
Il campione olimpico e primatista mondiale taglia il traguardo dei 40 anni. Dagli esordi in Giamaica ai trionfi storici di Pechino e Berlino fino al ritiro
Il leggendario velocista giamaicano Usain Bolt compie 40 anni, ripercorrendo una carriera straordinaria costellata di record mondiali nei 100 e 200 metri e di trionfi olimpici consecutivi.
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Usain Bolt è nato a Sherwood Content in Giamaica il 21 agosto ed è diventato un'icona globale dell'atletica leggera.
Usain Bolt taglia oggi, 21 agosto, il traguardo dei 40 anni. Nato a Sherwood Content, villaggio nel nord-ovest della Giamaica, il velocista ha battuto nel corso della sua carriera molti record e ricopre tuttora il ruolo di primatista mondiale in tre categorie dell'atletica leggera. Ecco le tappe della sua ascesa.
Appassionato di sport fin da piccolo, Bolt si avvicina all'atletica su iniziativa dei genitori e del suo allenatore di cricket che notano in lui le doti da velocista. Esordisce in una competizione internazionale a 15 anni ai mondiali giovanili di Debrecen (Ungheria), ma è nell'edizione successiva, a Sherbrook (Canada) nel luglio 2003, che conquista il suo primo oro nei 200 metri piani con 20"40.
Dopo l'amarezza ai Giochi Olimpici di Atene 2004 per un infortunio nella batteria di qualificazione, l'atleta cambia approccio sotto la supervisione del nuovo allenatore Glenn Mills e inanella una serie di successi internazionali fino a raggiungere il terzo posto nel ranking mondiale sulla specialità dei 200 metri. La svolta arriva però nel 2007 quando comincia a dedicarsi ai 100 metri infrangendo record personali e nazionali. Vincente è l'esordio da seniores ai Mondiali di Osaka 2007, con argenti nei 200 e nella staffetta 4x100.
L'ascesa di Usain Bolt sembra inarrestabile, specie sui 100 metri, e il 3 maggio 2008 nel corso di un meeting internazionale in "casa" a Kingston tocca i 9"76, a soli due centesimi dal primato mondiale del connazionale Asafa Powell. Poche settimane e il 31 maggio al Reebok Grand Prix di New York scende fino a 9"72.
È il biglietto da visita per i Giochi di Pechino, dove il 16 agosto dello stesso anno conquista l'oro e stabilisce il record in 9"69. Fanno discutere in quell'occasione le immagini mentre rallenta la corsa negli ultimi 30 metri prima di tagliare il traguardo.
Nella trasferta in Cina, Bolt domina inoltre nei 200 metri piani con un altro primato mondiale in 19"30, nonostante il vento contrario, e nella staffetta 4x100 dove insieme ai connazionali Carter, Frater e Powell infrange la soglia dei 37"10. Dopo un lieve infortunio dovuto a un incidente in auto, ai Mondiali di atletica del 2009 il velocista entra nella storia: il 16 agosto all'Olympiastadion di Berlino corre i 100 metri in 9"58, primato del mondo tuttora imbattuto.
Con un velocità media di 44 chilometri orari nei secondi 50 metri, Bolt stacca di 13 centesimi l'avversario Tyson Gay (Usa). I due insieme ad Asafa Powell (Giamaica), terzo con 9"84, danno vita al podio più veloce di sempre.
Durante i mondiali in Germania, Bolt stabilisce il primato anche nei 200 metri piani correndo, alla finale del 20 agosto, in 19"19. E completa il triplete d'oro con la staffetta 4x100. I due anni successivi sono segnati da una serie di infortuni e delusioni come la squalifica per falsa partenza ai mondiali 2011 di Taegu (Corea del Sud). Il 27 luglio 2012 è portabandiera della Giamaica ai Giochi Olimpici di Londra dove il 5 agosto vince i 100 metri battendo di 12 centesimi il connazionale Yohan Blake. È record olimpico con 9"63.
Già nel 2002, durante i Carifta Games di Nassau (Bahamas) Usain Bolt si era guadagnato l'appellativo di "Lighting Bolt" (letteralmente saetta), soprannome che conferma puntualmente in tutti gli appuntamenti internazionali, dai Mondiali di Mosca 2013 (oro in 9"77) ai Mondiali di Pechino 2015 dove chiude in 9"79, un centesimo in meno dello statunitense Justin Gatlin, favorito alla vigilia.
Ai Giochi di Rio de Janeiro si chiude l'avventura olimpica di Usain Bolt, segnata ancora una volta dai trionfi: vince la medaglia oro nei 100 metri con il tempo di 9"81, davanti a Gaitlin e al canadese Andre De Grasse, nei 200 in 19"78 e nella staffetta 4x100. Bolt risulta ad oggi l'unico atleta nella storia ad aver conquistato gli ori nei 100 e nei 200 in tre edizioni consecutive dei Giochi.
Usain Bolt si congeda dall'atletica leggera a 31 anni nell'agosto 2017, dopo un'opaca partecipazione ai Mondiali di Londra dove si ferma alla medaglia di bronzo nei 100 metri, dietro agli statunitensi Gaitlin e Coleman. Per il campione giamaicano si aprono le porte del calcio senza però mai arrivare ad ingaggi ufficiali. Rimane ad oggi imbattuto e un'icona dello sport: celebre è la sua "posa del fulmine" (in foto), ispirata alla dancehall tipica dell'isola caraibica.

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