Via Alfieri, Piantedosi ricorda Libero Grassi: "Esempio contro le mafie"
A 35 anni dall'attentato, il ministro dell'Interno omaggia l'imprenditore ucciso per il suo rifiuto di piegarsi alla criminalità
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A 35 anni dall'attentato di via Alfieri a Palermo, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi commemora Libero Grassi, definendo il suo rifiuto del racket un eterno esempio di legalità e un invito a potenziare la lotta statale alle mafie e il riuso dei beni confiscati.
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Why It Matters
Libero Grassi fu un imprenditore ucciso dalla mafia a Palermo nel 1991 dopo essersi ribellato alle richieste di estorsione.
A 35 anni dall’attentato di via Alfieri a Palermo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ricorda Libero Grassi e il suo rifiuto di piegarsi alla criminalità organizzata. Un esempio che, sottolinea il titolare del Viminale, resta ancora oggi un riferimento nella lotta alle mafie.
«Il nostro debito di riconoscenza verso Libero Grassi resta immutato», ha dichiarato Piantedosi. Il ministro ha ricordato come il rifiuto dell’imprenditore di sottostare alle logiche mafiose rappresenti «ancora oggi un esempio per tutti coloro che ogni giorno difendono i valori della legalità e della giustizia».
Per Piantedosi, il coraggio di Grassi è «uno sprone a non abbassare mai la guardia» e a rafforzare l’azione dello Stato contro la criminalità organizzata.
Il ministro ha quindi richiamato le misure adottate dal governo per il contrasto alle mafie e per il recupero dei patrimoni confiscati. L’obiettivo, ha spiegato, è potenziarne il riutilizzo sociale, trasformando quelli che erano «simboli del potere criminale in presìdi di legalità, sviluppo e coesione sociale».
Open Questions
- Quali specifiche misure finanziarie verranno applicate per i beni confiscati?







