Gli Houthi aprono un secondo fronte nella guerra con l'Iran, aumentando la pressione sui mercati globali
Smentito contatto con gli Usa, colloqui Israele-Libano rinviati a ottobre, BRICS chiedono contenimento in Medio Oriente
Quick Look
- Gli Houthi avanzano lungo il Mar Rosso, aprendo un secondo fronte nella guerra con l'Iran e aumentando la pressione sui mercati energetici e finanziari globali, con il petrolio sopra i 100 dollari.
- Smentito qualsiasi contatto con gli Stati Uniti per evitare attacchi, come affermato da Trump.
- Colloqui Israele-Libano a Roma rinviati a ottobre.
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Why It Matters
Gli Houthi, movimento filo-iraniano dello Yemen, hanno avanzato lungo il Mar Rosso e preso il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb, aprendo un secondo fronte nella tensione regionale con l'Iran. Il conflitto coinvolge attacchi a infrastrutture petrolifere, come l'oleodotto Est-Ovest in Arabia Saudita, e solleva preoccupazioni per la sicurezza delle rotte marittime globali. Gli Stati Uniti hanno ripristinato un blocco navale nello Stretto di Hormuz, deviando 100 navi negli ultimi 60 giorni. I colloqui tra Israele e Libano sono stati rinviati a ottobre.
Gli Houthi avanzano lungo il Mar Rosso e aprono di fatto un secondo fronte nella guerra con l'Iran, ampliando il conflitto e aumentando ulteriormente la pressione sui mercati energetici e finanziari globali. Il nuovo round di colloqui tra Israele e Libano a Roma, previsto per la settimana prossima, è stato rinviato a ottobre. Paesi Brics: "Esortiamo al massimo contenimento in Medio Oriente". Pezeshkian: "Non siamo in guerra con l'Arabia Saudita"
Gli Houthi avanzano lungo il Mar Rosso e aprono di fatto un secondo fronte nella guerra con l'Iran, ampliando il conflitto e aumentando ulteriormente la pressione sui mercati energetici e finanziari globali, con il petrolio che resta oltre i 100 dollari. Il movimento filo-iraniano ha inoltre smentito di avere contattato gli Stati Uniti per chiedere di non essere attaccato, come invece sostenuto dal presidente Donald Trump. Nel Golfo, intanto, milizie filo-iraniane in Iraq hanno colpito l’oleodotto Est-Ovest, infrastruttura chiave per Riad con una capacità di 7 milioni di barili al giorno.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha preso le distanze, a nome del suo governo, dal confronto tra l'Arabia Saudita e gli Houthi: "Non siamo in guerra con l'Arabia Saudita. Gli Houthi hanno le loro questioni". I Paesi BRICS hanno espresso "preoccupazione per la situazione. Esortiamo al massimo contenimento in Medio Oriente". Xi Jinping: "Cina pronta a lavorare con Brics per mediare pace".
È stato invece rinviato a ottobre il nuovo round di colloqui tra Israele e Libano, inizialmente previsto per la prossima settimana a Roma. Lo ha riferito un funzionario statunitense. Gli ambasciatori libanese e israeliano si incontreranno comunque la prossima settimana al Dipartimento di Stato, a Washington.
Gli approfondimenti: Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele? Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Yemen, Houthi: "Liberati oltre 200 miliziani, erano nelle carceri controllate dalle forze filogovernative"
Gli Houthi dello Yemen hanno liberato più di 200 loro membri detenuti dalle forze filogovernative sostenute dall’Arabia Saudita nelle aree conquistate negli ultimi giorni. Il funzionario Houthi Abdelkader al-Murtada ha affermato che si trattava di prigionieri di guerra, alcuni dei quali erano rimasti in carcere anche otto anni. "Abbiamo liberato 210 dei nostri che erano nelle carceri del nemico saudita sulla costa occidentale", ha sottolineato Murtada durante una conferenza nella capitale Sanaa. A bordo dei grandi autobus che li stavano portando nella capitale, i detenuti liberati hanno celebrato la ritrovata libertà scandendo "Morte all’America, morte a Israele", prima di essere accolti dai loro sostenitori. A maggio, l’Onu aveva annunciato un accordo tra il governo riconosciuto a livello internazionale e gli Houthi per lo scambio di oltre 1.600 prigionieri tra le due parti, ma l’accordo non è mai stato attuato. Uno scambio di prigionieri andato a buon fine era stato effettuato nell’aprile 2023, quando erano stati liberati circa 900 detenuti, il più grande scambio dal precedente accordo che aveva coinvolto 1.000 prigionieri nell’ottobre 2020. La guerra in Yemen, in gran parte rimasta congelata dal 2022, è tornata a infiammarsi a luglio.
