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Guerra Iran Usa, Teheran: "Progressi su molte questioni ma accordo non imminente"
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Sky TG245/25/2026World11 min readItaly

Guerra Iran Usa, Teheran: "Progressi su molte questioni ma accordo non imminente"

Quick Look

  • L'Iran dichiara di aver raggiunto intese su molte questioni con gli USA per porre fine alla guerra, ma avverte che un accordo non è imminente.
  • Teheran accusa Israele di voler sabotare i colloqui e sottolinea che la gestione dello Stretto di Hormuz spetta ai paesi costieri.

AI-generated summary

Why It Matters

Negotiations are ongoing between Iran and the United States to end a war, with reports of progress on many issues but no imminent agreement. The Strait of Hormuz remains a key point of contention, with Iran asserting its management rights. Diplomatic efforts involve Pakistan and China.

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Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran

Guerra Iran Usa, Teheran: "Progressi su molte questioni ma accordo non imminente". LIVE

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©Ansa

"È corretto affermare che abbiamo raggiunto una conclusione su gran parte delle questioni in discussione - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghei - Ma dire che ciò significhi che la firma di un accordo sia imminente... nessuno può fare una simile affermazione". “Il tempo è dalla nostra parte” ha detto Trump. Ma Teheran avverte: “Se continua l'ostruzionismo Usa su alcune clausole dell'accordo, tra cui lo sblocco dei beni iraniani congelati, l'accordo può saltare”

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L'Iran dichiara che Teheran e Washington hanno raggiunto intese su molte questioni nel corso dei colloqui relativi a un accordo per porre fine alla guerra, ma avverte che "un accordo non è imminente". "È corretto affermare che abbiamo raggiunto una conclusione su gran parte delle questioni in discussione - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghei - Ma dire che ciò significhi che la firma di un accordo sia imminente... nessuno può fare una simile affermazione".

Intanto lo Stretto di Hormuz per ora resta chiuso. Ci potrebbero volere ancora diversi giorni per chiudere l'intesa sulla quale le trattative continuano serrate anche se il segretario di Stato americano, Rubio, fa sapere che “un accordo con Teheran è possibile già oggi”. “Il tempo è dalla nostra parte” dice Trump dopo la fuga in avanti di domenica. Ma Teheran avverte: “Se continua l'ostruzionismo Usa su alcune clausole dell'accordo, tra cui lo sblocco dei beni iraniani congelati, l'accordo può saltare”. Si pensa invece a un nuovo round a Islamabad il 5 giugno.

Gli approfondimenti:

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Sharif da Xi: "Grazie per il sostegno alla pace, le cose vanno nella giusta direzione"

Il presidente cinese Xi Jinping ha ricevuto il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, arrivato a Pechino mentre proseguono gli sforzi diplomatici per arrivare a un accordo tra Iran e Stati Uniti che ponga fine alla guerra con l'Iran. Lo rende noto l'agenzia di stampa statale cinese Xinhua. ''Il mondo sta vivendo un momento critico'', ma ''le cose stanno ora andando nella giusta direzione'', ha detto Sharif ai giornalisti. ''Vorrei ringraziare la Cina per il suo ruolo a sostegno della pace'', ha aggiunto il premier pakistano.

L'incontro tra Sharif e Xi a Pechino ha fatto seguito ai colloqui che il primo ministro pakistano ha avuto in mattinata con il premier cinese Li Qiang. Sharif è accompagnato nel suo viaggio in Cina dal capo di stato maggiore delle forze armate in Pakistan, Asim Munir, e dal ministro degli Esteri, Ishaq Dar, che hanno svolto un ruolo chiave nella mediazione tra Teheran e Washington.

Teheran: "Israele sta facendo di tutto per far fallire l'accordo"

Israele sta facendo di tutto per "compromettere" i colloqui e far fallire l'accordo tra l'Iran e gli Stati Uniti. Lo ha affermato in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei. "L'entità sionista sta facendo del suo meglio per minare l'accordo e ci aspettiamo che alcune azioni da parte di Israele si ripetano durante l'intero processo negoziale", ha affermato.

