Riforma del premierato: il 'Melonellum' approda in Aula alla Camera
Previsto premio di maggioranza con tetto di seggi e obbligo di indicare il candidato premier
Quick Look
- La riforma del "piccolo premierato", nota come Melonellum o Stabilicum, è in discussione alla Camera, con l'obiettivo di ottenere il via libera entro metà luglio.
- Prevede un premio di maggioranza con tetto di seggi e l'obbligo di indicare il candidato premier, mentre Fdi rinuncia a emendamenti sulle preferenze per evitare scontri con gli alleati.
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Why It Matters
La riforma del "piccolo premierato", nota anche come Melonellum o Stabilicum, ha come obiettivo dichiarato di garantire che "chi vince governa, mai più inciuci e governi tecnici".
Premio di maggioranza con tetto di 220 seggi alla Camera e 113 in Senato per la coalizione che maggiormente supera il 42% dei voti; obbligo di indicare il candidato premier della coalizione al momento della presentazione delle liste e del programma; soglia di sbarramento al 3% con il recupero del primo sotto soglia se coalizzato; doppio listino bloccato sulla scheda elettorale.
«Chi vince governa, mai più inciuci e governi tecnici»: questo il mantra di Giorgia Meloni, che punta a portate a casa il “piccolo premierato” entro l’estate. Come da previsioni, il Melonellum o Stabilicum che dir si voglia approda in Aula a Montecitorio per la discussione generale dopo che la commissione Affari costituzionali presieduta dall’azzurro Nazario Pagano ha deciso di chiudere la votazione degli emendamenti con la nomina dei relatori (sono stati votati 215 emendamenti su 434, poco meno della metà).
Testo blindato: il via della Camera entro metà luglio
Una volta portate a casa le quattro modifiche concordate nella maggioranza, tra le quali quella importante sugli eletti in Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta che rientrano nella determinazione del premio, il testo si può insomma considerare blindato. La previsione è quella di un via libera nella settimana che comincia il 6 luglio.
Fdi: non andremo allo scontro con gli alleati in Aula
Non ci saranno insomma ulteriori modifiche, dal momento che Fratelli d’Italia ha rinunciato al proposito di presentare un emendamento in Aula sulle preferenze invise a Forza Italia e Lega: troppo alto il rischio di un affossamento della riforma sotto lo scudo del voto segreto. «Stiamo cercando una soluzione condivisa, ma se non ci sarà non andremo contro i nostri alleati», spiegano i “fratelli”. Resta non a caso sullo sfondo l’ipotesi di porre la questione di fiducia («noi non vorremmo metterla, dipenderà dall’atteggiamento delle opposizioni», si fa sapere): un modo per tagliare la testa al toro, ossia far decadere tutti gli emendamenti e con essi i voti segreti e le polemiche sulle preferenze.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il testo della riforma del premierato riceverà il via libera della Camera nella settimana che inizia il 6 luglio.
Likely · Within weeks
Open Questions
- Il testo riceverà il via libera definitivo dalla Camera entro metà luglio?
- L'atteggiamento delle opposizioni porterà alla questione di fiducia?
- Quali saranno le conseguenze politiche della rinuncia di Fdi agli emendamenti sulle preferenze?






