
L'impatto rappresenta il 15% delle forniture globali previste nel periodo
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Il conflitto in Medio Oriente ha causato da inizio marzo la perdita di 120 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto per il periodo 2026-2030. Lo si legge nel 'Rapporto trimestrale sul mercato del gas' dell'Agenzia internazionale dell'energia (Iea). Le perdite dovute al conflitto valgono "circa il 15% delle forniture globali previste tra il 2026 e il 2030". Iea non esclude un possibile riequilibrio con l'avvio di nuovi impianti di liquefazione del gas nel medio termine. Per ora l'impatto sulla crescita del mercato è concentrato tra il 2026 e il 2027, con implicazioni su una possibile ripresa nei due anni successivi.

La domanda di energia elettrica in Italia ha raggiunto un massimo storico a luglio con 32,5 TWh, un aumento dell'8,3% rispetto allo stesso mese del 2025, spiegato da temperature elevate e crescita dei consumi industriali.

La domanda di energia elettrica in Italia è rimasta stabile nel 2025, con il gas naturale e il fotovoltaico come principali fonti di crescita, mentre l'idroelettrico ha registrato una flessione.

Nel II trimestre, petrolio e gas coprono il 71% del fabbisogno energetico italiano, con le rinnovabili al 23%. Gli stoccaggi di gas giocano un ruolo cruciale nella stabilizzazione del sistema energetico.

Notizia su OPEC+ che aumenta produzione da giugno dopo l'addio di Abu Dhabi. Un carico di 1,9 milioni di barili di greggio avrebbe evitato il blocco della Marina Usa nello Stretto di Hormuz. Articolo parzialmente visibile per abbonati premium.

Colombia e Paesi Bassi ospitano a Santa Marta la prima Conferenza internazionale per la transizione dai combustibili fossili. L'incontro riunisce 45 Paesi che rappresentano un quinto della produzione e un terzo del consumo mondiale di fossili, con l'obiettivo di esplorare nuovi approcci alla sicurezza energetica in un contesto di crisi dei prezzi e tensioni in Medio Oriente.

L'Italia è tra i paesi europei più vulnerabili per dipendenza da fonti fossili e dove le bollette sono tra le più care. Secondo il report di Legambiente 'Il prezzo della dipendenza', l'Italia importa il 95% del gas fossile e il 91% del petrolio, con i principali fornitori che sono Algeria, Azerbaigian, Qatar, Russia e Libia. Tra gennaio e aprile 2026 il costo dell'energia elettrica all'ingrosso ha raggiunto i 130,5 euro/MWh, il più alto tra i paesi europei analizzati, mentre le rinnovabili sono cresciute solo del 10% in 5 anni.