
La presidente della Sac Anna Quattrone annuncia il ripristino delle attività di volo dopo il passaggio dello stato di allerta da rosso ad arancione.
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L'aeroporto di Catania-Fontanarossa ha subito chiusure e disagi a causa dell'intensa attività eruttiva dell'Etna e della presenza di cenere vulcanica in atmosfera.
Etna, riprendono i voli da e per Catania. Aeroporto verso ritorno a normalità
La presidente della Sac Anna Quattrone, dopo il ripristino delle attività di volo, ha dichiarato che "per un ritorno alla normalità dobbiamo ancora considerare qualche ora". Nelle scorse ore la società di gestione dell'aeroporto di Catania aveva annunciato la riapertura dei settori C1 e B3 dello scalo
SAC, la società di gestione dell'aeroporto di Catania, comunica che, "a seguito del passaggio dello stato di allerta delle attività vulcaniche da rosso ad arancione, è stata disposta la riapertura dei settori C1 e B3 dello scalo". Sono ripristinate le attività di volo in partenza e in arrivo all'aeroporto di Catania a partire dalle 14. L'INGV a SkyTG24: "Non c'è più cenere nei cieli di Catania".
L’Etna blocca l’aeroporto di Catania, è davvero inevitabile?
Sembra non avere fine l’attività vulcanica dell’Etna che blocca i voli dall’aeroporto Catania-Fontanarossa, creando disagi ai turisti che hanno scelto di trascorrere le vacanze estive in Sicilia. La cenere vulcanica, infatti, rappresenta uno dei pericoli naturali più seri per un aereo a reazione: è composta da minuscoli frammenti di roccia, minerali e vetro vulcanico, così piccoli da essere aspirati dai motori e abbastanza duri da danneggiare un velivolo che li attraversa a centinaia di chilometri all'ora. La storia dell'aviazione dimostra il rischio grazie a diversi casi in cui il disastro è stato evitato per poco, compresi voli di linea nei quali si sono spenti contemporaneamente tutti i motori.
L’Etna erutta, l’aeroporto di Catania si ferma: voli cancellati, dirottamenti e migliaia di passeggeri alle prese con ritardi e disagi. Un copione che si ripete ciclicamente e che riapre una domanda: si può davvero trovare una soluzione a un problema che è destinato a tornare? In questa puntata di Sky Cube Chiara Martinoli ne parla con Stefano Arcifa, presidente Aero Club d’Italia e Stefano Branca, Direttore Dipartimento vulcani INGV
Terremoto sull'Etna, scossa di magnitudo 3.9 a Linguaglossa: danni e ristoranti evacuati
Un sisma di magnitudo 3.9 è stato avvertito a fine mattinata nel Catanese, con epicentro a 7 chilometri da Linguaglossa. Danneggiata la strada per Piano Provenzana e evacuati precauzionalmente i ristoranti della zona. Secondo il capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina la scossa è legata all'apertura della faglia della Pernicana, collegata all'attività vulcanica dell'Etna
Non è chiaro quando si fermerà l'attività vulcanica: per il direttore del dipartimento Vulcani dell'Ingv Osservatorio Etneo, Stefano Branca, "è assolutamente impossibile da prevedere".
Spostare l'aeroporto di Catania? Cosa c'è di vero e quali sono le alternative sul tavolo
Sei giorni di cenere dell'Etna, oltre 700 voli saltati e danni stimati in almeno 24 milioni per il turismo hanno riacceso una domanda antica: l'aeroporto di Catania, quinto scalo d'Italia per passeggeri e ai piedi del vulcano attivo più grande d'Europa, è nel posto giusto? A rilanciare la riflessione è stato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, secondo cui "chi è fuori posto non è il vulcano ma è l'aeroporto". Il ministro non indica una soluzione - "non ho l'autorità per determinarla" - ma invita a ragionare sul sistema aeroportuale dell'isola per i prossimi vent-trent'anni. Dall'ipotesi di delocalizzazione degli anni Novanta al potenziamento in loco già finanziato, fino alle proposte mai formalizzate: ecco le opzioni realmente in campo, con vantaggi e limiti.
Bloccato dall'Etna tra Milano e Siracusa: la mia Odissea a caccia di un volo
Quattro giorni per raggiungere la famiglia a Siracusa e ripartire, con l'aeroporto di Catania Fontanarossa che apre e chiude al ritmo delle emissioni di cenere dell'Etna. Un volo dirottato a Palermo, lo sbarco caotico a Punta Raisi, 240 chilometri in autobus e infine il volo cancellato. Il racconto in prima persona di un rientro che, mentre scrivo, non è ancora finito
Sac: "Ritorno ad attività regolare dello scalo in poche ore"
"Il ripristino delle operazioni di volo all'aeroporto di Catania rappresenta un passaggio importante verso il ritorno alla normalità dopo giorni particolarmente complessi per la nostra città". Lo dice Nico Torrisi, ad di Sac, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso. "Voglio ringraziare tutte le istituzioni e gli attori che hanno collaborato alla gestione dell'emergenza, con un ringraziamento particolare alla Regione Siciliana, e al presidente Schifani, alla Città Metropolitana di Catania, e il sindaco Trantino, e alla Città di Comiso, e la sindaca Schembari, per il supporto e la leale collaborazione assicurati nel corso di tutta l'emergenza. Un sentito grazie va anche alla Protezione Civile, a Enac, a Enav e a tutti gli altri aeroporti siciliani, in primis Comiso, il cui contributo è stato fondamentale e, soprattutto, a tutto il personale Sac, a partire dalla presidente Anna Quattrone, che con professionalità, disponibilità e senso di responsabilità ha garantito un impegno straordinario per tutta la durata dell'emergenza". "È stato un lavoro di squadra che ci ha consentito di gestire una situazione complessa e tra le più severe per impatto e durata per il nostro scalo. - conclude - Ora proseguiamo il lavoro per accompagnare il sistema verso la piena regolarità nel più breve tempo possibile e ridurre al minimo i disagi per i viaggiatori".
