
Il detenuto ha cercato di fuggire dal pronto soccorso azionando un estintore. Chiusa temporaneamente l'area delle emergenze.
Un detenuto maghrebino del carcere della Dogaia è rimasto ferito a una gamba da un colpo di pistola esploso da un agente della penitenziaria durante un tentativo di fuga dal pronto soccorso dell'ospedale di Prato.
AI-generated summary
Il detenuto si trovava nel pronto soccorso dell'ospedale di Prato per una visita medica accompagnato dalla polizia penitenziaria.
Un detenuto del carcere della Dogaia di Prato è rimasto ferito a una gamba dal colpo di pistola esploso da un agente della polizia penitenziaria durante un tentativo di fuga dal pronto soccorso di Prato. E' successo verso le 17. Secondo una ricostruzione al vaglio degli investigatori, il detenuto, di origine maghrebina, si trovava in ospedale per una visita e sarebbe stato accompagnato al pronto soccorso dagli agenti della penitenziaria. Mentre era su una barella e aveva le mani ammanettate, improvvisamente si sarebbe alzato e avrebbe raggiunto un estintore, azionandolo. Subito dopo avrebbe cercato di guadagnare l'uscita, iniziando a correre.
Gli agenti lo avrebbero inseguito e intimato di fermarsi. A quel punto uno di loro avrebbe esploso un colpo di pistola, che lo ha raggiunto a una gamba. L'uomo è stato soccorso e, secondo le prime informazioni, non sarebbe in pericolo di vita.
Ci sono state conseguenze: l'episodio ha provocato l'immediata chiusura dell'intera area del pronto soccorso dell'ospedale di Prato. Le emergenze sono state temporaneamente dirottate verso le strutture ospedaliere di Firenze e Pistoia.
Secondo quanto risulta finora, sono stati due i colpi di pistola uditi dal personale sanitario e dai pazienti in attesa.
Uno è quello che ha colpito il detenuto a una coscia, l'altro sarebbe stato tirato per aria ed avrebbe centrato una parete o un soffitto. La vicenda è tuttora in fase di ricostruzione ma il detenuto avrebbe agito aprendo l'estintore e sparando il liquido ovunque per pararsi la fuga benchè fosse ammanettato. Nella concitazione del momento gli agenti penitenziari gli hanno intimato di cessare e calmarsi, finchè sono stati sparati i colpi.
Il parapiglia è scoppiato in pieno pronto soccorso, fra la camera calda e la sala di decontaminazione, nei pressi del triage. Il detenuto maghrebino è cosciente e ora viene curato per la ferita da sparo.

I genitori di Anna Rosa Bartolotta, deceduta a 4 anni per difterite a Palermo, sono indagati per omicidio colposo. La bambina non era stata vaccinata per scelta dei genitori, nonostante l'obbligo vaccinale in Italia.

Paolo Allasia, 48 anni, designer nautico di Alba, è deceduto mentre cercava di salvare i suoi tre figli in difficoltà a causa del mare agitato a San Lorenzo al Mare (IM). Un malore lo ha colto a circa 100 metri dalla riva, nonostante gli sforzi di rianimazione.

A Allumiere, vicino Roma, due giovani (15 e 35 anni) sono stati trovati morti in uno stand enogastronomico per esalazioni di monossido di carbonio. La comunità è sconvolta e il palio delle Contrade sarà celebrato in tono minore.

Un 49enne di Guastalla è stato arrestato per omicidio stradale dopo aver investito e ucciso il 44enne Ranvir Singh a Castiglione delle Stiviere. L'uomo guidava con un tasso alcolemico oltre quattro volte il limite consentito.

Fabio Savi, ergastolano della Banda della Uno Bianca, ha inviato una lettera di scuse ai familiari delle vittime. L'Associazione dei familiari ha respinto il gesto, accusandolo di cercare solo benefici carcerari e ribadendo la mancanza di nuove verità.

Un uomo di nazionalità romena è stato arrestato a Rocca Cencia, Roma, per aver tentato di violentare la figlia 14enne della sua compagna. La vittima è riuscita a chiedere aiuto a una pattuglia di polizia utilizzando il 'signal for help' mentre erano in auto.