Borse europee negative per rischi Iran, attendono BoE e Bce
Mercati recuperano terreno dopo calo iniziale. Pil Germania, Italia e Spagna meglio del previsto
Hızlı Bakış
- Le Borse europee restano in territorio negativo a metà seduta per i rischi di escalation in Iran, ma recuperano terreno in attesa delle decisioni di BoE e Bce sui tassi dopo che la Fed ha congelato la riduzione del costo del denaro.
- Paris cede l'1,1%, Milano lo 0,6%, Francoforte lo 0,3% mentre Londra sale dello 0,4%.
- Il Pil tedesco, italiano e spagnolo meglio delle attese, quello francese delude.
Yapay zekâ özeti
Le Borse europee restano in territorio negativo a metà seduta in scia ai rischi di escalation in Iran ma recuperano un po' di terreno mentre si attendono le decisioni della Bank of England e della Bce sui tassi, dopo che ieri la Fed ha congelato la riduzione del costo del denaro. Parigi cede l'1,1%, Milano lo 0,6%, Francoforte lo 0,3% e Madrid lo 0,5% mentre Londra sale dello 0,4%. Qualche spunto incoraggiante è arrivato dal Pil tedesco, italiano e spagnolo, tutti migliori delle attese, mentre quello francese ha deluso le aspettative di crescita. In leggero recupero anche i future a Wall Street, con gli indici di Nasdaq e S&P 500 che si muovono attorno alla parità mentre il petrolio ritraccia dai massimi segnati nella notte, quando il Brent ha superato i 126 dollari al barile: il petrolio del Mare del Nord sale del 2,8% a 121,4 dollari mentre il Wti dell'1% a 108 dollari. Provano a tirare il fiato i bond, oggetto di forti vendite nelle ultime sedute sui timori di un'impennata dell'inflazione. I rendimenti tengono, con quelli del Btp decennale in rialzo di un punto base al 3,94% mentre lo spread con il Bund è poco mosso a 84 punti base. Movimenta le Borse anche l'afflusso di trimestrali: a Piazza Affari dopo un avvio negativo prende il largo Prysmian (+4%) mentre Stellantis (-7%) sconta i risultati giudicati dagli analisti deludenti del Nord America. Vendite anche su Unicredit (-2%) e Nexi (-1,9%), su cui sfumano le speranze di un'opa di Cvc, davanti ad Amplifon (-1,8%) e Moncler (-1,7%). In controtendenza Eni (+1,1%) che beneficia del rialzo del petrolio.







