
Teheran minaccia ritorsioni contro basi statunitensi in Bulgaria e Cipro. Sospesi i rapporti commerciali tra Emirati Arabi Uniti e Iran.
AI-generated summary
Le tensioni tra Iran e USA si sono intensificate dopo la scadenza di accordi sullo Stretto di Hormuz. Israele conduce operazioni militari in Siria e Libano contro obiettivi legati a Teheran.
L'Iran ha valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto, riferisce il Financial Times, citando due persone vicine al regime di Teheran. Secondo le fonti del quotidiano, le forze iraniane hanno preso in esame possibili attacchi contro asset Usa in Paesi come la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l'uso della base aerea di Bezmer per il rifornimento di aerei militari statunitensi. Anche Cipro sarebbe stata considerata, dopo che una base britannica sull'isola è stata colpita da un drone a marzo.
Ancora scontro su Hormuz dopo la scadenza del memorandum Usa-Iran. Trump pubblica una mappa in cui lo dichiara “nuovo territorio americano”. “Un'illusione che andrà corretta”, replica Teheran che dichiara lo Stretto chiuso “fino a quando Washington non rispetterà i termini dell'accordo”.
Il tycoon, ai minimi della sua popolarità col 64% degli americani che lo boccia anche per la crisi in Iran, decide di imporre sanzioni alla presidente della Cpi, la giapponese Tomoko Akane. “Una decisione che mina lo stato di diritto”, dicono dalla Corte penale. Gli Usa condannano i raid di Israele in Siria, “non sono necessari”.
Le primarie del Likud premiano Netanyahu ma mettono a rischio la rielezione di 5 ministri.
Possibili attacchi iraniani a basi Usa in Europa? "Nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti". È il ministro della Difesa Guido Crosetto, interpellato dall'Adnkronos, a commentare così l'indiscrezione del Financial Times secondo cui Teheran starebbe valutando la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa nel caso in cui il presidente americano Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto e attaccare le infrastrutture iraniane. Il quotidiano britannico, citando due fonti vicine al regime iraniano, riferisce che le forze di Teheran avrebbero preso in esame possibili attacchi contro asset Usa nell'Europa sudorientale, compresa la Bulgaria, dove il mese scorso è stato autorizzato l'utilizzo della base aerea di Bezmer da parte di velivoli americani per il rifornimento in volo. Tra i potenziali obiettivi sarebbe stata individuata anche Cipro, dove a marzo una base britannica è stata colpita da un drone. Uno scenario che, nelle parole di Crosetto, si lega alla modalità con cui Teheran avrebbe condotto il conflitto. "La tattica con cui hanno affrontato la guerra è quella di portare il caos anche verso luoghi e nazioni che non avevano alcun ruolo nel conflitto", sottolinea il ministro. Da qui il giudizio sulla possibilità che l'escalation possa allargarsi oltre il teatro mediorientale: "Con questa logica nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti".
Sono un migliaio i tifosi israeliani dell'Hapoel di Tel Aviv attesi domani sera a Bergamo per i play off di Conference League. Per fare il punto sulla sicurezza si è svolto questa mattina un vertice in Prefettura, preceduto ieri da un incontro in Questura. I tifosi israeliani, a differenza delle precedenti partite, non saranno accolti nella zona di piazzale Alpini, ma nell'area del Campo Utili, più vicini allo stadio. La macchina della sicurezza sarà la stessa dei big match europei che Bergamo ha già ospitato. Non sono annunciati presidi o manifestazioni in città. Alla New Balance Arena sarà vietato introdurre bandiere palestinesi e, per questo motivo, ci sarà un filtraggio agli ingressi dello stadio.
Il segretario generale della Lega Araba, Nabil Fahmy, ha condannato l'attacco israeliano all'aeroporto militare di Abu al-Duhur, nella provincia siriana di Idlib, definendolo "una flagrante violazione della sovranità siriana e del diritto internazionale, nonché l'ennesimo crimine nella serie di ripetuti attacchi israeliani contro la Siria e altri Paesi della regione". Fahmy ha definito gli attacchi israeliani "provocatori, ingiustificati e assolutamente inaccettabili", accusando Israele di voler "seminare il caos ed espandere le aree di conflitto e scontro - sia in Siria che in Libano - per servire le ambizioni politiche ed elettorali del suo primo ministro, che dà priorità alla sicurezza e alla stabilità regionale". La Lega araba esorta la comunità internazionale e il Consiglio di Sicurezza dell'Onu "ad assumersi le proprie responsabilità, obbligando Israele a cessare questi attacchi sfacciati e a porvi fine, al fine di prevenire un'escalation di caos e violenza nella regione".
Hezbollah, il partito armato libanese alleato dell'Iran, non abbandonerà le alture strategiche di Ali Taher, che dominano la città di Nabatiye e che le forze di occupazione israeliane cercano di conquistare. Lo ha affermato il deputato del partito sciita Hassan Ezzeddine, secondo cui il movimento "farà fronte a ogni atto di aggressione". Le colline sono da settimane bersaglio dei raid aerei e di artiglieria israeliane. Citato stamani dai media di Beirut, Ezzeddine ha definito Ali Taher "una delle posizioni chiave della resistenza", aggiungendo che il Partito di Dio "compirà il proprio dovere nazionale" in caso di attacco israeliano al sito. Il deputato ha inoltre indicato che un eventuale sostegno dell'Iran in questo contesto rappresenterebbe una fonte di forza aggiuntiva, spingendosi ad affermare che Teheran "potrebbe stabilire una nuova equazione riguardo Ali Taher".
Non si arresta l'offensiva militare israeliana nel sud del Libano occupato, con raid aerei e operazioni di dinamitaggio sulle alture di Ali Taher, nel distretto di Nabatiye, e sul villaggio di Mansuri, diviso in due dalla "linea gialla" imposta unilateralmente dalle forze di occupazione dello Stato ebraico su oltre 600 chilometri quadrati di territorio libanese. Lo riferisce l'Agenzia nazionale d'informazione, secondo cui l'aviazione israeliana ha condotto in piena notte una serie di raid sulle alture di Ali Taher e su altre postazioni del distretto di Nabatiye, oltre che nei pressi di una località del distretto di Marjayun. Le forze di occupazione hanno inoltre proseguito le operazioni di dinamitaggio a Mansuri e in un'altra area del distretto di Bint Jbeil, mentre diversi colpi di artiglieria sono caduti su Majdal Zun, nel distretto di Tiro, e sulle valli circostanti. Razzi illuminanti sono stati lanciati sopra le regioni di Tiro e Bint Jbeil, mentre altri tiri di artiglieria hanno colpito i dintorni della valle di Zebqine, sempre nel distretto di Tiro. Sempre nelle ultime ore, un raid aereo ha centrato e distrutto un'abitazione della famiglia Hajj Ali nel quartiere di al-Deir, a Nabatiye al-Fawqa. Non si registrano vittime, secondo l'Ani. Le nuove violazioni arrivano mentre restano in stallo i negoziati per un secondo round di colloqui israelo-libanesi avviati a Roma, con Beirut che chiede il ritiro delle truppe israeliane dai punti ancora occupati oltre la linea di demarcazione tracciata dall'Onu nel 2000. Un nuovo incontro negoziale mediato dagli Stati Uniti è previsto ai primi di settembre ma la delegazione del Libano non ha confermato la sua presenza.
