L’omelia del Papa per Ruini: "Moltissimo gli deve la Chiesa"
Quick Look
- Papa Francesco ha celebrato un'omelia in onore del Cardinale Camillo Ruini, definendolo "pastore saggio e sollecito" e sottolineando il suo profondo impatto sulla Chiesa italiana e sulla diocesi di Roma.
- Il Papa ha ricordato il motto di Ruini, "La verità ci renderà liberi", come un messaggio rilevante contro il relativismo.
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Why It Matters
Papa Francesco ha celebrato un'omelia in onore del Cardinale Camillo Ruini, sottolineando il suo lungo servizio alla Chiesa e il suo impatto sulla comunità ecclesiale e civile italiana. Il motto del Cardinale, "La verità ci renderà liberi", è stato evidenziato come un messaggio contro il relativismo.
L’omelia del Papa per Ruini: "Moltissimo gli deve la Chiesa"
Durante l’omelia, il Papa ha definito il cardinale Camillo Ruini “pastore saggio e sollecito del gregge di Cristo”. Poi ha aggiunto: “Per molti anni ha servito la Chiesa svolgendo con la stessa dedizione sia gli incarichi più umili sia quelli più gravidi di responsabilità che il Signore ha voluto affidargli, come sacerdote, vescovo e cardinale: nell'insegnamento, nello studio e nell'approfondimento teologico, nel servizio pastorale, nell'animazione giovanile, nell'ambito culturale, nella cura del laicato e delle vocazioni, nell'esercizio dell'autorità. Moltissimo gli deve la Chiesa in Italia, che ha servito per circa diciassette anni come presidente della Conferenza episcopale; come pure la diocesi di Roma, in cui per altrettanto tempo ha svolto il ministero di Vicario del Santo Padre".
“Ha lasciato un segno profondo”
Ruini, ha detto ancora il Pontefice durante l’omelia, “ha saputo guidare il popolo di Dio e i fratelli nell'episcopato in momenti importanti e delicati, affrontando con entusiasmo, discernimento e coraggio molteplici sfide. A lui si devono intuizioni e iniziative che hanno lasciato un segno profondo nel cammino della comunità ecclesiale e anche di quella civile. Pensiamo al ‘Progetto culturale’, all'impegno profuso nel promuovere l'apporto del mondo cattolico nei più diversi ambiti della vita religiosa, civile e politica italiana; al grande lavoro del Sinodo diocesano e della sua applicazione, qui a Roma; alla sua presenza attiva e dialogante ai vari livelli della vita della Chiesa, come pure del mondo laico e della società".
Il motto: “La verità ci renderà liberi”
Leone ha anche ricordato il motto scelto dal cardinale Ruini. "Come motto del suo episcopato – ha detto il Pontefice – il nostro fratello aveva scelto una frase ispirata al Vangelo di San Giovanni: Veritas liberabit nos, La verità ci renderà liberi. Queste parole riassumono la profonda concezione di persona e di libertà che Cristo ci ha rivelato e che la Chiesa insegna: siamo fatti per la verità e per il bene, e solo in questo troviamo unità, pace e piena realizzazione. Esse ci ricordano con chiarezza un messaggio particolarmente significativo per il nostro tempo, in cui si può essere disorientati da derive relativistiche e da visioni totalmente fluide della realtà e dell'uomo". Poi Prevost ha ribadito: "Guardando alla vita del cardinale Ruini, a come è vissuto e a come ha lasciato questo mondo, possiamo cogliere un segno della forza e della solidità con cui l'uomo cresce e matura quando trova nella Verità che viene da Dio il centro e il perno della propria esistenza". Infine, Leone ha concluso la liturgia della parola ricordando anche quanti hanno assistito Ruini negli ultimi momenti: il cardinale, infatti, dal 21 maggio versava in condizioni critiche nella sua abitazione romana ed era assistito anche con l'ossigeno alla presenza delle suore.





