
Il sindacato Osapp denuncia 21 ore di rivolta con celle distrutte, incendi e lanci di oggetti contro la polizia penitenziaria.
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Il carcere di Brissogne ad Aosta è stato teatro di disordini prolungati nel reparto B2 tra il 27 e il 28 agosto.
Il bilancio dei danneggiamenti nel carcere di Brissogne (Aosta) degli ultimi giorni è "pesantissimo". Lo dichiara l'Osapp. "Quasi ventuno ore di gravissimi disordini, in una situazione che ha sfiorato una vera e propria rivolta, con il personale di polizia penitenziaria impegnato a fronteggiare una condizione di assoluta emergenza all'interno della Casa circondariale di Aosta, a Brissogne", spiega il sindacato.
I disordini sono iniziati alle 22.30 del 27 agosto e sono proseguiti, secondo quanto riferito dall'Osapp, fino alle 19.30 del 28 agosto, interessando il reparto detentivo B2.
"Il bilancio dei danneggiamenti è pesantissimo: una cella è stata completamente devastata, fino all'abbattimento del muro del bagno, trasformando di fatto l'ambiente in un unico spazio.
Altre tre celle sono state parzialmente danneggiate", afferma il sindacato.
"In pratica - osserva il segretario generale Leo Beneduci - una cella è diventata un vero e proprio open space: peccato che qui non ci sia stata alcuna ristrutturazione, ma soltanto la devastazione del reparto".
Secondo l'organizzazione sindacale sono stati divelti lavandini, water, tavoli e sradicati termosifoni, mentre sono stati appiccati incendi sia all'interno delle celle sia nel corridoio della sezione detentiva. Per ore si sarebbe inoltre verificato un continuo lancio di oggetti contro il personale di polizia penitenziaria, comprese bombole di gas incendiate, oltre a calcinacci e altri oggetti presenti nella sezione.
"Particolarmente gravose - prosegue l'Osapp - anche le condizioni di servizio del personale, chiamato a garantire il servizio per 12 ore consecutive e, in alcuni casi, anche oltre, per poter fronteggiare l'emergenza e garantire la sicurezza dell'istituto".
"Quello che è accaduto ad Aosta è surreale - aggiunge Beneduci -. Non parliamo semplicemente di disordini: parliamo di una situazione che ha sfiorato la rivolta. Una baraonda, una bolgia, un vero inferno durato quasi 21 ore".
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