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Riforma elettorale: premio di maggioranza e tetto seggi modificati
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Sky TG246/4/2026Politics2 min readItaly

Riforma elettorale: premio di maggioranza e tetto seggi modificati

Quick Look

  • La riforma elettorale italiana prevede modifiche al premio di maggioranza: assegnato solo se la lista arriva prima in entrambi i rami del Parlamento e supera il 42%.
  • Ridotto il tetto massimo di seggi ottenibili.
  • Rafforzato l'obbligo di indicare il premier.

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Tra le novità, il premio di maggioranza resta fissato in 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, ma verrà assegnato solo se la stessa lista o coalizione arriverà prima in entrambi i rami del Parlamento e supererà la soglia del 42%. In caso di risultati difformi tra Camera e Senato, oppure se nessuno raggiunge il 42%, il premio non scatterà e tutti i seggi saranno ripartiti proporzionalmente.

Sparisce anche l’ipotesi di ballottaggio prevista nella versione iniziale della riforma.

Tra gli aggiustamenti viene abbassato il tetto massimo di seggi che si possono ottenere con il premio, che scende da 230 a 220 alla Camera e da 114 a 113 al Senato, così da impedire che si superi il 60% complessivo anche ipotizzando l’assegnazione integrale dei 27 seggi di Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e circoscrizioni estere.

Per gli italiani all’estero è previsto un meccanismo anti-contraffazione e il mandato al governo di aggiornare entro tre mesi il regolamento della legge 459/2001, "al fine di apportarvi le modifiche necessarie a garantire la libertà, la sicurezza e la segretezza del voto degli italiani all'estero".

Si rafforza infine l’obbligo di indicare il nome del candidato premier al deposito di liste e programmi: in assenza di questa indicazione, la lista sarà dichiarata inammissibile.

La maggioranza, secondo esponenti di FdI vicini al dossier, vuole intervenire sul nodo del Trentino Alto Adige e della Valle d’Aosta, dove gli elettori non possono concorrere alla definizione del premio di maggioranza.

Nel mirino di giuristi e opposizione, c’è anche la questione legata al “listone” del premio di maggioranza (35 i parlamentari che lo comporranno al Senato e 70 alla Camera): al momento gli elettori ne vedono solo una parte, con rischio di violare il principio di riconoscibilità degli eletti ribadito in passato dalla Corte Costituzionale.

L’obiettivo è modificare il testo in commissione, ma molto dipenderà dal numero di emendamenti dell’opposizione: se fossero troppi, il confronto si sposterebbe direttamente in Aula.

"Non ci saranno nuovi testi, non credo sia proceduralmente possibile. Penso che se mai si farà una richiesta di modifica, si farà con emendamenti", ha confermato il presidente della commissione Affari costituzionali Nazario Pagano.

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This article was originally published by Sky TG24.

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