
Un'inchiesta della procura di Lagonegro svela un sistema di nomine fittizie per eludere debiti fiscali per 120mila euro
AI-generated summary
Un'inchiesta della procura di Lagonegro coordinata dalla Guardia di Finanza ha portato a perquisizioni per false firme digitali.
Le vie dell’evasione e delle frodi fiscali sono infinite. Ora spuntano anche le false firme digitali. A scoprire questo filone è stata la Guardia di Finanza di Sala Consilina (Salerno), nell’ambito di un’inchiesta della procura di Lagonegro per falsità materiale commessa dal privato e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
L’inchiesta riguarda l’utilizzo di firme digitali che, secondo quanto denunciato, sarebbero state usate a insaputa dei titolari per far risultare alcune persone amministratori e liquidatori di società. L’ipotesi è che il meccanismo sia stato utilizzato per sottrarre alla riscossione circa 120mila euro tra imposte, interessi e sanzioni. Tra i nove indagati figurano un professionista del salernitano e otto persone residenti nel Vallo di Diano.
Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni acquisendo documenti e dispositivi elettronici. Secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato formato un falso verbale di assemblea nel quale veniva deliberata, all’insaputa dell’interessato, la nomina a liquidatore di una società. Nel documento sarebbero state utilizzate firme digitali riconducibili a due persone che hanno disconosciuto il proprio coinvolgimento. Uno dei presunti firmatari non sarebbe in Italia dal 2016 e le firme contestate sarebbero successive alla sua partenza. Nel verbale sarebbero stati inoltre indicati l’amministratore unico e lo scioglimento di una società con sede per riduzione del capitale al di sotto del minimo legale.
Le contestazioni riguardano anche chi avrebbe attestato falsamente l’identità dei firmatari, consentendo il rilascio di certificati digitali riconducibili a persone estranee alle operazioni.
Secondo l’ipotesi della Procura, le condotte sarebbero state poste in essere nell’interesse dell’amministratore di fatto delle società per rendere inefficace la procedura di riscossione e sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi e Iva, oltre a interessi e sanzioni, per circa 120mila euro.

I genitori di Anna Rosa Bartolotta, deceduta a 4 anni per difterite a Palermo, sono indagati per omicidio colposo. La bambina non era stata vaccinata per scelta dei genitori, nonostante l'obbligo vaccinale in Italia.

Paolo Allasia, 48 anni, designer nautico di Alba, è deceduto mentre cercava di salvare i suoi tre figli in difficoltà a causa del mare agitato a San Lorenzo al Mare (IM). Un malore lo ha colto a circa 100 metri dalla riva, nonostante gli sforzi di rianimazione.

A Allumiere, vicino Roma, due giovani (15 e 35 anni) sono stati trovati morti in uno stand enogastronomico per esalazioni di monossido di carbonio. La comunità è sconvolta e il palio delle Contrade sarà celebrato in tono minore.

Un 49enne di Guastalla è stato arrestato per omicidio stradale dopo aver investito e ucciso il 44enne Ranvir Singh a Castiglione delle Stiviere. L'uomo guidava con un tasso alcolemico oltre quattro volte il limite consentito.

Fabio Savi, ergastolano della Banda della Uno Bianca, ha inviato una lettera di scuse ai familiari delle vittime. L'Associazione dei familiari ha respinto il gesto, accusandolo di cercare solo benefici carcerari e ribadendo la mancanza di nuove verità.

Un uomo di nazionalità romena è stato arrestato a Rocca Cencia, Roma, per aver tentato di violentare la figlia 14enne della sua compagna. La vittima è riuscita a chiedere aiuto a una pattuglia di polizia utilizzando il 'signal for help' mentre erano in auto.