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La Carinzia lancia una flotta di bus a idrogeno verde e si posiziona come hub europeo
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Repubblica Economia7/1/2026Energy4 min readItaly

La Carinzia lancia una flotta di bus a idrogeno verde e si posiziona come hub europeo

Quick Look

  • La Carinzia introduce una flotta di bus a idrogeno verde, parte del progetto DeCarB e dell'ampio programma Hydrogen Valley.
  • L'iniziativa integra produzione, distribuzione e utilizzo dell'idrogeno, puntando a posizionare la regione come hub europeo per la transizione energetica e creando nuovi posti di lavoro.

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Una piccola flotta di bus alimentati ad idrogeno sta prendendo servizio a Villach in Carinzia. Non si tratta di un progetto pilota per una tecnologia che molti considerano futuristica, ma un importante investimento della regione austriaca nel trasporto pubblico: il numero dei veicoli gestito da ÖBB-Postbus - società controllata dalla ferrovie austriache - salirà infatti fino a 35 e servirà sia tratte urbane che extraurbane. A rendere l’iniziativa particolarmente significativa è l’integrazione di tutta la filiera. I nuovi autobus utilizzano idrogeno verde prodotto nel vicino impianto di elettrolisi di Kelag ad Arnoldstein.

La flotta fa parte del progetto “DeCarB - Decarbonising Carinthian Bus Transport”, promosso dalla regione Carinzia insieme a Verkehrsverbund Kärnten, Gutmann, Kelag e Postbus, con un finanziamento di 28 milioni di euro. L’iniziativa rientra poi nel più ampio programma Hydrogen Valley, che punta a creare una filiera completa dell’idrogeno rinnovabile, dalla produzione alla distribuzione fino agli utilizzi finali, come i trasporti e l’industria. Grazie a questo progetto, la Carinzia vuole affermarsi come un esempio europeo di transizione energetica, integrando energie rinnovabili, tecnologie pulite e applicazioni industriali.

La regione, che copre a bilancio il 100% del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili, può inoltre contare sul Green Tech Valley Cluster, un ecosistema che coinvolge circa 300 aziende tra Carinzia e Stiria impegnate nello sviluppo di soluzioni per le energie rinnovabili, l’economia circolare e la riduzione delle emissioni industriali.

La HI2 Valley - questo il nome della Hydrogen valley alpina - riunisce 17 progetti sull’idrogeno distribuiti nei tre Länder federali coinvolti (cinque in Carinzia, sei in Stiria e sei in Alta Austria), con un budget complessivo di 588 milioni di euro. Circa 50 partner nazionali e internazionali collaborano con l’obiettivo di rendere disponibili entro il 2028 oltre 10mila tonnellate di idrogeno verde all’anno (che andranno a soddisfare una domanda di 13mila tonnellate nel 2028). Il focus è sui settori dell’acciaio, della chimica e del cemento, comparti particolarmente energivori che finora si sono dimostrati difficili da decarbonizzare.

"Per la Carinzia - afferma Bernhard Puttinger, managing director di Green Tech Cluster - la HI2 Valley è molto più di un semplice programma tecnologico. Crea una piattaforma per la cooperazione internazionale, porta in Carinzia esempi di best practice e rafforza il posizionamento della regione come hub europeo dell’idrogeno. L’obiettivo è quello di costruire un network regionale di startup dell’idrogeno a supporto dell’industria e della logistica, e rafforzare la sicurezza energetica della regione attraverso elettrolizzatori decentralizzati e soluzioni di stoccaggio”.

Da questo punto di vista, la Carinzia beneficia della sua posizione strategica: i progetti si collocano infatti lungo il futuro SoutH2 Corridor, un’infrastruttura transnazionale di 3.300 km che collegherà il Nord Africa alla Germania passando per Italia e Austria, destinata a diventare l’asse portante dell’approvvigionamento europeo di idrogeno verde.

Oltre a DeCarb, ci sono altri quattro progetti in rampa di lancio nella regione più meridionale dell’Austria. PerH2Astra, che combina la fornitura di calore da fonti rinnovabili con la mobilità a zero emissioni; Green Refractory, che sviluppa idrogeno verde per processi industriali ad alta intensità energetica, Hysolete, che sta adattando un impianti per la produzione di lana di vetro all’utilizzo di idrogeno verde, e CemChem, che punta a creare un ecosistema dell’idrogeno intersettoriale nella Carinzia orientale.

"La HI2 Valley - prosegue Puttinger - sta già agendo da catalizzatore per nuovi progetti e investimenti. Un esempio recente è la collaborazione con l’azienda slovena Ecubes che punta a sviluppare una forma innovativa di stoccaggio dell’idrogeno. I progetti per la realizzazione di reti regionali dell’idrogeno, elettrolizzatori decentralizzati e soluzioni di stoccaggio stanno facendo progressi significativi e questo contribuisce a rafforzare la fiducia degli investitori”.

Oltre ad avere importanti ricadute ambientali, i progetti carinziani portano significativi benefici anche sul fronte dell’occupazione. “Già oggi - conclude Puttinger - le aziende della Green Tech Valley, considerando insieme Carinzia e Stiria, impiegano oltre 1.000 persone nel settore dell’idrogeno. Secondo le stime degli studi disponibili, entro il 2030 potrebbero essere creati altri 1.000 posti di lavoro per rispondere alla crescente domanda di idrogeno verde. Allo stesso tempo, la HI2 Valley contribuisce a salvaguardare i posti di lavoro industriali esistenti, sostenendo le aziende ad alta intensità energetica nel loro percorso di decarbonizzazione”.

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This article was originally published by Repubblica Economia.

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