Mercato del lavoro USA forte, aumenta la pressione per un rialzo dei tassi Fed a settembre
Trump critica la Federal Reserve e minaccia dazi contro i paesi in deficit commerciale con gli Stati Uniti
Quick Look
- Il robusto mercato del lavoro americano aumenta le probabilità di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve a settembre, preoccupando Donald Trump che minaccia di bloccare gli scambi commerciali con i paesi in deficit se la Fed non ridurrà il costo del denaro.
- I dati di agosto mostrano 162.000 posti di lavoro creati, ben oltre le aspettative, mentre il tasso di disoccupazione rimane al 4,1%.
- Wall Street reagisce negativamente, i rendimenti dei Treasury salgono e il fondo sovrano norvegese valuta di ridurre l'esposizione al debito americano.
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Why It Matters
Il mercato del lavoro statunitense ha mostrato forza nei dati di agosto con 162.000 posti di lavoro creati, superando le aspettative degli analisti. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,1%. Questi dati aumentano la pressione sulla Federal Reserve per un possibile rialzo dei tassi di interesse a settembre, a due mesi dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
Il mercato del lavoro americano corre e le chance di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed a settembre aumentano, spingendo le borse in rosso e mettendo in allarme Donald Trump. Una stretta a due mesi dalle elezioni di metà mandato aumenterebbe la pressione politica sul presidente e rischierebbe di rafforzare le tensioni sui Treasury, già nel mirino del fondo sovrano norvegese che vorrebbe scaricarne una parte per diversificare il suo portafoglio.
"Abbassate i tassi di interesse perché gli Stati Uniti sono un debitore molto più solido rispetto a poco tempo fa. Un paese forte significa tassi di interesse più bassi. È semplicissimo! Dovremmo avere i tassi più bassi del mondo, come ai vecchi tempi", ha detto il presidente minacciando lo stop degli scambi commerciali con i paesi con cui gli Stati Uniti sono in deficit se la Fed non ridurrà il costo del denaro.
La lista dei paesi nei confronti dei quali Washington ha un rosso commerciale è lunga e include i vicini Canada e Messico, ma anche la Cina e l'Europa. Attuare un blocco significherebbe quindi colpire una quota significativa dei beni acquistati e importati dalle famiglie e dalle imprese americane.
"La crescita non crea inflazione": "Ogni punto di rialzo dei tassi ci costa 650 miliardi l'anno", ha tuonato Trump rilanciando la sua battaglia contro la Fed. Il presidente se l'è presa anche con Wall Street, in calo nonostante gli "eccezionali" dai sul mercato del lavoro. In agosto l'economia americana ha creato 162.000 posti, ben oltre i 55.000 attesi dagli analisti. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,1%.
Il Bureau of Labor Statistics ha anche rivisto i dati relativi a luglio, quando sono stati creati 21.000 posti, un risultato superiore alla stima iniziale di 23.000 posti persi. La corsa del mercato del lavoro, e la conseguente possibilità di un rialzo dei tassi, appesantiscono Wall Street e fanno salire i rendimenti dei Treasury, già in rialzo da settimane tanto da spingere il segretario al Tesoro Scott Bessent a improvvisare un rafforzamento del piano di buyback nel tentativo di ridurli.
Gli investitori non hanno per risposto come Bessent avrebbe voluto mostrando uno scetticismo diffuso nei confronti dei bond globali. Sui Treasury aleggia anche la minaccia del manager del fondo sovrano norvegese che ha proposto una riduzione dell'esposizione al debito americano. Per Trump una stretta della Fed a due mesi dalle elezioni di metà mandato sarebbe un problema e, probabilmente, sarebbe un motivo di forte attrito con il presidente della Fed Kevin Warsh, che ha lui stesso nominato.
Nelle sue prime due riunioni Warsh è riuscito a ottenere che il costo del denaro restasse invariato, ma gli ultimi dati economici aumentano la pressione sulla banca centrale. I riflettori ora sono tutti sul dato dell'inflazione in calendario la prossima settimana. L'andamento del mercato del lavoro "fa pendere sempre più l'ago della bilancia verso un rialzo", ha osservato Jason Granet di Bny con il Financial Times. "Anche le colombe faranno fatica a trovare qualcosa nei dati dell'occupazione di agosto che giustifichi il mantenere i tassi invariati", gli ha fatto eco Stephen Brown di Capital Economic.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La Federal Reserve potrebbe decidere di alzare i tassi di interesse nella riunione di settembre
Possible · Within weeks
Donald Trump potrebbe seguire attraverso con minacce di blocco commerciale se la Fed non ridurrà i tassi
Possible · Within weeks
Open Questions
- La Federal Reserve deciderà effettivamente di alzare i tassi di interesse a settembre?
- Come risponderanno i mercati finanziari a una eventuale stretta monetaria?
- Quali paesi saranno effettivamente colpiti dalle potenziali misure commerciali di Trump?
- Il fondo sovrano norvegese procederà con la riduzione dell'esposizione al debito americano?






