
Il ministro degli Esteri Ramírez ribadisce la richiesta di quote eguali per compensare i costi logistici
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Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay compongono il Mercosur e l'accordo di libero scambio con l'UE è entrato provvisoriamente in vigore a maggio.
Il Paraguay insiste per una ripartizione equa, pari al 25% per ciascun Paese, delle quote di esportazione verso l'Unione europea previste dall'accordo Mercosur-Ue. La posizione è stata ribadita dal ministro degli Esteri Rubén Ramírez durante un incontro con le organizzazioni del settore privato ad Asunción, dedicato alla gestione dei contingenti previsti dall'intesa.
Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, membri fondatori del Mercosur, non hanno ancora raggiunto un accordo sulla metodologia per la ripartizione delle quote. Il presidente paraguaiano Santiago Peña aveva già chiesto a luglio maggiore flessibilità ai partner, sottolineando che il Paese, senza sbocco al mare, sostiene costi logistici aggiuntivi per raggiungere i mercati esteri. "Ogni container che parte dal Paraguay percorre centinaia di chilometri e sostiene un sovracosto che nessun altro Paese paga", aveva affermato Peña, chiedendo che tale asimmetria venga considerata nella distribuzione delle quote.
L'accordo Mercosur-Ue, firmato a gennaio, crea una delle principali aree di libero scambio al mondo, con oltre 700 milioni di consumatori e circa un quarto del Pil globale.
L'intesa è entrata provvisoriamente in vigore il primo maggio.

La domanda di energia elettrica per nuovi data center in Italia è esploduta, con 95,38 GW richiesti fino al 21 agosto, concentrati principalmente nel Nord Italia, soprattutto in Lombardia.

Nel primo semestre 2026, la Spagna guida la crescita del gettito tributario europeo (+10,4%), seguita da Regno Unito (+8,4%). L'Italia si colloca al quarto posto (+2,1%), frenata dalle misure governative contro il caro energia che hanno ridotto le accise.

In scadenza il 24 agosto il taglio delle accise sul gasolio, con prezzi dei carburanti ai massimi. Sei paesi Ue, inclusa l'Italia, propongono una tassa sugli extraprofitti energetici. Opposizioni critiche verso il governo per la mancanza di misure immediate.

Il 24 agosto scade il taglio delle accise sul gasolio, minacciando nuovi rincari durante il controesodo estivo. Il governo valuta una proposta Ue per tassare gli extraprofitti petroliferi, mentre i prezzi medi di benzina e gasolio continuano a salire.

Il 30 settembre 2026 è la scadenza per il 730/2026. Il ritardo entro 90 giorni comporta sanzioni amministrative, mentre oltre tale termine la dichiarazione è omessa. Il reato penale scatta solo se l'imposta evasa supera i 50.000 euro.

A Valle Castellana (Teramo), il Comune gestisce direttamente l'unico distributore di carburante del paese, vendendo benzina e diesel quasi al prezzo di costo. L'iniziativa, nata per evitare la chiusura del servizio, offre risparmi fino a 20 centesimi al litro.