Nespresso e Terzo Settore: orto-frutteto sociale diffuso con caffè esausto in sette regioni italiane
Quick Look
- Nespresso, con sette realtà del Terzo Settore, ha avviato in sette regioni italiane un progetto di orto-frutteto sociale diffuso.
- Utilizzando compost da caffè esausto, l'iniziativa mira a generare produzione agricola, inclusione lavorativa e benefici ambientali, coinvolgendo oltre 31.300 mq e 960 persone.
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Why It Matters
Nespresso, con sette realtà del Terzo Settore, ha avviato un progetto di orto-frutteto sociale diffuso. Utilizza compost da caffè esausto e si inserisce nella Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso di Legambiente e AzzeroCO2.
Un orto-frutteto sociale diffuso, nato grazie al recupero del caffè esausto delle capsule, che diventa luogo di produzione agricola, inclusione e partecipazione, capace di generare benefici ambientali, occasioni formative e opportunità di inserimento lavorativo. È il progetto attivato in Italia da Nespresso insieme a sette realtà del Terzo Settore, in sette regioni italiane, un’iniziativa che si inserisce nell’ambito della Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso promossa da Legambiente e AzzeroCO2.
L’iniziativa impiega 24 quintali di compost che vengono restituiti al suolo per migliorarne la fertilità e sostenere progetti agricoli e sociali, per un totale di oltre 31.300 metri quadrati di territorio interessati. L’iniziativa prevede la messa a dimora di oltre 7.200 piante – tra alberi da frutto, ulivi, orticole e aromatiche – con una produzione annua stimata di oltre 38.750 kg di frutta e ortaggi e circa 400 litri di olio extravergine di oliva. Nel progetto sono poi previsti inserimenti lavorativi e percorsi formativi, con benefici che raggiungeranno indirettamente più di 960 persone e relative famiglie attraverso filiere corte, gruppi di acquisto solidale, mercati contadini e refezioni ospedaliere.
Entrando nel merito dei sette progetti, in Lombardia l’iniziativa prenderà il via presso Cascina Biblioteca a Milano con 200 alberi, i cui frutti saranno venduti presso lo shop della cooperativa, reimpiegati nella mensa aziendale e trasformati in confetture. In Veneto, con La Casa di Abraham a Grignano Polesine (Rovigo), 3mila piante orticole biologiche saranno destinate ad autoconsumo nella casa di accoglienza e vendita diretta dei prodotti freschi e trasformati. In Emilia-Romagna il progetto parte insieme a EtaBeta a Bologna: oltre 1.500 orticole, per la distribuzione a tre “Mercati della Terra”. Inoltre, il progetto contribuirà alla rigenerazione urbana del quartiere e al modello di welfare interculturale di Salus Space. In Lazio, con La Nuova Arca a Roma, 500 piante aromatiche e nettarifere andranno a supporto della biodiversità e degli impollinatori, per vendita diretta, utilizzo nella cucina interna ed estrazione di oli essenziali, con l’obiettivo di rafforzare percorsi di inclusione e inserimento lavorativo per persone fragili.
Si prosegue in Toscana, dove a Ripoli (Firenze) insieme a Olivart, 400 ulivi saranno interessati per produrre 400 litri di olio per la vendita a privati e forniture per refezione ospedaliera. In Basilicata, insieme alla Cooperativa Sociale Il Sicomoro e all’Aps Noi Ortadini a Matera oltre 1.600 piante tra orticole, aromatiche e alberi da frutto sono destinate alla creazione di un nuovo sistema agroforestale e alla valorizzazione dell’orto urbano come bene comune cittadino. Infine in Puglia, insieme alla Cooperativa Sociale Tracceverdi a Gioia del Colle, circa 100 alberi andranno al “Frutteto Nonna Bice”, dove la trasformazione in confetture e vendita di prodotti freschi e trasformati porterà all’avvio di un gruppo di acquisto solidale.
Open Questions
- Quali sono i criteri di selezione delle 960 persone beneficiarie?
- Quali sono le tempistiche previste per la piena operatività dei frutteti?
- Come verrà misurato l'impatto ambientale a lungo termine?






