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Terremoti in Venezuela: team italiani in partenza, Spagna e USA inviano aiuti
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Sky TG246/26/2026World13 min readItaly

Terremoti in Venezuela: team italiani in partenza, Spagna e USA inviano aiuti

Quick Look

  • Un team di 41 vigili del fuoco italiani parte per il Venezuela colpito da sisma.
  • Spagna e USA inviano squadre di soccorso e aiuti coordinati.
  • UNICEF lancia allarme per i bambini.

AI-generated summary

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Prevista stamattina la partenza di un team di vigili del fuoco formato da 41 unità per il Venezuela colpito dal sisma. Il dispositivo dei vigili del fuoco, organizzato dal Centro Operativo Nazionale del Viminale, è composto da 25 esperti del Modulo USAR ITA-02 (provenienti da Piemonte, Liguria, Veneto e Lombardia), specializzati nelle complesse operazioni di ricerca e soccorso sotto le macerie. A loro si affiancheranno 2 tecnici per la valutazione dello scenario emergenziale, 12 operatori del modulo TAST (Technical Assistance and Support Team) di Lombardia e Toscana, dedicati al supporto logistico e cartografico della base operativa sul campo, e 2 specialisti CO.EM. (Comunicazione in Emergenza) per il coordinamento del flusso comunicativo. Il decollo, a bordo di un aereo messo a disposizione dall’Aeronautica Militare, avverrà dalla base dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, all’interno di una missione internazionale organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Sono 3.000 gli italiani che vivono nell'area attorno all'epicentro del terremoto che ha devastato il Venezuela. Un numero che sale a 65.000 italiani se si prende in considerazione l’intera area colpita dal sisma. A riferire i dati è Maria Teresa Del Re, consigliera dell’Unità di crisi della Farnesina che seguirà la missione italiana in Venezuela in partenza da Pratica di Mare. "C'è una situazione complicata - spiega -, le operazioni di ricerca e soccorso vanno avanti lentamente. Sia l'unità di crisi che il consolato stanno ricevendo da ieri numerose telefonate da parte di nostri connazionali che vivono lì. Si tratta di una situazione molto fluida". La consigliera ha confermato il decesso di una persona italo-venezuelana, ma - ha spiegato - non si esclude la possibilità che ci siano altre vittime italiane "vista l'entità del terremoto".

E' in partenza dall’aeroporto di Pratica di Mare la missione del governo italiano per il Venezuela, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con il ministero degli Esteri e i vigili del fuoco. Il team, composto da 97 persone tra sanitari, soccorritori e funzionari dell’unità di crisi della Farnesina, raggiungerà l’area colpita dal terremoto a bordo di un velivolo messo a disposizione dell’Aeronautica Militare per offrire sostegno alla popolazione venezuelana e aiutare nella ricerca dei dispersi sotto le macerie. "Sentiamo una grande responsabilità e un senso di apertura delle relazioni - dice il capo missione Paolo Vaccari - Portiamo con noi personale sanitario, di ricerca e soccorso e beni di assistenza primari. Stanno chiedendo in particolare tende e non è escluso che le manderemo anche noi in futuro". "La situazione è molto complessa, simile al terremoto in Turchia o quello in Nepal. La prima cosa che faremo è prendere contatti con le autorità locali per capire le esigenze operative - spiega Ciro Bolognese, team leader del modulo Usar dei vigili del fuoco -, sicuramente ci dedicheremo al soccorso e ricerca in maceria per tentare di salvare vite umane".

