L'Ungheria affronta cinque giorni critici per la crisi energetica
Quick Look
- L'Ungheria affronta una crisi energetica di cinque giorni, con la centrale nucleare di Paks ferma per la prima volta in 40 anni a causa del basso livello del Danubio e l'arrivo di un'ondata di calore.
- Il premier Magyar ha chiesto riduzioni dei consumi, mentre il governo valuta restrizioni e la Slovacchia offre aiuto.
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Why It Matters
La centrale nucleare di Paks, unica in Ungheria, si è fermata per la prima volta in oltre quarant'anni a causa del crollo del livello del Danubio, essenziale per il raffreddamento, proprio mentre il Paese affronta un'ondata di calore.
L'Ungheria affronta cinque giorni critici. Il premier Peter Magyar ha parlato dei "cinque giorni più critici" davanti al Paese: da domenica la centrale nucleare di Paks, l'unica del territorio, non produce più energia per la prima volta in oltre quarant'anni, proprio mentre si avvicina un'ondata di calore con punte fino a 40 gradi. "La rete elettrica, i nostri servizi pubblici e noi stessi saremo tutti sotto enorme pressione", ha detto in un video su Facebook, rinnovando l'appello a imprese, istituzioni, enti locali e famiglie a ridurre o spostare i consumi di elettricità nelle ore serali di picco, tra le 17 e le 22.
Perché si ferma la centrale nucleare Paks
La causa è il crollo del livello del Danubio, il fiume che l'impianto utilizza per il raffreddamento e che ha toccato minimi mai registrati. Paks, che ha una potenza di 2 gigawatt e funziona con quattro reattori di costruzione russa, domenica operava a poco più del 10% della capacità totale. La centrale copre da sola quasi metà della produzione elettrica ungherese, il che rende lo stop particolarmente pesante per il sistema. "Domani la centrale di Paks non produrrà, mentre ci aspettano i giorni più caldi, a 40 gradi", ha spiegato Magyar. L'autorità idrica prevede un'ulteriore discesa del fiume, che scorre dalla Germania fino al Mar Nero, nei prossimi giorni.
Le misure del governo e l'aiuto di Bratislava
Per alleggerire il carico sulla rete il governo deciderà proprio domenica se imporre da lunedì restrizioni obbligatorie sui consumi per le grandi aziende. Un decreto punta a ottenere tagli volontari dai grandi consumatori, con penali in caso di obiettivi mancati, e consente al gestore di rete Mavir di imporre riduzioni obbligatorie o di staccare temporaneamente alcuni grandi utenti. "Le famiglie saranno le ultime nella catena delle restrizioni", ha assicurato il premier.
Da lunedì il traffico ferroviario merci sarà sospeso tra le 17 e le 22, i dipendenti pubblici lavoreranno da casa per i primi tre giorni della settimana e alle aziende sarà chiesto di fare altrettanto dove possibile. Previsti anche lo spegnimento dei fari sugli edifici pubblici e dell'illuminazione non essenziale. Nelle stesse ore gli ingegneri hanno ripristinato 360 megawatt persi per un guasto alla più grande centrale a gas del Paese, a Szazhalombatta, ma Magyar ha ribadito che serviranno misure aggiuntive. Solidarietà è arrivata dalla vicina Slovacchia: il premier Robert Fico ha parlato di una crisi energetica senza precedenti e ha offerto aiuto. "Seguo da vicino la crisi energetica in Ungheria ed esprimo la nostra piena solidarietà al vicino, insieme alla nostra disponibilità ad aiutare", ha scritto, precisando che le centrali nucleari slovacche operano a pieno regime.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il governo ungherese imporrà restrizioni obbligatorie sui consumi per le grandi aziende da lunedì.
Very likely · Within days
I dipendenti pubblici ungheresi lavoreranno da casa per i primi tre giorni della settimana.
Very likely · Within days
Open Questions
- Quanto dureranno le restrizioni obbligatorie?
- Quale sarà l'impatto economico delle restrizioni?
- L'aiuto slovacco sarà sufficiente?