Iran: "Accordo con Oman non prevede immediata riapertura Hormuz"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo omanita, Badr Albusaidi, hanno avuto un colloquio telefonico per discutere degli ultimi sviluppi nella regione. Secondo una dichiarazione diffusa sul canale Telegram di Araghchi, i due massimi diplomatici hanno discusso "degli ultimi sviluppi regionali e delle questioni di interesse comune". Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle discussioni. La telefonata giunge mentre l'Oman si prepara ad ospitare lunedi' l'Iran e gli Stati del Golfo per colloqui sullo Stretto di Hormuz, a seguito di settimane di negoziati tra Teheran e Mascate per il ripristino della navigazione sicura attraverso questa via d'acqua strategica.
Yemen, forze governative tentano contrattacco a Mocha
Le forze governative dello Yemen, sostenute da Riad, hanno riferito di aver attaccato combattenti Houthi nella strategica citta' portuale di Mocha sul Mar Rosso. Dopo un'offensiva durata una settimana, gli Houthi hanno conquistato ieri la costa yemenita del Mar Rosso, consolidando il loro controllo sullo stretto di Bab el-Mandeb. "Le forze armate hanno distrutto veicoli, armi e ucciso membri della milizia terroristica houthi sostenuta dal regime iraniano" vicino al porto di Mocha, ha riferito sabato l'agenzia di stampa governativa Saba. Il portavoce delle forze governative yemenite, Majed Abdulah al Nazili, ha precisato di avere anche attaccato veicoli e combattenti houthi sulla strada Mocha-Dhubab, appena fuori citta', secondo Saba. Al Nazili ha riferito che le forze governative hanno iniziato a bombardare aree a Mocha. Il controllo della citta' da parte degli Houthi ha portato molti residenti a fuggire ad Aden, dove ha sede il governo riconosciuto a livello internazionale. Venerdi', i media Houthi hanno riferito che due attacchi sauditi hanno colpito l'aeroporto di Mocha, mentre un funzionario locale ha affermato che il porto marittimo della citta' e' stato colpito da sei missili di origine sconosciuta. Secondo il canale digitale americano Axios, Bin Salman ha chiamato due volte Trump giovedi' per chiedere agli Stati Uniti di attaccare gli Houthi, ma l'idea e' stata respinta da Washington. Trump ha affermato sabato che i ribelli Houthi hanno chiesto a Washington di non intervenire nel conflitto yemenita.
Libano, attacchi nel sud del Paese
Il Libano ha segnalato attacchi nel villaggio di Tabnit e nelle zone di Al-Dabsha e Ali al-Taher, nella parte meridionale del Paese.
Iran: "Accordo con Oman non prevede immediata riapertura Hormuz"
Un funzionario iraniano ha dichiarato all'agenzia di stampa Tasnim che gli accordi tra Iran e Oman non prevedono un'apertura immediata dello Stretto di Hormuz, ma pongono le basi per una sua possibile apertura in futuro. Secondo il funzionario, l'accordo rappresenterà un passo avanti verso la realizzazione della sovranità iraniana sullo stretto e la sua riapertura dipenderà interamente dal rispetto da parte degli Stati Uniti delle condizioni poste da Teheran.