Presidente Sac: "Da noi massimo impegno e grazie agli aeroporti siciliani"
"E' presente un protocollo perché chiaramente, come infelicemente detto da qualcuno, il vulcano è qua da prima di noi, quindi è chiaro che nessuno ha la presunzione di dire che abbiamo fatto tutto nel migliore dei modi, ma posso assicurare che c'è stato il massimo impegno e il massimo lavoro da parte di tutti i nostri operatori". Lo ha detto la presidente della Sac, Anna Quattrone, parlando con i giornalisti in aeroporto a Catania dopo il ripristino delle attività di volo a seguito del passaggio dello stato di allerta delle attività vulcaniche. "Un sentito grazie all'aeroporto di Comiso - ha aggiunto - che gestiamo sempre noi, dove gli operatori hanno lavorato per 24 ore al giorno. È un ringraziamento anche di cuore agli aeroporti di Trapani e Palermo che ci hanno supportato in maniera veramente eccellente". "La normativa comunitaria - ha ricordato Quattrone- prevede che siano le compagnie aeree a 'riproteggere' o comunque a sostenere e supportare i passeggeri e non dunque la Sac, sia in termini di informazione che di ristoro. Questo in alcuni casi non è successo e, ad onor del vero in altri casi è invece successo, e di conseguenza, essendo noi i primi soggetti che i passeggeri incontravano, ci chiedevano quantomeno le informazioni che noi stessi, spesso, non avevamo e che non eravamo in grado di di dare". "Sulla base di questo - ha evidenziato - abbiamo supplito con il nostro personale di Sac service che ringrazio per l'encomiabile lavoro fatto ed in più abbiamo anche con dei 'facilitatori' che sono quei soggetti che vedete in giro per l'aeroporto con le pettorine con scritto appunto 'chiedete a me' che hanno dato le informazioni necessarie". "Sono stati circa 1900 i voli che dovevano volare su Catania in questi giorni di emergenza - ha precisato la presidente della Sac- che sono stati riprotetti, circa 630, e un 36% cancellati. E' chiaro che la situazione è stata complessa da gestire ed il periodo è caldo in tutti i sensi". "Ricordo infatti - ha concluso Quattrone- che questa è la prima settimana di ferie per moltissimi passeggeri e quindi il periodo non ha aiutato e la situazione è stata molto complessa ed impattante come non succedeva da diversi anni e quindi la combinazione di questi elementi ha causato non pochi disagi ai passeggeri".
Presidente Sac: "Per il ritorno alla normalità dello scalo servirà qualche ora"
"Dalle ore 14 abbiamo avuto l'ok dalle autorità competenti per riprendere le attività di volo. Questa è chiaramente una buona notizia consapevoli del fatto che ovviamente l'Etna, in qualunque momento, o i venti peggio ancora, possano portare ad una richiusura ma siamo ottimisti perché pensiamo che questo 'ok' da parte delle autorità competenti, sempre assolutamente attente a dare priorità assoluta alla sicurezza del passeggero e al personale delle compagnie aeree, vuol dire che siamo nelle condizioni di ripartire". Lo ha detto la presidente della Sac, Anna Quattrone, parlando con i giornalisti in aeroporto a Catania, dopo il ripristino delle attività di volo a seguito del passaggio dello stato di allerta delle attività vulcaniche. "Per un ritorno alla normalità - ha aggiunto - dobbiamo ancora considerare qualche ora. Il nostro 'piazzale' è vuoto, dobbiamo attendere, ripristinata le possibilità per poter atterrare, gli aeromobili che vengano su Catania per poi ripartire con le destinazioni".
Ingv: "Prosegue attività effusiva, debole emissione cenere"
Prosegue l'attivita' effusiva dell'Etna dalle bocche a quota 2750 metri e 1990 metri. A comunicarlo, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, dopo rilievi sul campo effettuati. Il fronte più avanzato dei flussi lavici si attesta a una quota di 1600 metri circa, in prossimita' di Rocca Musarra, sovrapponendosi alle colate precedenti. Questa mattina, alle 8.40, al cratere di Nord-Est si è verificata un'esplosione di breve durata che ha generato una colonna di cenere, che si è dispersa in direzione Sud. Al momento, prosegue soltanto una debole emissione di cenere confinata all'area della vetta. Dal punto di vista sismico, alle ore 8.20 circa, l'ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato un rapidissimo incremento transitorio, raggiungendo valori medi e registrando il picco massimo alle ore venti minuti dopo e poi stabilizzandosi ai valori bassi. Si conferma il rientro della deformazione osservata.

