Il caldo estremo aggrava povertà e isolamento sociale: il fenomeno della 'cooling poverty'
Hızlı Bakış
- L'analisi dell'Antoniano rivela che il caldo estremo, o 'cooling poverty', peggiora la povertà e l'isolamento sociale in Italia, con oltre 7 casi su 10 che vedono relazioni quotidiane ridursi.
- Le famiglie a basso reddito spendono fino all'8% del budget per il raffrescamento, mentre i servizi territoriali si riducono in estate, aumentando la pressione sulle mense francescane.
Yapay zekâ özeti
Neden Önemli?
L'analisi dell'Antoniano esplora il fenomeno della 'cooling poverty', dove il caldo estremo dovuto al cambiamento climatico aggrava la povertà e l'isolamento sociale, rendendo le relazioni quotidiane più rare e l'accesso ai servizi essenziali difficile per i più fragili.
Il caldo estremo dovuto al cambiamento climatico aggrava la situazione di povertà dei più fragili e in oltre sette casi su 10, le relazioni quotidiane diventano più rare, aumentando la solitudine e trasformando l’isolamento sociale in una vera emergenza. Si tratta del nuovo fenomeno della cooling poverty, che l’analisi dell’Antoniano esplora dettagliatamente e nello stesso tempo contrasta attraverso una serie di iniziative concrete che vanno oltre l’assistenza.
Secondo il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, per le famiglie a basso reddito, fino all’8% del proprio budget viene speso per raffrescare la propria casa ma ci sono anche milioni di individui costretti a rinunciare completamente a ventilatori e climatizzatori per l’insostenibilità delle bollette. E quando il calore mette in crisi anche le infrastrutture esterne, per chi vive in condizioni di fragilità diventa impossibile accedere a servizi essenziali. Un fenomeno che Antoniano, attraverso i dati raccolti dalla sua rete di Operazione Pane, 25 mense francescane che offrono pasti e cure, è in grado di comprendere in profondità.
Secondo il 41% di queste strutture, il caldo aumenta il rischio di solitudine per le persone più fragili e il restante 59% lo riconosce almeno parzialmente. In estate chi è in difficoltà è costretto a restare in città (riscontrato dal 68% della rete di Operazione Pane) e a questi, si aggiungono bisognosi provenienti da altre zone (5%). Il tutto mentre negli stessi mesi la rete dei servizi territoriali si assottiglia a causa di chiusure estive (59%) con la conseguenza che aumentano del 21% le richieste di chi resta aperto e subisce un’ulteriore pressione che nel 50% dei casi genera una carenza di volontari legata all’aumento delle domanda.
Negli ultimi anni in conseguenza del caldo estremo e delle ondate di calore vengono segnalate maggiore stanchezza, compromissione del reddito per chi fa lavori fisici, debilitazione per gli anziani e aumento dei disturbi per chi soffre di patologie psichiatriche attraverso insonnia, irritabilità e malori da disidratazione. A tutto questo si aggiungono la riduzione dei servizi e la carenza di aree refrigerate, che privano molte persone di un pasto e di un luogo fresco in cui socializzare, causando stress, disorientamento e forti difficoltà a trovare risposte ai bisogni primari.
“La crisi climatica ci sta insegnando che parlare di ambiente significa parlare di persone. Già più di 10 anni fa, Papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si', ci ricordava che non esistono una crisi ambientale e una crisi sociale separate, ma un'unica crisi socio-ambientale”, illustra fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano, “lo vediamo ogni giorno, quando le città si surriscaldano emergono con più forza le fragilità, la povertà energetica e la solitudine. Per questo il nostro compito non si limita a offrire un aiuto materiale, ma significa anche custodire la dignità delle persone e tenere aperti spazi di relazione, ascolto e comunità”.
Tra i bisogni più espliciti, la necessità di luoghi climatizzati (23%) e l'accesso a docce (19%), seguiti da ascolto, cambio d'abiti (11%) e acqua fresca (11%). E ancora, supporto sanitario, farmaci, accoglienza abitativa e sostegno per le bollette elettriche, appesantite dall’uso di elettrodomestici per il raffrescamento. Anche i nuclei familiari con bambini, che con la chiusura delle scuole non riescono a sostenere i costi dei centri estivi, si trovano a chiedere attività dedicate ai più piccoli.
Per rispondere a queste esigenze il 47% della rete di Operazione Pane adatta i propri servizi estivi aumentando la distribuzione di acqua, organizzando gite, promuovendo momenti aggregativi al fresco e attività per le famiglie o potenziando mense e laboratori. Secondo questa rete però, tra gli interventi più utili o prioritari per migliorare la risposta estiva nei propri territori, il 30% indica la disponibilità di altri luoghi freschi e riparati, il 25% segnala la necessità di docce e servizi igienici, il 16% chiede una maggiore collaborazione tra i servizi del territorio, mentre l'accesso ad acqua e il supporto sanitario raccolgono l'11% ciascuno.
Açık Sorular
- Quali misure governative sono previste per contrastare la cooling poverty?
- Come si evolverà la carenza di volontari nei servizi estivi?
- Qual è l'impatto a lungo termine sulla salute mentale dei più fragili?







