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Zucchero celebra 40 anni di "Blue's" con concerti e riflessioni sulla carriera
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Zucchero celebra 40 anni di "Blue's" con concerti e riflessioni sulla carriera

Quick Look

  • Zucchero festeggia i 40 anni dell'album "Blue's" con 20 concerti all'Arena di Verona nel 2027-2028 e un ritorno a San Siro.
  • L'artista riflette sulla crescita del settore live post-Covid, sulla nuova generazione di artisti e sulla sua lunga carriera, citando ricordi come il tributo a Freddie Mercury e Woodstock.

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Why It Matters

Zucchero festeggia i quarant'anni del suo album "Blue's", un successo da oltre un milione di copie, con una serie di concerti e riflessioni sulla sua carriera musicale e sul settore.

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zucchero: "C’è stato un incremento del mondo dei live"

Per festeggiare i quarant’anni dell’album Blue’s, capolavoro da 1.280.000 di copie vendute, il cantautore sarà protagonista di venti concerti all’Arena di Verona: dieci nel 2027 e altrettanti nel 2028. Inoltre, a circa tre anni dall’ultimo concerto allo stadio San Siro di Milano, il prossimo anno il cantautore tornerà nella Scala del calcio. Prima dello spettacolo, l'artista ci ha raccontato: “Le cose stanno andando talmente bene che l’idea che vadano ancora meglio mi spaventa. Speriamo di continuare così, faremo di tutto per fare i prossimi concerti al massimo”. In seguito, il cantautore ha riflettuto su una carriera mondiale che ha attraversato generi e continenti: “Ho tanti ricordi belli. Quando fui chiamato da Brian May per il concerto a Wembley per il tributo a Freddie Mercury. Ma anche Woodstock, quando mi chiamò Miles Davis per il concerto in Sudafrica allo stadio di Cape Town per Nelson Mandela, quando feci da supporter a Eric Clapton per ventiquattro date alla Royal Albert Hall di Londra. Sono tutte cose che rimarranno per sempre”. In seguito, Zucchero ha riflettuto sul settore discografico in continua evoluzione: “C’è stato un incremento del mondo dei live, anche per quanto riguarda me. Dopo il covid, il live è cresciuto. Poi i giovani sono macchine da guerra. I social hanno fatto la differenza per quanto riguarda la comunicazione, poi loro ballano, corrono senza sosta, fanno gli stadi creando questi show. Non c’è una spiegazione, ma sono indubbiamente macchina da guerra”.

Zucchero si è poi espresso in merito alle affermazioni di Francesco De Gregori di non usare il palco per il dibattito politico: “Allora, io vorrei essere serio, ma faccio sempre più ironia perché vorrei che i doppi sensi potessero arrivare. Purtroppo, vedo che la gente si prende ancora molto sul serio, cosa posso dire? Quando è uscito I Contain Multitudes di Bob Dylan, ho pensato che avrei voluto ideare io questo titolo perché è fantastico. ‘Contengo moltitudini’ significa anche avere molti dubbi, se sei una persona sensibile, hai continuamente dei dubbi. Io li ho quotidianamente, mi metto in dubbio. Poi, con Francesco abbiamo scritto cose molto belle, ci siamo frequentati e ci conosciamo bene. Non voglio utilizzare il politically correct, ma non oserei mai contraddirlo in pubblico. Ci vuole molta competenza per parlare di concetti espressi da De Gregori e Guccini o in passato da De André. Ci vuole molta competenza”.

