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Freni rinuncia alla corsa per la Consob, in maggioranza la palla torna al centro
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ANSA Economia5/13/2026Politics2 min readItaly

Freni rinuncia alla corsa per la Consob, in maggioranza la palla torna al centro

Quick Look

  • Federico Freni (Lega) rinuncia alla candidatura per la presidenza della Consob dopo mesi di tensioni con Forza Italia, che aveva espresso un veto.
  • La ricerca di un nuovo candidato riapre le tensioni nella coalizione di governo.

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Federico Freni rinuncia alla corsa per la presidenza della Consob e in maggioranza la palla torna al centro. La partita per assegnare la guida dell'Autorità resta aperta e continua ad agitare - e non poco - la coalizione di governo. Il passo indietro del leghista, sottosegretario al Mef, arriva dopo un braccio di ferro durato mesi. Con il favorito di via Bellerio bloccato dai veti di Forza Italia. "Ha prevalso la linea del segretario Antonio Tajani, serve un nome terzo e di alto profilo", gongola un big azzurro in Transatlantico. Dove invece il leader del Carroccio Matteo Salvini evita di rispondere alle domande sul tema. Scuro in volto, incalzato dai cronisti, taglia corto: "oggi non parlo". Un silenzio che con il passare delle ore viene riempito dalla "grande amarezza" che filtra dalle file del partito. Tra i leghisti, il messaggio è chiaro: "escludiamo che possa essere accettato un candidato di Forza Italia". Un iroso avvertimento che lascia presagire un muro contro muro di difficile risoluzione. E che suona come uno stop netto alle voci sull'attuale commissario Consob Federico Cornelli come figura preferita dagli azzurri per la presidenza. Ora sono i leader a dover trovare la via d'uscita a un'impasse che inizia a pesare nei rapporti tra alleati. Giorgia Meloni, due settimane fa, aveva assicurato una soluzione alle porte. Ma così non è stato. Una nuova occasione di confronto, anche acceso, potrebbe essere il Consiglio dei ministri in programma nelle prossime ore. Dove la premier sarebbe chiamata a mediare tra i due fronti avversi per trovare una sintesi. Al momento, però, l'intesa non sembra essere all'orizzonte e il clima in maggioranza fa intravedere una strada in salita. Freni, intanto, avrebbe spiegato ai suoi più vicini le ragioni della sua rinuncia di fronte al niet di Tajani: evitare uno stallo dannoso per tutti. "Ho fatto prevalere il dovere istituzionale. Non voglio creare problemi al governo, alla Consob e al Paese", spiega poi in un'intervista a Repubblica, che ha anticipato la notizia del passo indietro. E a chi chiede del veto di FI su una figura politica, il sottosegretario risponde senza giri di parole: "mi ricorda molto un senhal, lo schermo dietro cui si celava la donna amata nella poesia provenzale. Ma a questo punto per me è una questione di dignità. Mi dispiace che fare politica possa essere considerato un limite". Mentre il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti minimizza: "sono decisioni sue, io sono contento così almeno rimane a lavorare con noi". Da persona di grande responsabilità ed elevato senso istituzionale, - insistono fonti della Lega - Freni ha preso atto della situazione e ha scelto di sfilarsi dalla corsa per la presidenza della Consob dimostrando di non voler creare problemi al governo, all'Autorità e al Paese. Una linea che però non suona affatto come una resa, anzi. Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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This article was originally published by ANSA Economia.

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