"Il numero di persone non localizzate in questo momento è di 80", hanno segnalato fonti del ministero degli Esteri, lamentando "profondamente la morte di due spagnoli confermata dai loro familiari". Il ministero ha informato anche della morte nei terremoti in Venezuela dell’autista dell’ambasciata di Spagna a Caracas, di nazionalità venezuelana, con la moglie e le due figlie. "Si sta facendo un monitoraggio continuo", ha assicurato il ministro degli Esteri, Josè Manuel Albares, in dichiarazioni riprese da Tve, invitando tutti gli spagnoli presenti nel Paese, compresi quelli di passaggio, a mettersi in contatto con l’ambasciata, il consolato e il ministero degli Esteri, dove sono disponibili i numeri di emergenza consolare. In precedenza Albares aveva parlato di 68 spagnoli dispersi per i due sismi nel Paese centroamericano fra la comunità di oltre 150.000 connazionali iberici che vivono in Venezuela, dove secondo l’ultimo bilancio si registrano almeno 235 morti e 4.300 feriti.

Si stima che 3,9 milioni di bambini vivano nelle zone colpite dai potenti terremoti di magnitudo 7,5 e 7,2 che hanno scosso il Venezuela il 24 giugno, mettendo a rischio migliaia di bambini e famiglie. I terremoti hanno colpito le comunità di Caracas e degli stati di Aragua, Carabobo, Falcòn, La Guaira, Miranda e le zone circostanti. Nelle regioni più colpite si sono verificati decine di crolli di edifici e, secondo quanto riferito dalle notizie, tra le vittime figurano anche dei bambini. Mentre le autorità continuano a valutare l’entità dei danni, le segnalazioni indicano che sono state colpite abitazioni, infrastrutture pubbliche e servizi essenziali, mentre le comunità rimangono a rischio di possibili scosse di assestamento. "Le immagini che ci giungono dal Venezuela e le testimonianze che riceviamo dai colleghi sul campo sono strazianti", ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF. «Il nostro pensiero va ai bambini e alle famiglie che hanno perso i propri cari e a tutti coloro la cui vita è stata stravolta. Man mano che l’entità dei danni diventa più chiara, la sicurezza, la protezione e il benessere dei bambini devono rimanere al centro della risposta". I bambini sono tra le persone più vulnerabili quando si verificano delle catastrofi. Nelle ore e nei giorni a venire, i bambini colpiti potrebbero subire lesioni, separazioni familiari, sfollamenti, stress e interruzioni dei servizi, tra cui l’accesso all’assistenza sanitaria, all’acqua potabile, l’istruzione e la protezione. Migliaia di famiglie avranno bisogno di assistenza urgente mentre proseguono le valutazioni dei danni. Abitazioni, scuole, strutture sanitarie, reti idriche e altre infrastrutture fondamentali potrebbero aver subito danni, compromettendo l’accesso ai servizi essenziali e aumentando i rischi per i bambini e chi se ne prende cura. L’UNICEF sta collaborando con le autorità nazionali e i partner per valutare i bisogni delle popolazioni colpite e sostenere gli interventi di risposta, al fine di garantire che i bambini e le famiglie abbiano accesso alle cure mediche, ai servizi di protezione, al sostegno psicosociale, all’acqua potabile e a spazi sicuri. L’UNICEF è presente sul campo e continua a impegnarsi a sostegno degli sforzi nazionali volti a rispondere alle esigenze dei bambini colpiti e delle loro famiglie, in particolare dei più vulnerabili. Prima dei terremoti, l’appello “Azione umanitaria per i bambini 2026” dell’UNICEF a favore del Venezuela ammontava a 137,6 milioni di dollari USA, di cui era stato finanziato solo il 35%.

Un primo distaccamento militare statunitense, guidato da un generale dei Marines, e' arrivato a Caracas la notte scorsa per "coordinare" gli aiuti statunitensi alle vittime del doppio terremoto in Venezuela. Lo ha riferito il Comando meridionale Usa (Southcom) in un post su X. Il generale dei Marines Kevin Jarrard ha il compito di "supervisionare il supporto del dipartimento della Guerra agli sforzi di soccorso per il terremoto in Venezuela", si legge nel post. Lavorera' "a stretto contatto con i partner per pianificare, coordinare e dirigere le capacita' logistiche e operative senza pari delle forze militari statunitensi", si spiega. E' stato "il governo ad interim del Venezuela ad avere formalmente richiesto il supporto degli Stati Uniti", assicura la nota. Le truppe Usa "utilizzeranno aeromobili ad ala fissa e ad ala rotante per fornire servizi di mobilita' specializzati e assistere il personale del governo degli Stati Uniti, le squadre di ricerca e soccorso e i partner che stanno valutando i danni e fornendo assistenza per il salvataggio" dei dispersi, precisa Southcom.

