Inversione di Tendenza nelle Retribuzioni Contrattuali nel 2026
L'Istat segnala un rallentamento rispetto all'inflazione nel secondo trimestre 2026
Quick Look
- Dopo dieci trimestri di crescita superiore all'inflazione, le retribuzioni contrattuali orarie hanno registrato un aumento del 2,5% nel secondo trimestre 2026, inferiore al 3% dell'Ipca.
- L'Istat segnala un leggero rallentamento rispetto al +2,6% del trimestre precedente.
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Why It Matters
La crescita delle retribuzioni contrattuali era superiore all'inflazione per dieci trimestri consecutivi.
Dopo dieci trimestri consecutivi in cui la crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali orarie è stata superiore a quella dell’inflazione, nel secondo trimestre 2026 si registra un’inversione di tendenza: sono aumentate del 2,5% nell’intera economia a fronte dell’Indice dei prezzi al consumo armonizzato (Ipca) cresciuto del 3%. L’Istat registra una lieve frenata sul primo trimestre 2026, quando le retribuzioni contrattuali avevano segnato un incremento del 2,6%. In particolare tra aprile e giugno la crescita tendenziale media delle retribuzioni contrattuali per il settore privato è del 2,3%, in leggero rallentamento rispetto al + 2,4% del trimestre precedente. Più nel dettaglio, nel secondo trimestre le retribuzioni contrattuali in agricoltura sono cresciute dell’1,2%, nell’industria del 2,4% e nei servizi privati del 2,3%. Nella pubblica amministrazione, per effetto dei rinnovi al triennio 2022-2024, si è osservata la dinamica retributiva leggermente più favorevole: +2,7%, ma anche in questo caso sotto il + 3,3% del primo trimestre. Sulla base dei contratti in vigore alla fine di giugno, l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie per l’intera economia registra un incremento del 2,3% nel semestre luglio-dicembre 2026 e le proiezioni Istat sono di un aumento previsto del 2,4% nella media del 2026. Alla fine di giugno, risultano in vigore 50 contratti che regolano il trattamento economico di circa 9,1 milioni di dipendenti e corrispondono al 67,3% del monte retributivo complessivo; la quota sale all’ 87,5% nel settore privato - differenziandosi per attività economica: 100% nel settore agricolo, 95,7% nell’industria e 79,7% nei servizi privati-, ed è pari a zero nella Pa, dove tutti i contratti sono scaduti.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Stabilizzazione della crescita delle retribuzioni nel semestre successivo
Open Questions
- Impatto a lungo termine sulla domanda interna