Iran, Teheran in vista riunione lunedì in Oman: "Sicurezza regionale sia garantita dai paesi dell'area"
Iran e Oman informeranno i Paesi della regione sui risultati delle loro consultazioni riguardo al passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, durante un incontro previsto per lunedì. Ad affermarlo è il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei in un'intervista ad 'Al Jazeera'. All’incontro, ha confermato, dovrebbero partecipare i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo, oltre a quelli di Iran e Iraq. "Tra i punti all’ordine del giorno ci sarà l’informazione alle delegazioni sui risultati delle consultazioni tra Iran e Oman riguardo al passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz", ha spiegato. Baghaei ha sottolineato che Iran e Oman hanno svolto queste consultazioni in quanto "i due Paesi costieri dello Stretto di Hormuz" e che condivideranno i risultati con gli altri Paesi della regione. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha affermato che Teheran ritiene che la sicurezza regionale debba essere garantita dai Paesi della regione "senza l’intervento di stranieri, delle potenze esterne": "Riteniamo che, in quanto Paesi vicini, dobbiamo dialogare tra noi e costruire la fiducia, così da creare una sicurezza regionale basata sulla volontà e sugli interessi comuni di tutti i Paesi della regione", ha aggiunto.
Iran, Teheran: "Aggressione militare Usa continua e noi ci difendiamo"
L'aggressione militare degli Stati Uniti contro L'Iran continua. Ad affermarlo in un'intervista ad 'Al Jazeera', è il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei. "Ci stiamo difendendo. Stiamo difendendo l’Iran dall’aggressione militare degli Stati Uniti, che, tra l’altro, continua ancora oggi", ha affermato. Baghaei ha affermato che l’Iran ha il diritto di difendersi ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. "Finché la loro aggressione militare continuerà, non avremo altra scelta se non quella di difendere la nostra integrità territoriale e la nostra sovranità nazionale", ha spiegato aggiungendo che Teheran rimane disposta a ricorrere a "ogni mezzo possibile, compresa la diplomazia", per proteggere la propria sicurezza nazionale e i propri interessi.
Iran, scontri in provincia Sistan e Baluchistan: 8 morti tra cui 3 membri forze sicurezza
Tre membri delle forze di sicurezza iraniane e cinque uomini armati definiti "terroristi" sono stati uccisi oggi durante scontri nella provincia del Sistan e Baluchistan, nel sud-est dell’Iran. "Nel corso di un’operazione congiunta dei Guardiani della Rivoluzione, della Direzione generale dell’intelligence e della polizia, quattro terroristi sono stati uccisi", ha riferito la televisione di Stato, citando un comunicato dei Pasdaran. Il bilancio è stato successivamente portato a cinque "terroristi" da un portavoce dei Guardiani della Rivoluzione. Il comunicato iniziale, che non specifica l’affiliazione del gruppo, indica che quest’ultimo "stava pianificando un’operazione terroristica" nella città di Saravan, situata a oltre 1.300 chilometri da Teheran. Le forze iraniane hanno sequestrato "armi, munizioni ed esplosivi". "Nel corso di questa operazione, che è proseguita fino alle prime ore del mattino, tre membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi", si sottolinea nel comunicato. L’incidente è avvenuto nella provincia del Sistan-Baluchistan, una delle regioni più povere dell’Iran, al confine con Pakistan e Afghanistan, dove si verificano regolarmente scontri tra le forze di sicurezza e gruppi armati, jihadisti o trafficanti. Martedì, un comandante dei Basij, la forza paramilitare affiliata alle Guardie della Rivoluzione, era stato ucciso durante un attacco nella stessa provincia. La regione ospita un’importante popolazione appartenente alla minoranza etnica baluci, che pratica l’islam sunnita, distinto dall’islam sciita predominante nella Repubblica islamica.
Pezeshkian: "Non siamo in guerra con l'Arabia Saudita"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha preso le distanze, a nome del suo governo, dal confronto tra l'Arabia Saudita e gli Houthi, sostenuti dall'Iran. "Non siamo in guerra con l'Arabia Saudita. Gli Houthi hanno le loro questioni", ha dichiarato Pezeshkian a India Today TV, a margine del vertice Brics a Nuova Delhi, ripreso dai media internazionali. "Ho ripetutamente affermato che tutti i paesi della regione dovrebbero sedersi allo stesso tavolo per instaurare pace e sicurezza nell'area", ha aggiunto. "Non vi è alcuna logica o motivo per cui dovremmo essere in guerra o in conflitto gli uni con gli altri". Le sue dichiarazioni giungono in un momento di crescente tensione tra Iran e Arabia Saudita, a seguito degli attacchi Houthi contro il territorio saudita e di un distinto attacco con droni all'oleodotto Est-Ovest del Regno.
