Istat: Oltre 4 italiani su 10 non leggono libri, ma i giovani e le donne leggono di più
Quick Look
- L'Istat rivela che il 57,1% degli italiani legge libri, ma il 42,9% non lo fa.
- I giovani (11-14 anni) e le donne sono i lettori più assidui.
- Persistono disuguaglianze territoriali, di istruzione e reddito.
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Why It Matters
L'indagine Istat "I cittadini e il tempo libero" del 2024 analizza le abitudini di lettura degli italiani, evidenziando differenze per età, genere e territorio.
Più di 4 italiani su 10 non leggono libri, mentre il 57,1% di persone di sei anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Dall’indagine dell’Istat “I cittadini e il tempo libero” (realizzata nel 2024) tra i bambini fino a cinque anni, il 51,9% legge, colora o sfoglia libri e albi illustrati ogni giorno al di fuori dell’orario scolastico. Secondo il report “Aspetti della vita quotidiana” l’anno scorso il 14,9% delle persone di sei anni e più si è recata in biblioteca almeno una volta, dato stabile rispetto a 10 anni fa (15,1%). L’analisi per età evidenzia come la lettura sia particolarmente diffusa tra i ragazzi di 11-14 anni, fascia in cui si registra il valore più elevato (78,9%) mentre con l’avanzare dell’età tale abitudine tende progressivamente a diminuire (37,5% tra gli individui di 75 anni e più).
Differenze di genere
La lettura di libri presenta una marcata differenza di genere. Le donne mostrano infatti una maggiore propensione rispetto agli uomini: il 62,6% contro il 51,2%. Il divario interessa tutte le classi di età, cresce progressivamente dall’adolescenza fino all’età adulta, raggiungendo il massimo tra i 45 e i 54 anni (+17,4 punti percentuali), per poi ridursi nelle età successive. L’andamento nel tempo evidenzia una progressiva diminuzione della quota complessiva di lettori di libri, che passa dal 60,0% nel 2000 al 57,1% nel 2024. Il calo ha interessato sia gli uomini sia le donne (tra gli uomini la quota di lettori passa dal 54,9% al 51,2%, tra le donne dal 64,9% al 62,6%).
Disuguaglianze territoriali
Forti le disuguaglianze territoriali. Nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione contro il 47% del Mezzogiorno. Anche istruzione e reddito influenzano significativamente le abitudini di lettura: le persone con titolo di studio elevato leggono molto più di chi possiede un basso livello di istruzione, con un rapporto di 3 a 1. Analogamente, considerando i quinti di reddito, i lettori passano dal 43,9% nelle famiglie più povere al 72,5% in quelle economicamente più agiate.
Cartaceo e digitale
Negli ultimi anni anche in Italia si è diffusa la lettura in formato digitale, ma il libro cartaceo continua a mantenere un ruolo predominante. Nel 2025, secondo l’Istat, i lettori di libri cartacei sono oltre 20 milioni, pari al 36,9% della popolazione di 6 anni e più e all’88,7% dei lettori nel tempo libero. Quasi 6 milioni di persone hanno invece letto e-book o libri online (10,7% della popolazione e 25,7% dei lettori), mentre gli audiolibri, pur in forte crescita rispetto al 2018, coinvolgono ancora una quota limitata: circa 1 milione 400mila persone, pari al 2,5% della popolazione. Nonostante la graduale diffusione dei formati digitali, le abitudini di lettura restano fortemente associate alla carta. Dopo il lieve aumento registrato durante il periodo pandemico, dal 2022 si osserva una flessione della lettura digitale. Nel 2025 oltre sette lettori su 10 (71,5%) leggono esclusivamente libri cartacei, contro il 10,2% che utilizza solo e-book o libri online e appena lo 0,6% che ascolta esclusivamente audiolibri. Cresce invece, seppur lentamente, la quota di lettori “ibridi”, che alternano diversi supporti (17,6%).
Open Questions
- Quali sono le cause del calo generale della lettura?
- Come si possono incentivare le fasce d'età più anziane alla lettura?