Il prossimo anno il cantautore festeggerà i quarant’anni di Blue’s: “L’album è durato e dura ancora perché probabilmente contiene nove canzoni che sono tutte hit. Quando faccio i concerti, tutti cantano quei brani, credo sia per quello. Era nostrano, genuino, onesto dal punto di vista musicale e con dei bei testi. Forse è stato proprio questo il successo della sua longevità, com’è poi accaduto anche per Oro, incenso e birra”. Spazio anche alla possibilità di nuovi progetti, Zucchero: “Ci ho pensato molto. Dopo che hai scritto più di 350 canzoni, per me e per gli altri, fare un nuovo album è molto, molto difficile. Come diceva Luciano Pavarotti ‘il successo non va mantenuto, ma giustificato’. Puoi riuscire a mantenerlo, ma devi giustificarlo. Anche se uscirai con un album che venderà poco rispetto ai numeri ai quali eri abituato, devi comunque fare un disco con almeno nove brani potenti… se avete dei pezzi, mandateli eh!”.

La voce di Baila (Sexy thing) ha poi commentato la decisione di Stefano De Martino di introdurre la ‘serata performance’ per scegliere il rappresentante italiano in gara all’Eurovision Song Contest 2027: “Se fossi il direttore artistico, opterei per questo meccanismo. Deve andare qualcuno competitivo. A parte i Måneskin, non ci ricordiamo degli altri vincitori. Ad esempio, Conchita Würst, che fine ha fatto? Credo sia importante concentrarsi su canto e brani belli”. Infine, uno sguardo sulla nuova generazione, Zucchero ha dichiarato: “Salmo mi piace molto, abbiamo anche fatto alcune esibizioni insieme. È una persona che scrive con un linguaggio attuale in cui mi ci riconosco. Forse lui un po’ più pesante perché i tempi sono diversi. Altri artisti che mi piacciono molto sono Marracash e Blanco. Mi sarebbe piaciuto collaborare con Amy Winehouse”.

Colori, sonorità e storie si sono intrecciate per quasi tre ore di musica a cielo aperto. Zucchero, seguito dalla sua carovana di musicisti, ha accompagnato il pubblico in una passeggiata sul prato dello stadio Dall’Ara di Bologna. Poche parole e tanta musica. Il cantautore ha attinto da una discografia ampia oltre quattro decenni: dall’apertura con Spirito nel buio alla chiusura con Hey Man passando per Menta e rosmarino, Blue, Diamante e Così celeste. Pubblico scatenato sulle note delle canzoni Vedo Nero e Baila (Sexy Thing), quest’ultima scintila della tournée, nata per celebrare proprio il suo venticinquesimo compleanno. L’artista ha dichiarato: “Quanta accoglienza! Siete proprio dei cari amici, della brava gente. Grazie per essere ancora qui dopo tutti questi anni, anch’io vi voglio bene”. Il cantautore ha aggiunto: “Io sento l'amore della gente comune, io sono ‘la gente comune’”.

Zucchero ha poi introdotto Blue: “Si è un po’ perso l’amore per le cose semplici e la genuinità. Mi manca molto il mondo di queste cose e a proposito di questi tempi sospettosi che interferiscono con il nostro quieto sopravvivere, vorrei parlare di questa canzone che ho scritto con il nostro amico Francesco Guccini. Parla di libertà”.

Reduce dalla prima parte della tournée europea, l’artista ha raccontato: “Io canto in italiano perché ripenso a quando da piccolo ascoltavo Aretha Franklin e i Rolling Stones, non capivo una parola, ma quella musica mi arrivava dritta al cuore. Credo che la musica parli anche senza la comprensione della parole”. Omaggio a Luciano Pavarotti con Miserere.

Prima della partenza del secondo atto, i musicisti hanno regalato un medley sulle note di Disco Inferno, Jumping Jack Flash e Honky Tonk Train Blues. Sullo schermo la scritta ‘Chi non ama il blues, ha un buco nell’anima”. In seguito, l’artista ha riconquistato il centro del palco per esibirsi con Il volo. Dopo Per colpa di Chi, Zucchero ha ricordato: “Noi dobbiamo divertirci: in blues we trust”. Chiusura affidata a Diavolo in me e Hey Man.

Open Questions

  • Quali saranno le canzoni più richieste nei concerti?
  • Come influenzerà la nuova generazione la scena musicale?
  • Ci saranno altre collaborazioni future?

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This article was originally published by Sky TG24.

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