Oltre 50 pecore morte nell'Alessandrino per sorgo tossico, Izs collega l'evento a caldo record e siccità
Quick Look
- Nell'Alessandrino, oltre cinquanta pecore sono morte dopo aver ingerito sorgo tossico in un campo mietuto.
- L'Izs ha collegato l'avvelenamento al caldo record e alla siccità, che aumentano la tossicità della pianta, evidenziando i rischi indiretti del cambiamento climatico.
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Why It Matters
Un gregge di mille pecore nell'Alessandrino è stato avvelenato da sorgo tossico, causando la morte di oltre cinquanta animali, un evento collegato al caldo record e alla siccità.
Il caldo record di questo periodo è diventato una trappola per un gregge di mille pecore nei giorni scorsi nell'Alessandrino. Più di cinquanta animali sono morti in pochi minuti, pascolando in un campo di grano mietuto da poco.
Una delle erbe spontanee, il sorgo, le ha avvelenate. La reazione delle pecore che l'hanno ingerito è stata immediata: mancanza d'aria, schiuma alla bocca e collasso immediato. I conduttori degli animali hanno allontanato subito il resto del gregge, salvandolo. A raccontare quanto accaduto il 10 luglio è l'Izs (Istituto zooprofilattico sperimentale), di Piemonte Liguria e Valle d'Aosta. È noto che il sorgo sia un cereale molto utile all'alimentazione animale, ma anche che le piante giovani o stressate dalla siccità siano tossiche.
In questo caso però era nascosto tra il resto dell'erba. "Durante le prime fasi di sviluppo il sorgo accumula come meccanismo di difesa i glicosidi cianogenetici - durrina - che se vengono ingeriti dagli animali, si trasformano rapidamente in cianuro - spiega l'Izs -. A causa dello stress termico e della forte siccità la pianta può accumulare elevate concentrazioni del glicoside, che diventa quindi un veleno micidiale con l'assunzione dei nuovi germogli, delle foglie giovani e dei ricacci". Un meccanismo che si è pienamente mostrato in questo caso. "I livelli di tossicità riscontrati con le analisi in questo episodio risultano quasi il doppio rispetto a quelli registrati durante la siccità del 2022, quando a farne le spese furono diversi bovini nel Cuneese - spiega l'Istituto -. L'episodio riaccende i riflettori sui rischi indiretti del cambiamento climatico: periodi prolungati di ipertermia e siccità non riducono solo le scorte d'acqua, ma modificano la chimica stessa della vegetazione dei nostri territori" viene aggiunto. Sul posto sono intervenuti i medici del Servizio veterinario di Alessandria e dell'Izs, che sono riusciti nell'intento di salvare gli animali colpiti in forma più lieve. Le necroscopie e le successive analisi di laboratorio sulle piante condotte dall'Izs hanno poi confermato i dubbi: la morte delle pecore è stata provocata da un'intossicazione acuta da cianuri'.
Open Questions
- Quali misure preventive possono adottare gli allevatori?
- Ci sono altre aree a rischio simile in Italia?
- Come si evolverà la tossicità delle piante con il cambiamento climatico?







