Omicidio Antonio Perrotta a Sangineto: fermati due fratelli
Domenico e Umberto Orsino accusati del pestaggio mortale all'esterno di una discoteca
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Due fratelli residenti in Lussemburgo, Domenico e Umberto Orsino, sono stati fermati per l'omicidio aggravato di Antonio Perrotta, 34 anni, morto dopo un violento pestaggio fuori da una discoteca a Sangineto.
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Why It Matters
Antonio Perrotta è morto a seguito di un violento pestaggio avvenuto all'esterno di una discoteca a Sangineto.
Sarebbero due fratelli giovanissimi, di 22 e 24 anni, Domenico e Umberto Orsino, originari di Belvedere Marittimo ma residenti in Lussemburgo, i responsabili del violento pestaggio costato la vita ad Antonio Perrotta, il 34enne di Fuscaldo, in provincia di Cosenza, morto dopo un pestaggio all'esterno di una discoteca a Sangineto. Le indagini sono state eseguite dalla squadra mobile di Cosenza, dal commissariato di Diamante e dai carabinieri delle compagnie di Paola e Scalea. I due, sottoposti a provvedimento di fermo per omicidio aggravato dai futili motivi da parte della Procura di Paola, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
I fratelli Orsino erano tornati in Calabria per le vacanze. Il più giovane dei due, Domenico, gioca a rugby nella nazionale lussemburghese.
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Il 34enne, residente a Fuscaldo, era amico di uno degli addetti alla sicurezza del locale “Castello” di Sangineto. Non è chiaro se anche lui quella sera lavorasse lì come buttafuori. Ed è all’interno del Castello che è iniziata la lite, prima all’interno, e poi proseguita fuori come ricostruito dalle telecamere della zona. Alla rissa avrebbero partecipato anche altri giovani la cui posizione è al vaglio degli inquirenti. I due fratelli pretendevano di entrare nel locale senza pagare il biglietto. Perrotta è stato violentemente aggredito e colpito ripetutamente anche con un casco.
Il giovane era riuscito a tornare a casa ma lì si era sentito male ed è stato trasportato all'ospedale di Cetraro. Per la gravità delle lesioni era stato necessario il trasferimento nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Cosenza.
Nei giorni scorsi, grazie all’ausilio delle telecamere e di molte testimonianze, i due autori del pestaggio sono stati identificati. Sembra che stessero per rientrare in Lussemburgo. Da qui l’urgenza del fermo di polizia.
Antonio Perrotta lascia la compagna e quattro figli, tra cui una di pochi mesi: lavorava come operaio alla Italbacolor di Fuscaldo. Sabato sera aveva accettato di svolgere un servizio di sicurezza al locale Castello di Sangineto, anche se i titolari della discoteca negano. I familiari raccontano che Antonio spesso la sera arrotondava lavorando nei locali.
"Non si può morire così", ha detto Giacomo Middea, sindaco di Fuscaldo, che ha preannunciato la proclamazione del lutto cittadino in occasione delle esequie non ancora fissate in questa fase di indagine. "In quella giornata isseremo le bandiere a mezz'asta ed inviteremo tutte le attività commerciali ad abbassare le saracinesche". Chiesto anche l'annullamento o il rinvio di eventi e manifestazioni.
Nessuno spettacolo anche a Sangineto dove il sindaco, Michele Guardia, ha detto: "La violenza non può e non deve mai trovare spazio nella nostra comunità" e chiarito che "episodi di questa gravità non possono essere ignorati. Dobbiamo tutti interrogarci e lavorare affinché sicurezza, rispetto e legalità tornino a essere valori imprescindibili della nostra convivenza", ha aggiunto.
"Sul Tirreno cosentino, nelle ultime settimane, altri episodi di violenza hanno accompagnato le notti della movida", il commento di Ugo Vetere, sindaco di Santa Maria del Cedro. "Questo lembo di terra ha bisogno di controlli, presenza e serenità".
Open Questions
- Quali sono le posizioni esatte degli altri giovani coinvolti nella rissa?
- Qual è il movente preciso scatenato all'interno del locale?







