La Corte dei conti congela la certificazione del rinnovo del comparto unico. Saltano temporaneamente aumenti e arretrati.
Situazione di stallo per 13mila dipendenti pubblici in Friuli Venezia Giulia dopo che la Corte dei conti ha congelato la certificazione del rinnovo contrattuale 2022-2024, bloccando aumenti salariali e arretrati.
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La sezione regionale di controllo della Corte dei conti ha congelato la certificazione del rinnovo del contratto collettivo 2022-2024.
Situazione di stallo per circa 13mila dipendenti pubblici del Friuli Venezia Giulia. La sezione regionale di controllo della Corte dei conti ha congelato la certificazione del rinnovo del contratto collettivo 2022-2024 destinato al personale della Regione e degli Enti locali (Comparto unico). Un passaggio istituzionale chiave che di fatto blocca l'erogazione degli aumenti salariali e degli arretrati che erano attesi nei cedolini nei prossimi mesi.
Come riportano i quotidiani del gruppo Nem, la decisione ha colto di sorpresa sia l'amministrazione regionale sia le sigle sindacali. L'accordo, siglato nei mesi scorsi dopo lunghe trattative, prevedeva un pacchetto da oltre 57 milioni di euro con incrementi dello stipendio da 114 a 180 euro lordi mensili, a seconda delle categorie. A questi si aggiungevano gli arretrati (pari a 6mila euro lordi) e altre misure di welfare integrativo.

Secondo il Rapporto ILO, in Italia ci sono quasi quattro giovani disoccupati per ogni adulto. Nonostante il calo dei Neet, persistono precariato, salari bassi e una forte fuga di cervelli qualificati all'estero.

Filcams Cgil critica le condizioni di lavoro nella grande distribuzione, dove il 57.8% dei part-time sarebbe imposto. Confcommercio riconosce il problema salariale ma difende la flessibilità del part-time.

Gli stipendi di agosto per docenti e ATA sono in fase di accredito, con arretrati previsti entro agosto e stipendio ordinario dopo Ferragosto. Il cedolino analitico non è ancora disponibile, creando disorientamento.

Scontro tra la Slc Cgil di Verona e la sovrintendente della Fondazione Arena, Cecilia Gasdia, a causa delle dichiarazioni sul lavoro all'aperto durante le ondate di calore record e l'aumento dei carichi di lavoro estivi.

Tre persone hanno perso la vita in incidenti sul lavoro avvenuti in Calabria, Toscana ed Emilia Romagna. Le vittime sono un elettricista di 40 anni folgorato a Calanna e due operai deceduti a Campi Bisenzio e Salto di Montese.

A Marcinelle, il segretario della Cgil Maurizio Landini ha definito le morti sul lavoro un fallimento del modello d'impresa. Ha criticato la precarietà e i subappalti, attaccando i provvedimenti del governo italiano.