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Strage di Bologna: scontro tra familiari delle vittime e Meloni sulla matrice neofascista
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ANSA Cronaca5 hours agoPolitics3 min readItaly

Strage di Bologna: scontro tra familiari delle vittime e Meloni sulla matrice neofascista

Quick Look

  • In occasione del 43° anniversario della strage di Bologna, i familiari delle vittime chiedono alla premier Giorgia Meloni di riconoscere esplicitamente la matrice "neofascista" dell'attentato, come stabilito dalle sentenze.
  • Mattarella e altri ministri hanno usato l'espressione, mentre Meloni ha parlato di "terrorismo feroce" e "pagine buie".

AI-generated summary

Why It Matters

L'anniversario della strage di Bologna del 2 agosto 1980, un attentato terroristico che ha causato numerose vittime, è segnato da una controversia sulla definizione della sua matrice neofascista, riconosciuta dalle sentenze ma non esplicitamente dalla premier Meloni.

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Ancora una volta la memoria della strage di Bologna del 2 agosto del 1980 unisce la città, ma contrappone i familiari delle vittime alla premier Giorgia Meloni, incalzata a distanza, dal palco della stazione, a pronunciare la parola "neofascista" sulla matrice dell'attentato, emersa dai processi che hanno condannato terroristi di destra.

L'espressione è presente nella dichiarazione inviata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il 46esimo anniversario: il ricordo e il dolore per la strage, ha detto il Capo dello Stato, rilanciano "l'impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di democrazia. I valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere". Parole applaudite quando sono state lette davanti alle migliaia di persone riunite in piazza, nonostante il gran caldo, dopo il corteo aperto dallo striscione 'Bologna non dimentica'. La stessa piazza che invece ha riservato fischi al ministro Nordio, citato nell'intervento del presidente dei familiari delle vittime, Paolo Lambertini, in relazione al piano di rinascita nazionale della P2.

Applausi sono arrivati anche all'intervento del sottosegretario all'Interno, il leghista Nicola Molteni, unico rappresentante del governo, che ha parlato di "attentato terroristico di matrice neofascista" e ha assicurato l'impegno delle istituzioni ai parenti delle vittime, riuniti nel cortile di Palazzo D'Accursio. Un riferimento simile anche dal ministro Matteo Piantedosi, che ha sottolineato, su X, la "disumanità del disegno eversivo di matrice fascista che provò a minare il cuore della nostra democrazia". Di diverso contenuto, invece il messaggio di Meloni. La presidente del Consiglio e leader di Fratelli d'Italia, in un post, ha parlato di terrorismo feroce che ha colpito al cuore la nazione e ha aggiunto: "Quello che è accaduto il 2 agosto del 1980 rappresenta una delle pagine più buie e drammatiche della storia nazionale".

La replica dei familiari delle vittime, per voce del presidente Lambertini, è secca: "C'è una luce straordinaria, data dalle sentenze dei processi, che è stata capace di illuminare la pagina buia a cui si riferisce la Presidente del Consiglio e mostrarne la matrice neofascista".

All'attacco di Meloni va anche l'opposizione: "Soprattutto chi governa deve dare piena lettura e piena attuazione alle sentenze. Che hanno appurato la matrice neofascista di una strage terroristica eversiva, condotta con la collaborazione di apparati deviati", ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, a margine della commemorazione. "Quando un presidente del Consiglio parla al Paese non genera confusione. Sai bene che ci sono condanne passate in giudicato che hanno confermato la matrice neofascista della strage di Bologna. Vuoi disconoscerle?", ha domandato il leader M5s Giuseppe Conte. Il deputato bolognese Andrea De Maria, oltre alle "omissioni" di Meloni ha contestato anche le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa, parlando di "ambiguità": "È doveroso ricordare nuovamente che la verità giudiziaria ha attribuito con sentenza definitiva alla 'matrice fascista' la responsabilità di questa orribile strage. È altrettanto doveroso unirsi alla richiesta che viene da più parti di proseguire nella ricerca della completa verità", ha detto La Russa.

Poi c'è un altro fronte, quello degli atti. "Molto è stato fatto, ma le criticità sono numerose: interi archivi sono scomparsi, come quello del Ministero dei trasporti che è stato il più coinvolto negli attentati degli anni Ottanta", ha detto ancora Lambertini dal palco. Meloni ha scritto che "il governo continuerà a fare la propria parte nel complesso cammino che è necessario portare avanti per fare piena luce sulle stragi che hanno insanguinato l'Italia nel Dopoguerra. In questo quadro, il percorso di versamento degli atti declassificati all'Archivio centrale dello Stato - sottolinea - costituisce un passo determinante, che la Presidenza del Consiglio sta portando avanti in sinergia con le altre amministrazioni dello Stato e in uno spirito di collaborazione con le associazioni dei famigliari delle vittime".

What to Watch

AI outlook — possibilities, not facts

  • Il governo continuerà il processo di versamento degli atti declassificati all'Archivio centrale dello Stato.

    Very likely · Within months

Open Questions

  • Meloni userà in futuro l'espressione "matrice neofascista"?
  • Quali progressi saranno fatti sul versamento degli atti declassificati?
  • Verranno ritrovati gli archivi scomparsi, come quello del Ministero dei trasporti?

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This article was originally published by ANSA Cronaca.

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