L'Iran ha valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto, riferisce il Financial Times, citando due persone vicine al regime di Teheran. Secondo le fonti del quotidiano, le forze iraniane hanno preso in esame possibili attacchi contro asset Usa in Paesi come la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l'uso della base aerea di Bezmer per il rifornimento di aerei militari statunitensi. Anche Cipro sarebbe stata considerata, dopo che una base britannica sull'isola è stata colpita da un drone a marzo. Le fonti riferiscono inoltre al Ft che Teheran ha esaminato separatamente la possibilità di attaccare i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz in caso di una nuova escalation. Secondo il quotidiano, i vertici iraniani starebbero valutando un ampliamento del raggio delle possibili rappresaglie, oltre gli obiettivi militari, energetici e infrastrutturali statunitensi in Medio Oriente. Le Guardie della rivoluzione e altri comandanti militari avrebbero avvertito che un nuovo conflitto su larga scala potrebbe coinvolgere obiettivi più lontani.
L'Iran avverte i Paesi del Golfo di non assistere le forze militari statunitensi, sostenendo che qualsiasi forma di collaborazione equivarrebbe a un coinvolgimento nel conflitto. L'avvertimento è stato lanciato da Ali Abdollahi, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, secondo quanto riferisce Al Jazeera. In una dichiarazione rilanciata dall'agenzia iraniana Fars, Abdollahi ha affermato che nulla di quanto avviene nella regione è "nascosto ai nostri occhi". Il generale ha citato in particolare la presenza di numerosi velivoli militari, soprattutto aerei per il rifornimento in volo, nelle basi della regione, sostenendo che sarebbe difficile spiegare tale presenza senza la conoscenza dei Paesi che ospitano le strutture. "Avvertiamo: qualsiasi assistenza e facilitazione all'esercito aggressore degli Stati Uniti equivale alla partecipazione alle forze militari statunitensi", ha dichiarato Abdollahi, secondo Al Jazeera.
Hamas e Jihad islamica accusano Israele di minare il processo di pace a Gaza dopo un raid aereo israeliano che ieri ha ucciso almeno sei persone, tra cui un bambino di 13 anni e suo padre, e ne ha ferite più di una dozzina, secondo i medici dell'ospedale al-Shifa. Lo riporta la Cnn citando una dichiarazione congiunta in cui i due gruppi hanno definito l'attacco una "chiara sfida agli sforzi dei mediatori" per consolidare e attuare l'accordo di cessate il fuoco, chiedendo maggiori pressioni per fermare quelle che definiscono violazioni israeliane. L'esercito israeliano ha affermato di aver colpito "diversi comandanti di Hamas". Secondo una fonte di Hamas citata dalla Cnn, l'obiettivo era invece una squadra di supporto logistico incaricata, nell'ambito dell'attuale accordo di tregua, di raccogliere e stoccare le armi. Il raid è avvenuto un giorno dopo che l'inviato Usa Jared Kushner aveva esortato il premier israeliano Benyamin Netanyahu a contenere gli attacchi quasi quotidiani sulla Striscia, che secondo la Cnn hanno causato oltre 1.200 morti dall'inizio del cessate il fuoco in ottobre. Anche il presidente Usa Donald Trump, in un'intervista a Fox News lunedì, aveva detto che Israele dovrebbe smettere di colpire Gaza.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la sospensione di tutti gli scambi commerciali e finanziari con l'Iran, dopo i recenti attacchi missilistici condotti da Teheran contro loro imbarcazioni. L'annuncio giunge dopo un periodo di relativa calma negli Emirati Arabi Uniti, dove da maggio non si sono registrati attacchi missilistici iraniani, laddove la confederazione aveva subìto il peso maggiore degli attacchi nelle prime settimane della guerra in Medio Oriente. Abu Dhabi ha tuttavia accusato Teheran di aver nelle ultime settimane ripetutamente preso di mira sue petroliere in navigazione. "Alla luce dell'escalation regionale... tutti gli scambi commerciali, finanziari e le transazioni con l'Iran sono stati sospesi fino a nuovo avviso", ha dichiarato Afra Al Hameli, direttrice della comunicazione del Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti. Gli Emirati Arabi Uniti ospitano una consistente comunità iraniana e sono stati - prima del conflitto - un importante partner commerciale per l'Iran, Paese sanzionato dagli Stati Uniti. I due Paesi condividono profondi legami culturali e storici, essendo vicini attraverso il Golfo, con legami secolari tra comunità costiere, rotte commerciali e reti familiari.
Il portavoce del ministero degli Affari Esteri iraniano Esmail Baghaei ha negato che Teheran abbia responsabilità nell'attacco missilistico lanciato oggi contro gli Emirati Arabi Uniti. Il portavoce ha "respinto categoricamente le accuse degli Emirati Arabi Uniti secondo cui l'Iran avrebbe lanciato missili verso il loro Paese, esprimendo rammarico per le accuse rivolte alla Repubblica Islamica dell'Iran e definendo tale comportamento contrario al principio del buon vicinato e dannoso per gli sforzi in corso per rafforzare la fiducia tra i paesi della regione e per prevenire l'aumento dell'insicurezza nella regione". Lo riporta l'agenzia iraniana Fars. Baghaei "ha chiesto a tutte le parti regionali di astenersi da accuse infondate contro la Repubblica Islamica dell'Iran, tenendo conto delle complesse dinamiche esistenti a causa delle continue azioni destabilizzanti degli Stati Uniti e del regime israeliano contro la pace e la sicurezza della regione, in particolare a causa di numerose operazioni sotto falsa bandiera".
AI outlook — possibilities, not facts
Possibile ulteriore escalation militare nello Stretto di Hormuz
Likely · Within weeks