"Nulla è escluso. Tuttavia, quei Paesi che invocano la guerra e le ostilità, entità sionista compresa, potrebbero avere un impatto sui funzionari statunitensi", ha aggiunto.

Fonti: "Attivisti Flotilla a Bengasi, trattati come possibili clandestini"

I due attivisti italiani della Flotilla in Libia sarebbero stati trasferiti a Bengasi e trattati come possibili clandestini. Lo riferiscono fonti informate della vicenda spiegando che potrebbero essere espulsi presto.

Teheran: "Applichiamo tariffe per i servizi di navigazione, non pedaggi"

Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran riscuote tariffe per i "servizi di navigazione" dalle navi in transito nello strategico Stretto di Hormuz, piuttosto che imporre pedaggi. "I servizi forniti - servizi di navigazione oltre alle misure necessarie per proteggere l'ambiente dello Stretto di Hormuz, del Golfo Persico e del Mar di Oman - richiedono la riscossione di determinati diritti", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghei in una conferenza stampa settimanale aggiungendo chee l'Iran "non sta cercando di riscuotere pedaggi".

Idf, soldato di 19 anni ucciso da un drone di Hezbollah

L'esercito israeliano rende noto che ieri un soldato di 19 anni è rimasto ucciso ieri in battaglia nel sud del Libano. Nehoray Leizer era un geniere, è stato ucciso da un drone esplosivo lanciato da Hezbollah, un altro soldato è rimasto ferito nell'attacco.

Teheran: "Hormuz va gestito dai Paesi che si affacciano sullo Stretto"

La gestione dello Stretto di Hormuz spetta ai Paesi costieri. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. "Siamo in contatto con i paesi che si affacciano sullo Stretto di Hormuz per garantire la sicurezza della zona e tutelare i loro interessi", ha affermato Baghaei. Sebbene Teheran non applicherà alcun pedaggio, è "normale che i servizi forniti richiedano un prezzo", ha aggiunto.

Teheran: "Nessuna garanzia che gli Usa rispettino gli impegni"

"Non vi è alcuna garanzia che gli Stati Uniti rispettino i propri impegni": lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in risposta a una domanda sul "linguaggio e sulle immagini minacciose di alcuni funzionari statunitensi, che indicano la disponibilità ad attaccare l'Iran". "Abbiamo cose - afferma - molto più importanti da fare e, se rispondessimo ai tweet, alle foto e alle immagini dell'altra parte, non riusciremmo a portare a termine le cose più importanti. Siamo concentrati sull'elaborazione e la promozione dei metodi migliori per proteggere gli interessi nazionali dell'Iran", ha aggiunto, citato dall'Irna. "Ove necessario, risponderemo. Abbiamo il nostro stile e non copiamo lo stile e i metodi del nemico", ha concluso.

Teheran: "No colloqui sul nucleare, obiettivo ora è la fine della guerra"

''L'obiettivo dei negoziati è porre fine alla guerra e, in questa fase, non stiamo discutendo i dettagli della questione nucleare''. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.

''Minacce, pressioni, rappresentazioni e pubblicazioni di caricature sono parte integrante della politica in quella parte del mondo. Noi proseguiamo il nostro lavoro sul campo. Osserviamo i fatti, a prescindere dalle percezioni e dalle rappresentazioni della controparte'', ha aggiunto Baghaei.

Teheran: "Con gli Usa accordo di massima ma la firma non è imminente"

L'Iran e gli Stati Uniti hanno raggiunto "un accordo di massima", ma la sua firma "non è imminente". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, affermando che "abbiamo raggiunto un accordo su gran parte degli argomenti discussi, questo è corretto, ma ciò non significa che la firma di un accordo sia imminente".

