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Meloni, Conte, Fratoianni, Bonelli e Vannacci: botta e risposta sull'antifascismo
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Sky TG246/14/2026Politics3 min readItaly

Meloni, Conte, Fratoianni, Bonelli e Vannacci: botta e risposta sull'antifascismo

Quick Look

  • La premier Giorgia Meloni critica la fiera "Più libri più liberi" per il "patentino antifascista".
  • Giuseppe Conte definisce la polemica "surreale", mentre Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli accusano Meloni di negare l'antifascismo per il voto dell'estrema destra.
  • Roberto Vannacci sostiene la premier, parlando di censura.

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Con un post su X, la premier Giorgia Meloni critica la rassegna Più libri più liberi, evento che si svolge a dicembre alla Nuvola dell’Eur di Roma: "Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria "Più libri più liberi", che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest'anno il "patentino antifascista", sottoscrivendo un'apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono. La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica".

La polemica della premier nasce da un articolo de Il Giornale secondo cui nella prossima edizione dell'evento l'organizzazione ha fatto firmare agli espositori un modulo in cui si dichiarano antifascisti.

Conte: "Polemica surreale"

Il leader M5s, Giuseppe Conte, ha commentato sui propri canali social: "Meloni va sull'usato sicuro: polemica domenicale surreale sulla fiera del libro e sull'antifascismo. Giustamente oltre all'ossessione nei miei confronti adesso ha l'ossessione per Vannacci, che cresce grazie ai suoi fallimenti e ai suoi tradimenti. Un piccolo quesito: ma quando si occupa dell'Italia, del carovita e delle aziende che chiudono? Quattro anni zero riforme".

Fratoianni: "Da tempo chiedo a Meloni di dichiararsi antifascista"

"Da tempo ormai ad ogni 25 aprile o ad un atto di violenza o di intimidazione evito di chiedere all'attuale presidente del consiglio di dichiararsi antifascista. Evidentemente non lo è. Ed oggi con il suo attacco alla Fiera "Più Libri Più Liberi" lo conferma ancora una volta. Dichiararsi antifascista in modo limpido e sereno non vuol dire censurare qualcun'altro, ma rispettare i valori della nostra Costituzione", afferma Nicola Fratoianni di Avs. "È ora che gli italiani si accorgano fino in fondo a chi hanno affidato in questi anni il nostro Paese: ai nipotini del Ventennio. È ora di accompagnarli gentilmente da dove sono venuti".

Bonelli: "Meloni nega antifascismo per prendersi il voto dell'estrema destra"

"L'antifascismo è il valore fondante della nostra Costituzione e quindi della nostra democrazia. Negarlo, come ha fatto la Presidente del Consiglio, significa non accettare le basi costituzionali del nostro ordinamento democratico. E questo è gravissimo. Con il post di oggi Giorgia Meloni ha deciso di rincorrere il voto dell'estrema destra e fascista, e per farlo non si fa scrupoli di voltare le spalle alla nostra Costituzione e a chi ha dato la vita per consegnarci la democrazia", è il commento di Angelo Bonelli, deputato Avs, co-portavoce di Europa Verde.

Vannacci: "Meloni ha ragione a parlare di censura"

Si schiera invece con la premier il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci: "Ha perfettamente ragione nel definire 'censura' il cosiddetto patentino di antifascista, "perché in un Paese dove la libertà di espressione è nella Costituzione, questa libertà di espressione non deve essere soggetta ad alcun patentino, sia esso di antifascismo o di anti non so cosa. Se io domani volessi fare l'elogio della monarchia, non vedo perché non potrei farlo, visto che è una libertà di espressione".

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This article was originally published by Sky TG24.

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