La guerra in Ucraina registra nuovi attacchi con droni e missili, causando morti e feriti sia in Ucraina che in Russia. Putin minaccia rappresaglie, mentre Macron annuncia l'invio di nuovi missili intercettori a Kiev.
Intensificano gli attacchi incrociati tra Russia e Ucraina. Macron promette nuovi missili intercettori a Zelensky, mentre il bilancio delle vittime sale a Kryvyi Rih e si registrano raid russi su Kiev e droni ucraini su infrastrutture energetiche in Russia.

Il conflitto in Iran prosegue tra minacce di nuove sanzioni USA, tensioni nello Stretto di Hormuz e operazioni militari in Libano e Siria. La Turchia ha emesso un mandato d'arresto per Netanyahu, mentre Teheran sfida il 'D-Day economico' statunitense.

Un attacco di droni ucraini ha colpito un centro logistico di Ozon nella regione russa di Samara, causando un vasto incendio e diverse vittime. È il primo attacco noto contro il gigante dell'e-commerce russo.

Al Meeting di Rimini si aprono i lavori con la testimonianza congiunta di Roseline Hamel, sorella di padre Jacques ucciso in un attentato nel 2016, e Nassera Kermiche, madre di uno degli attentatori. Domani l'incontro con il Papa.

Almeno 14 persone sono morte e 121 sono rimaste ferite in un attacco di droni russi a Kryvyi Rih. Un altro raid ha causato 4 morti, tra cui tre bambini, nella regione di Mykolaiv.