Studente minaccia il professore con una pistola giocattolo: espulso
Quick Look
- Uno studente ha minacciato un professore con una pistola giocattolo in classe a Mirandola (Modena).
- Il ragazzo, già sospeso e con troppe assenze, è stato invitato a non tornare a scuola.
- L'episodio, condannato dal preside, segue un precedente "incontro di pugilato" tra studenti.
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Why It Matters
Uno studente ha minacciato un professore con una pistola giocattolo in classe. Il ragazzo era già stato sospeso e aveva superato il limite di assenze.
Qualche minuto dopo che il professore è entrato in classe, lui ha preso la pistola dallo zainetto di un compagno di scuola e gliel’ha puntata in faccia: «Dammi le sigarette, altrimenti ti sparo». In aula si sono subito messi a ridere. Tutti sapevano che era un’arma giocattolo. Lo ha visto anche il docente gli è andato incontro e s’è fatto consegnare quell’oggetto, in tutto e per tutto identico ad un’arma vera se si esclude il tappo rosso sulla punta della canna.
«Nessuna aggressione, ma resta un gesto violento e irrispettoso. Un atto da condannare, su cui riflettere perché alcuni ragazzi non sono consapevoli della gravità dei loro gesti». Il preside dell’istituto superiore Galileo Galilei di Mirandola (Modena), Edoardo Ricci, ridimensiona, ma non sottovaluta quanto accaduto nella sua scuola dove un professore è stato minacciato arma in pugno (sia pure giocattolo) da uno studente del primo anno.
È successo la mattina del 19 maggio, e nei giorni successivi lo studente è stato invitato a starsene a casa perché «l’anno scolastico era compromesso da tempo» e non per quest’ultimo episodio.
Spiega il dirigente: «Il ragazzo aveva già ricevuto due provvedimenti di sospensione di dieci giorni (uno a novembre e uno a febbraio) e aveva anche superato il limite massimo di assenze consentite in un anno (25% del monte ore). È stato quindi stato invitato a non presentarsi più».
E aggiunge: «Quello che più colpisce è l’assoluta inconsapevolezza che il ragazzo ha dimostrato rispetto a un gesto che è, e resta, comunque grave. Quando il docente lo ha portato in presidenza con una nota sul registro, sembrava quasi stupito. Per lui si è trattato solo di una bravata, e parlandogli è emerso come non fosse capace di valutare in maniera corretta il comportamento tenuto in classe».
Durante le sospensioni ha fatto regolarmente il percorso rieducativo previsto dalle nuove norme. Ha fatto volontariato in alcune realtà che svolgono attività in campo sociale a favore dell’ambiente e delle persone fragili, ma evidentemente è servito a poco. La scena sarebbe stata ripresa da alcuni studenti. Al momento non ci sono denunce formali da parte della scuola, ma le forze dell’ordine hanno chiesto all’Istituto professionale una relazione sull’accaduto per valutare eventuali reati o risvolti penali che, spiega il preside Ricci, «almeno al momento non sembrano esserci, come invece nel caso precedente».
Non è infatti la prima volta che la scuola è teatro di episodi piuttosto gravi. Il riferimento del dirigente e a quanto accaduto una settimana prima della storia della pistola. In quell’occasione gli studenti organizzarono un «incontro di pugilato» durante una ricreazione. I protagonisti sono stati poi esclusi dagli scrutini di fine anno. E anche in quel caso la scena — che vedeva presenti anche un “arbitro” e diversi studenti come spettatori — era stata immortalata in un video diventato virale, fino a raggiungere genitori e docenti.
I sindacati della scuola hanno espresso solidarietà al docente e lanciato ancora una volta l’allarme. Per la Flc Cgil di Modena «la scuola può essere blindata con i metal detector, ma deve restare un luogo autenticamente educativo, capace di prevenire il disagio attraverso l’ascolto, la relazione e l’inclusione».
Open Questions
- Ci saranno risvolti penali?
- La scuola adotterà nuove misure di sicurezza?






