
La crisi energetica spinge la vendita informale di ghiaccio per conservare cibi e bevande
AI-generated summary
La crisi energetica a Cuba causa frequenti e prolungati blackout, rendendo difficile la conservazione degli alimenti.
I blackout prolungati hanno trasformato la vendita di ghiaccio in un'attività sempre più diffusa a Santiago di Cuba, dove la crisi energetica rende difficile conservare cibi e bevande al fresco. Secondo testimonianze raccolte dal sito indipendente CiberCuba, alcuni privati riescono a produrre ghiaccio grazie a impianti fotovoltaici e altri sistemi di alimentazione di emergenza, vendendolo direttamente nelle strade o sui social.
I prezzi variano in base al formato: i blocchi da circa cinque libbre vengono venduti tra 70 e 200 pesos, pari a circa 0,50-1,40 euro, mentre le bottiglie congelate da un litro e mezzo, chiamate "balitas", costano circa 100 pesos, poco meno di 70 centesimi. Un'offerta pubblicata sui social proponeva un secchio da cinque litri a 400 pesos, circa 2,80 euro, e bicchieri singoli a 20 pesos, circa 14 centesimi. Il ghiaccio viene utilizzato soprattutto per raffreddare acqua e bevande e per conservare gli alimenti durante le lunghe interruzioni di corrente.
La domanda è tale che, secondo una testimonianza, anche ragazzi molto giovani e bambini percorrono le strade con carrelli rudimentali per vendere il prodotto. Alcuni cubani raccontano inoltre sui social la soddisfazione di riuscire a congelare una bottiglia d'acqua in casa, un'impresa tutt'altro che scontata a causa dei blackout. La crisi energetica ha così trasformato il ghiaccio, un bene ordinario, in una merce sempre più preziosa.

L'inflazione nella zona Ocse è scesa al 4,2% a giugno 2026, rispetto al 4,6% di maggio. Declino registrato in tutti i Paesi G7 tranne il Giappone, dove è aumentata. In Italia, l'inflazione giugno scende al 3% da 3,2% di maggio.

La Banca Internazionale dei Pagamenti (Bri) segnala il rischio di una crisi globale a causa della potenziale bolla dell'Intelligenza Artificiale, combinata con debito pubblico storico e alta inflazione.

A partire dal 1° luglio, i neoassunti nel settore privato saranno aderenti automaticamente ai fondi pensione complementari previsti dai contratti collettivi, con possibilità di rinuncia entro 60 giorni. Nuove regole sulla gestione dei contributi e maggiore flessibilità nelle erogazioni.

Nel primo trimestre del 2026, la disoccupazione in Italia è scesa al 5,3%. Tuttavia, i dati dell'Istituto di statistica mostrano anche un aumento del numero di persone inattive.

Nel primo trimestre 2026, l'Italia registra un massimo storico del tasso di occupazione (62,7%) e un minimo storico della disoccupazione (5,3%), con un aumento degli occupati (+0,3% rispetto al Q4 2025) principalmente dovuto agli indipendenti.

Gli affitti in Italia sono cresciuti tra il 19% e il 50% dal 2019, mentre le retribuzioni nette solo del 7-15%, aggravando l'accesso alla casa per giovani e lavoratori, soprattutto in città universitarie e poli produttivi.