La Spagna ha inviato due squadre di soccorso in Venezuela dopo il violento doppio terremoto che ha colpito il Paese. Nella notte è decollato dalla base madrilena di Torrejon de Ardoz un aereo A330 dell’Areonautica militare spagnola, con a bordo 59 militari dell’Unità militare di Energenza (Ume), specializzati nelle operazioni di ricerca e soccorso urbano. Secondo il ministero della Difesa, il contingente comprende soccorritori Usar, otto unità cinofile e due ingegneri dell’Esercito. Il premier, Pedro Sanchez, che ha avuto un colloquio telefonico con la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez, ha inoltre confermato che alla prima si è unita una seconda squadra dei servizi di emergenza, composta da 40 vigili del fuoco specializzati negli interventi sugli edifici crollati, con 8 cani di ricerca e personale sanitario, oltre a un team dell’Agenzia spagnola per la cooperazione allo sviluppo (Aecid), che prevede di allestire un ospedale da campo nel Paese colpito.

Un primo distaccamento militare statunitense, guidato da un generale dei Marines, è arrivato venerdì a Caracas per "coordinare" gli aiuti americani alle vittime del doppio terremoto in Venezuela, ha annunciato l'esercito americano. "Il maggiore generale dei Marines Kevin J. Jarrard è arrivato oggi a Caracas, in Venezuela, per sovrintendere al supporto del Dipartimento della Guerra per gli sforzi di soccorso in seguito al terremoto in Venezuela", ha annunciato il Comando militare statunitense per l’America Latina e i Caraibi (Southcom), senza specificare il luogo. Il testo precisa che "il governo ad interim del Venezuela ha formalmente richiesto il supporto degli Stati Uniti a seguito dei terremoti", specificando che il personale militare statunitense utilizzerà aerei ed elicotteri nelle operazioni di soccorso. In precedenza, il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, aveva annunciato su X che, "su richiesta del Presidente Trump, il Dipartimento della Guerra è stato immediatamente mobilitato per sostenere il popolo venezuelano".

Salavati dagli smartphone: molte persone che possiedono telefonini con il sistema Android hanno potuto mettersi in salvo grazie agli alert lanciati dai loro dispositivi, addirittura minuti prima che il Venezuela fosse colpito dai due terremoti mortali. Molte nazioni hanno sviluppato sistemi per allertare la popolazione pochi secondi prima dell’inizio del terremoto. Anche in paesi come il Venezuela, che non dispongono di tali sistemi, l’app Google Android Earthquake Alerts può inviare avvisi. Secondo l’US Geological Survey, diversi paesi dispongono di sistemi di allerta precoce per i terremoti (a volte abbreviati in EEW), tra cui Stati Uniti, Messico, Giappone, Turchia, Romania, Cina, Italia e Taiwan. Il Venezuela non dispone di un sistema nazionale di allerta precoce per i terremoti. Le scosse di terremoto consecutive di magnitudo 7.2 e 7.5 di mercoledì sera sono state tra le più forti a colpire il Paese in oltre un secolo. Tuttavia, molte persone in Venezuela hanno ricevuto avvisi secondi o addirittura minuti prima dell’inizio del terremoto tramite il sistema di allerta terremoti di Google per Android. Il sistema di allerta si basa su dati raccolti tramite crowdsourcing dai sensori dei singoli telefoni cellulari per rilevare eventi sismici e inviare avvisi agli altri utenti di telefoni nella zona. Dal suo lancio nel 2020, il sistema si è notevolmente ampliato, passando da 250 milioni di persone che hanno ricevuto avvisi in quell’anno a oltre 2,5 miliardi oggi, secondo Richard Allen, direttore del Laboratorio di Sismologia di Berkeley. Secondo il sito web di Allen, il sistema allerta circa 60 terremoti al mese, avvisando in media 18 milioni di telefoni. Pericles Sanchez, uno scrittore venezuelano di 39 anni residente a Caracas - riporta Ndtv News - ha ricevuto un allarme terremoto sul suo telefono Android pochi minuti prima che il sisma raggiungesse la sua abitazione, il che gli ha permesso di correre fuori. Sanchez ha affermato che la casa della sua famiglia non ha subito danni. "Abbiamo iniziato a sentirlo solo quando eravamo già fuori", ha detto Sanchez. Diogenes Lopez, 36 anni, un immigrato venezuelano, ha raccontato che l’app di allerta terremoti sul suo telefono lo ha avvisato delle scosse nella sua terra d’origine, nonostante ora viva a Bogotà, in Colombia. Avendo vissuto in precedenza in Cile, dove i sistemi di allerta terremoti sono ampiamente utilizzati, ha immediatamente ingrandito la mappa e si è reso conto che l’epicentro era vicino alla sua città natale. "Ho subito pensato al peggio", ha detto Lopez. "Tutta la mia famiglia è lì". "In Venezuela non esiste la cultura antisismica che si riscontra in paesi come il Cile o il Giappone. La gente non è abituata a questo tipo di eventi e non sempre sa come reagire", ha affermato, aggiungendo di temere che gli edifici in stato di degrado del Venezuela non resisterebbero a lungo.