La guerra in Ucraina registra nuovi attacchi con droni e missili, causando morti e feriti sia in Ucraina che in Russia. Putin minaccia rappresaglie, mentre Macron annuncia l'invio di nuovi missili intercettori a Kiev.
Intensificano gli attacchi incrociati tra Russia e Ucraina. Macron promette nuovi missili intercettori a Zelensky, mentre il bilancio delle vittime sale a Kryvyi Rih e si registrano raid russi su Kiev e droni ucraini su infrastrutture energetiche in Russia.

Il conflitto in Iran prosegue tra minacce di nuove sanzioni USA, tensioni nello Stretto di Hormuz e operazioni militari in Libano e Siria. La Turchia ha emesso un mandato d'arresto per Netanyahu, mentre Teheran sfida il 'D-Day economico' statunitense.

Un attacco di droni ucraini ha colpito un centro logistico di Ozon nella regione russa di Samara, causando un vasto incendio e diverse vittime. È il primo attacco noto contro il gigante dell'e-commerce russo.

Al Meeting di Rimini si aprono i lavori con la testimonianza congiunta di Roseline Hamel, sorella di padre Jacques ucciso in un attentato nel 2016, e Nassera Kermiche, madre di uno degli attentatori. Domani l'incontro con il Papa.

Almeno 14 persone sono morte e 121 sono rimaste ferite in un attacco di droni russi a Kryvyi Rih. Un altro raid ha causato 4 morti, tra cui tre bambini, nella regione di Mykolaiv.