie più letali al mondo e solo nei primi quattro mesi dell'anno, stando ai dati censiti dall'OIM, ha già fatto 781 vittime, più della metà delle persone morte nello stesso tratto di mare nell'intero 2025".