Teheran: "Non credete al bluff di Trump, il tempo è dalla nostra parte"

"Non credete al bluff del presidente'' americano Donald Trump, ''il tempo è contro gli americani". Lo ha scritto su X il portavoce della Commissione iraniana per la sicurezza nazionale e la politica estera, Ebrahim Rezaei.

"Se vogliono un accordo, che negozino; se vogliono il gas a 6 dollari, che si mostrino fermi sulle loro posizioni e bluffino finché l'erba non cresce sotto i loro piedi. L'Iran non si piega alla forza, né alle minacce", ha affermato Rezaei.

Media, navi con gnl e superpetroliera lasciano Hormuz dirette in Oriente

Dopo quasi tre mesi di fermo forzato, alcune petroliere che trasportano gas naturale liquefatto e una superpetroliera che trasporta petrolio greggio iracheno hanno lasciato lo Stretto di Hormuz e sono dirette verso il Pakistan e la Cina. Lo riporta Reuters sul suo sito con riferimento ai dati delle società di tracciamento navale Lseg e Kpler. La nave metaniera Fuwairit, battente bandiera delle Bahamas, ha attraversato oggi lo Stretto di Hormuz. La nave è stata caricata nel porto qatariota di Ras Laffan alla fine di marzo e dovrebbe essere scaricata in Pakistan domani. Anche un'altra nave gassiera, la Al Rayyan, ha lasciato con successo lo stretto ed è in rotta verso la Cina, dove è previsto il suo arrivo a fine giugno.

Media: "Quadro dell'intesa Usa-Iran definito, manca l'ok finale di Trump e Khamenei"

Washington e Teheran hanno "concordato in linea di principio" gli aspetti principali di un'intesa per provare a superare il conflitto che le coinvolge, ma per sancire l'accordo manca ancora "l'approvazione finale" del presidente Usa Donald Trump e del leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei: lo scrive il Telegraph, citando un funzionario americano. La bozza dell'accordo contempla la riapertura dello stretto di Hormuz da una parte e l'ok di Teheran a consegnare le proprie scorte di uranio altamente arricchito, ha aggiunto la stessa fonte.

I negoziatori del Pakistan in Cina per coinvolgere Pechino

L'offensiva diplomatica per raggiungere un accordo tra Iran e Stati Uniti si è spostata in Cina, dove il principale negoziatore di Islamabad, il capo dell'esercito pakistano Asim Munir, è arrivato insieme al primo ministro Shehbaz Sharif per colloqui con i leader cinesi. Munir era a Teheran venerdì e sabato insieme al ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi nell'ambito degli sforzi di mediazione per porre formalmente fine alla guerra. Pechino ha annunciato che collaborerà con il Pakistan per "dare un contributo positivo al rapido ripristino della pace e della stabilità in Medio Oriente".

Kagan: "Gestione disastrosa, gli Stati Uniti hanno perso"

"Una enorme sconfitta per gli Usa, nonostante il successo militare, che è stato tattico, ma strategicamente disastroso". E, ancora, "una resa totale, che ci rende succubi dell'Iran e corrode la leadership globale degli Stati Uniti". È quello che Robert Kagan, già guru dei neoconservatori durante l'amministrazione Bush, pensa dell'accordo a cui sta lavorando Donald Trump. Intervistato da Repubblica, Kagan spiega che il presidente si è arreso, perché "non ha ricevuto alcuna concessione dall'Iran, nemmeno sul fronte nucleare, l'unica cosa che sembra interessargli. Quindi l'idea che Trump possa ricominciare la guerra tra 60 giorni è semplicemente ridicola. Ma l'elemento più importante è che l'Iran finirà per controllare lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra l'Iran - aggiunge - era fondamentalmente debole e isolato nella regione, ora ne uscirà con la capacità di controllare il prezzo del petrolio su base mondiale". L'impatto geopolitico della resa, inoltre, "sarà molto dannoso per gli Stati Uniti a livello globale". A suo parere, "una delle prime vittime saranno gli Accordi di Abramo e le relazioni dell'America con gli Stati del Golfo, che ora dovranno compiacere l'Iran e fare le proprie intese separate con Teheran. Il secondo danno grave - spiega Kagan - è che nonostante le incredibili capacità dimostrate delle forze armate, gli Usa hanno ovviamente fallito e il resto del mondo ne prenderà nota". Gli alleati asiatici in particolare, conclude, "si segneranno che il Pentagono ha dovuto ritirare forze significative dal Pacifico, che servivano a difendere loro e Taiwan".