Il bilancio delle vittime dei due potenti terremoti che hanno colpito il Venezuela è salito ad almeno 235. Lo ha dichiarato il ministero della Salute di Caracas. Mentre i venezuelani si affrettavano a trovare e salvare le persone intrappolate negli edifici crollati, il ministro della Salute Carlos Alvarado ha aggiornato il bilancio delle vittime, portandolo a 188, e quello dei feriti a oltre 1.500 a seguito del terremoto di mercoledì.

"Purtroppo, abbiamo ricoverato circa 235 pazienti arrivati privi di segni vitali o deceduti all’arrivo nelle nostre strutture sanitarie", ha dichiarato Alvarado alla televisione di stato. Il bilancio delle vittime precedente era di 188. Migliaia le persone che risultano disperse.

Il direttore d’orchestra venezuelano Gustavo Dudamel sta organizzando un piano di aiuti internazionali per sostenere la popolazione colpita dal terremoto che ha devastato il suo Paese. Sottolineando l’urgenza di agire, il musicista ha dichiarato: "Ci sono occasioni in cui le parole non bastano, per questo sto lavorando a un immediato piano di supporto e solidarietà internazionale, di cui a breve potrò darvi maggiori dettagli". Il maestro ha espresso il proprio lutto aggiungendo: "Mia amata Venezuela, provo una profonda tristezza per questa terribile tragedia che si è verificata nel nostro Paese. I miei pensieri sono con tutti voi". Infine, ha lanciato un appello per infondere coraggio, ricordando che la nazione "si è sempre rialzata dalle avversità con forza, unione e speranza".

In seguito ai terremoti del 24 giugno in Venezuela, Amnesty International ha lanciato un allarme sui danni per la popolazione, chiedendo un intervento immediato. La segretaria generale Agnès Callamard ha espresso solidarietà, avvertendo: "Ora c'è il rischio di aggravare ulteriormente una crisi dei diritti umani e un’emergenza umanitaria già gravi e prolungate, di cui il popolo venezuelano soffre da oltre un decennio. Il sistema sanitario del Paese è stato decimato". L’organizzazione denuncia la carenza di informazioni ufficiali e sollecita la diffusione di dati credibili sui dispersi e sulle vittime. Inoltre, esige la rimozione della censura sulla stampa e sulle reti sociali, oltre all’abrogazione della legge contro le organizzazioni non governative, per permettere un'efficace risposta umanitaria.

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This article was originally published by Sky TG24.

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