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Legge elettorale, corsa al fotofinish: centrodestra al lavoro su un emendamento unico
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Il Sole 24 Ore53m agoPolitics4 min readItaly

Legge elettorale, corsa al fotofinish: centrodestra al lavoro su un emendamento unico

Quick Look

  • Il centrodestra italiano lavora intensamente per trovare un accordo su un emendamento unico per la legge elettorale, con una deadline fissata per lunedì 13 luglio.
  • Le discussioni si concentrano sulle preferenze, con posizioni divergenti tra i partiti della coalizione.

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Why It Matters

Il centrodestra italiano sta lavorando per definire una nuova legge elettorale, con un focus particolare sulla questione delle preferenze. La deadline per la presentazione degli emendamenti è vicina, e i partiti cercano un punto d'incontro per evitare divisioni.

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Se intesa sulla legge elettorale (un proporzionale con premio di maggioranza) sarà, sarà al fotofinish. Nel centrodestra gli sherpa lavorano pancia a terra per trovare il punto di incontro sulle preferenze, che potrebbe dar vita ad un unico emendamento di maggioranza da portare direttamente in Aula. I tempi sono stretti, e il conto alla rovescia è scattato: la deadline è lunedì 13 luglio, all’ora di pranzo. Allo studio ci sarebbe una rosa limitata di soluzioni che ruotano attorno all’ipotesi del solo capolista o di una piccola quota bloccata e il resto no. Ma, in particolare dentro Lega e FI, sarebbe ancora in corso un confronto interno ai partiti.

Il tema impatterà sulla composizione del prossimo Parlamento quindi non è affatto secondario. Il varo dello Stabilicum o Melonellum è atteso tra giovedì e venerdi. Sulla riforma elettorale la premier ha scommesso molto. Non a caso su input dei vertici di FdI la richiesta pervenuta ai parlamentari è di presenziare in massa alle votazioni, che iniziano martedì alla Camera. La riforma (che assegna a chi supera maggiormente il 42% dei voti un premio di maggioranza del 55/57%) va in Aula con tempi contigentati. Allo stato attuale il governo vorrebbe evitare la fiducia.

Eppure, i partiti, che partono da posizioni differenti (FdI e Nm a favore delle preferenze, Lega e FI tendenzialmente no) trapela ottimismo. «Siamo pronti a discutere. L’importante è difendere l’impalcatura generale» della proposta che punta alla “stabilità”, «il centrodestra ha sempre trovato accordo e lo troverà anche in questa situazione», ha detto sabato il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani. Un concetto ribadito anche dal leghista Igor Iezzi che ha messo in evidenza l’unità trovata sull’impalcatura “complessa” della legge: «Resta questa differenza sulle preferenze che secondo me non è fondamentale».

Non è escluso che dopo il confronto tecnico, la soluzione vera e propria - se trovata - arrivi questa mattina, a ridosso della scadenza per la presentazione degli emendamenti fissata all’ora di pranzo. Se Roberto Vannacci va in pressing («Siamo gli unici che vogliono ridare la sovranità al popolo»), l’opposizione per ora sta alla finestra. Dall’accordo o dal disaccordo nel centrodestra, dipenderà anche la strategia parlamentare delle opposizioni. Una tattica politica che terrà inevitabilmente conto anche della possibilità del voto segreto, che - secondo le regole parlamentari - può essere richiesto da venti deputati oppure da uno o più presidenti di gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino rappresentanti della stessa consistenza numerica.

Lunedì, con ogni probabilità, il centrosinistra si vedrà per concordare le mosse. Anche nel campo largo, infatti, non tutti la vedono allo stesso modo e non solo sulle preferenze in sé: l’idea di optare per l’Aventino, per esempio, è divisiva e «controproducente», avvertono dall’ala sinistra dell’alleanza. Dentro cui c’è chi è convinto che la maggioranza stia lavorando ad un’intesa che spazi dalle preferenze ad argomenti molto lontani dalla legge elettorale come l’autonomia, tanto cara alla Lega. Dentro FdI, partito che sin dall’inizio si è detto pronto a presentare un emendamento anche in solitaria per dare la scelta in mano agli elettori, si fronteggiano due tensioni: la prima è quella di mantenere fede agli impegni presi, la seconda è quella di tenere unita la coalizione di governo ed evitare il più possibile l’incognita dell’Aula. In ogni caso, nel partito c’è chi, preventivamente, ha già messo in chiaro la sua posizione: «Io penso che chi chiede voti segreti lo fa perché abituato a fare cose di nascosto...», ha detto Francesco Lollobrigida. In questo scenario ancora incerto, si colloca l’appello di un politico e giurista di lunga data come Mario Segni: «Mi auguro che» nella nuova legge elettorale «vengano inserite le preferenze - ha affermato -. In questo campo non ci sono distinzioni nette tra maggioranza e minoranza. Non vincerebbe uno o l’altro ma una tendenza». La questione, infatti, «è sempre stato un tema su cui si scontrano due tendenze - ha ricordato -: da un lato la spinta a lasciare al cittadino il massimo della libertà di scelta, dall’altro la tendenza del mondo politico organizzato a fissare regole che diano ai partiti la possibilità di scegliere i candidati».

What to Watch

AI outlook — possibilities, not facts

  • Accordo sull'emendamento unico per la legge elettorale.

    Likely · Within days

  • Voto sulla legge elettorale alla Camera.

    Very likely · Within days

Open Questions

  • Quale sarà la soluzione finale sulle preferenze?
  • Ci sarà un voto segreto?
  • La maggioranza riuscirà a trovare un accordo unitario?

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This article was originally published by Il Sole 24 Ore.

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