Gli Houthi smentiscono di aver chiesto a Trump di non intervenire
Gli Houthi hanno smentito l'affermazione di Donald Trump, secondo cui il gruppo avrebbe chiesto a Washington di non intervenire nel conflitto in corso nello Yemen. In un post su X ripresa dalla tv iraniana PressTV, Hazem al-Assad, membro dell'ufficio politico di Ansarullah (Partigiani di Dio), l'organizzazione armata dei ribelli, ha definito l'affermazione "infondata e falsa", sottolineando che nessun funzionario del governo di Sana'a ha contattato la Casa Bianca. "Come al solito, con la sua abitudine di parlare a vanvera e raccontare bugie ridicole, il criminale Trump tesse narrazioni prive di fondamento. Ma la realtà lo descrive bene con il vecchio proverbio: 'La mano che non puoi spezzare, baciala e prega affinché si spezzi'", ha scritto Assad su X.
Iran, Centcom su blocco navale Usa nello Stretto di Hormuz: 100 navi deviate in ultimi 60 giorni
Negli ultimi 60 giorni, ossia da quando Washington ha ripristinato il blocco navale contro l'Iran, le forze armate Usa hanno deviato 100 navi commerciali. E' quanto sottolinea in un post su 'X' il Comando centrale delle forze armate Usa "Zero navi hanno attraversato il blocco senza l’autorizzazione delle forze statunitensi. I militari americani restano totalmente concentrati su questa missione".
Yemen, Houthi: "In ultimi 2 giorni 73 navi sono transitate nello Stretto di Bab al-Mandeb, flusso regolare"
Attraverso lo Stretto di Bab al-Mandeb, che collega il mar Rosso con l'oceano indiano, sono transitate 73 navi il 10 e l'11 settembre: 36 giovedì e 37 venerdì. E' quanto afferma una fonte del ministero dei Trasporti degli Houthi alla televisione yemenita Al-Masirah. La fonte ha affermato che il divieto imposto dallo Yemen alle navi saudite non ha influito sul regolare flusso del traffico marittimo internazionale attraverso lo stretto, sottolineando che il volume dei transiti nelle 48 ore ha rappresentato il 98,6% della media dei transiti registrati prima dell’introduzione del divieto. Secondo la fonte, questi dati smentiscono le affermazioni secondo cui la navigazione internazionale attraverso Bab al-Mandeb sarebbe a rischio dopo che gli Houthi hanno preso il controllo della costa yemenita sul Mar Rosso.
Brics, Pezeshkian incontra l'indiano Murmu
Il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha incontrato il suo omologo indiano a Nuova Delhi, dove ha esortato i due Paesi a sfruttare il loro potenziale per espandere le relazioni economiche. Pezeshkian ha dichiarato a Droupadi Murmu che l'Iran "ha assistito alle azioni criminali di America e Israele" negli ultimi mesi, ma ha aggiunto che il popolo iraniano "ha resistito con tutte le sue forze e si e' opposto alle loro prepotenze". L'Iran non e' stato "l'aggressore, ma piuttosto ci siamo opposti all'aggressione del nemico", ha aggiunto. Durante la discussione, Murmu ha ribadito l'impegno dell'India a perseguire una "pace duratura attraverso il dialogo e la diplomazia", secondo quanto riportato in una dichiarazione sull'account Instagram del Presidente. I due leader hanno inol
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
I colloqui tra Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz porteranno a un accordo per la navigazione sicura entro le prossime settimane
Possible · Within weeks
Gli Houthi continueranno a controllare la costa yemenita sul Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb nel breve termine
Likely · Within weeks
Il conflitto tra Arabia Saudita e Houthi rimarrà contenuto nonostante gli attacchi agli oleodotti
Possible · Within months
Open Questions
- Qual è l'entità effettiva del controllo Houthi sullo stretto di Bab el-Mandeb e sulle rotte marittime?
- Gli Stati Uniti interverranno militarmente contro gli Houthi nonostante le smentite?
- Quali sono le condizioni poste dall'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz?
- Il conflitto in Yemen si intensificherà ulteriormente dopo lo scambio di prigionieri?




