
Cristian Maretti di Legacoop Agroalimentare avverte: la promozione non basta, servono politiche strutturali per affrontare crisi climatica e calo dei consumi.
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Il settore vitivinicolo italiano è minacciato da cambiamenti climatici, mercati incerti e nuove dinamiche di consumo. La produzione risente del riscaldamento globale, con vendemmie anticipate e rese in calo.
Il vino è un patrimonio della cultura italiana ma molte questioni tra cui il clima, i mercati e i consumi che cambiano mettono a rischio un settore fondamentale per l'economia agroalimentare del nostro Paese. A dirlo Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare che avverte "la promozione, da sola, non basta: il comparto ha bisogno di politiche capaci di accompagnarlo di fronte a sfide che si sommano tra loro" e fa il punto sulla situazione nei giorni in cui riparte la pianificazione dello spot istituzionale dedicato al vino italiano, promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri.
Rese in calo per effetto del riscaldamento globale, una vendemmia anticipata come mai visto prima, mercati internazionali incerti tra dazi e tensioni geopolitiche, consumi in trasformazione: sono questi i fronti aperti su cui si gioca il futuro di uno dei comparti più identitari dell'agroalimentare italiano.
Il nodo principale riguarda il clima. Il riscaldamento globale, ricorda Maretti, non è più una minaccia astratta ma un fattore che incide già oggi sulle rese e sulla qualità delle produzioni, colpendo in particolare le aree collinari, dove le basse rese renderebbero necessari interventi mirati, a partire dal potenziamento delle infrastrutture irrigue.
A preoccupare il presidente di Legacoop Agroalimentare è anche il proliferare di nuovi vigneti: il sistema attuale consente ogni anno l'impianto di quasi 7mila nuovi ettari, un ritmo che il Coordinamento vitivinicolo di Legacoop Agroalimentare chiede da tempo di sospendere temporaneamente, insieme a un rafforzamento degli strumenti di liquidità per le imprese cooperative.
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Richiesta di sospensione temporanea dei nuovi impianti viticoli
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L'Eurosistema e le banche si confrontano sul design dell'app per l'euro digitale: pubblica e accessibile a tutti o commerciale, associata ai conti bancari?

Il costo di gestione dei conti correnti in Italia è aumentato del 23% in dieci anni, raggiungendo una media di 101,1 euro. I depositi bancari delle famiglie toccano quota 1.163 miliardi di euro, con marcate differenze tra regioni e province.

I listini europei chiudono la settimana in moderato rialzo, guidati da Madrid e Londra. Piazza Affari resta piatta, penalizzata dalle vendite sui titoli bancari, in particolare Banca Generali, Mediobanca e Mps, mentre Stellantis registra un forte recupero.

Continua l'aumento dei prezzi di benzina e gasolio in Italia durante il controesodo di ferragosto. Il Codacons stima che il rientro dalle vacanze possa costare fino a 270 euro a famiglia, considerando carburante, pedaggi autostradali e soste nelle aree di servizio.

Il presidente dell'Inps Gabriele Fava, intervenendo al Meeting di Rimini, ha sottolineato che la sostenibilità del sistema previdenziale dipende prioritariamente dalla qualità e stabilità del lavoro, invocando politiche per l'occupazione e il contrasto al sommerso.

Il quindicesimo Rapporto Abi Lab evidenzia una crescita del 5,7% degli utenti mobile banking nel 2025. Gli investimenti tecnologici superano i 6,3 miliardi di euro, con 2,5 miliardi destinati alla cybersecurity tra il 2020 e il 2025 per contrastare le minacce digitali.