Rubio: "O troviamo un buon accordo con l'Iran o dovremo trovare un'altra soluzione"

"O raggiungeremo un buon accordo, oppure dovremo trovare un'altra soluzione. Preferiremmo raggiungere un buon accordo": lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, riferendosi alla possibilità di un accordo tra Usa e Iran per mettere fine alla guerra in Medio Oriente, stando a quanto riportato da alcuni media, tra cui Al Jazeera e la tv indiana Ndtv. "Il presidente non concluderà un cattivo accordo, quindi vediamo cosa succede", ha detto ancora Rubio secondo l'Indian Express. "Daremo alla diplomazia ogni possibilità di successo prima di esplorare le alternative", ha affermato il segretario di Stato Usa.

Libano, l'Idf ordina l'evacuazione di 10 villaggi a nord del Litani

L'esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per 10 città e villaggi nella regione di Nabatieh, nel Libano meridionale, e nella valle della Bekaa, più a est, tutti a nord del fiume Litani. "Alla luce della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte dei terroristi di Hezbollah, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) sono costrette ad agire con fermezza", ha scritto il portavoce in lingua araba delle Idf, Avichay Adraee, su X. "Evacuate immediatamente le vostre case e state lontani da villaggi e città", ha scritto.

In Iran 4 condanne a morte per l'uccisione di un membro dei Basij

Il Tribunale Rivoluzionario di Teheran ha condannato a morte quattro persone, con l'accusa di aver accoltellato fatalmente un membro dei Basij (la milizia collegata ai Guardiani della Rivoluzione), Arman Aliverdi, poi deceduto in ospedale durante le proteste del 2022 in Iran dopo la vicenda studentessa Mahsa Amini (morta mentre era in arresto). Nove persone presenti sul luogo dei fatti, avvenuti durante le proteste nel complesso residenziale di Ekbatan a Teheran, sono state arrestate con l'accusa di aver picchiato e accoltellato mortalmente Aliverdi, di aver minato la sicurezza partecipando alle proteste e di aver svolto propaganda contro il sistema. Quattro degli imputati sono stati condannati a morte, mentre gli altri cinque sono stati condannati a pene detentive da uno a cinque anni.

Il petrolio è in calo, Wti a 90,93 dollari

La prospettiva di un accordo tra Usa e Iran fa scendere i prezzi dei petrolio. Il Wti questa mattina perde il 5,87% a 90,93 dollari al barile e il Brent arretra del 5,56% a 97,78 dollari.

Kallas sente ministro Esteri Oman: focus su Hormuz e tensioni regione

Il ministro degli Esteri dell'Oman Badr bin Hamad Al-Busaidi ha avuto un colloquio telefonico con Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza. Durante la telefonata, come spiega Muscat in una nota, le parti hanno discusso le prospettive sulla situazione regionale e i suoi sviluppi, esprimendo il loro sostegno agli sforzi compiuti per riprendere la navigazione marittima e porre fine allo stato di c

What to Watch

AI outlook — possibilities, not facts

  • A new round of talks may occur in Islamabad on June 5.

    Possible · Within days

  • The Strait of Hormuz may remain closed for several more days.

    Possible · Within days

Open Questions

  • Will the US and Iran reach a final agreement?
  • What are the specific concessions being made by each side?
  • What will be the impact on global oil prices?
  • How will Israel react to a potential deal?

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This article was originally published by Sky TG24.

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