Mercato affitti: meno contratti lunghi, più concordati e transitori
Hızlı Bakış
- Il mercato immobiliare italiano vede un calo dei contratti d'affitto 4+4 a favore di locazioni concordate (+6%) e affitti transitori.
- I contratti 3+2 si concentrano nelle città ad alta tensione abitativa, mentre quelli transitori nei centri minori.
- Il valore totale del mercato sfiora i 7 miliardi di euro annui.
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The Italian real estate market is showing a trend away from traditional long-term rental contracts (4+4) towards agreed-upon (concordate) and temporary (transitory) leases. This analysis is based on the 2026 Real Estate Report from Omi-Agenzia delle Entrate, as analyzed by Il Sole 24 Ore.
Il Rapporto immobiliare 2026 dell’Omi-agenzia delle Entrate, analizzati dal Lunedì de Il Sole 24 Ore, restituisce la fotografia di un mercato sempre più restio ai contratti lunghi ordinari a vantaggio di locazioni concordate e affitti “transitori”. Gli affitti 3+2 si concentrano nei Comuni ad alta tensione abitativa mentre i contratti transitori sono più diffusi nei centri minori. ascolta articolo
In un momento in cui si discute molto sugli affitti brevi e il Governo lancia il piano casa, i dati del Rapporto immobiliare 2026 dell’Omi-agenzia delle Entrate, analizzati dal Lunedì de Il Sole 24 Ore, restituiscono la fotografia di un mercato sempre più restio ai contratti lunghi ordinari, i classici 4+4 (-2,4%), a vantaggio di locazioni concordate (+6%) e affitti “transitori”. Gli affitti 3+2 si concentrano nei Comuni ad alta tensione abitativa mentre i contratti transitori sono più diffusi nei centri minori. L’intero mercato delle locazioni ha sfiorato i 7 miliardi di euro annui con oltre un milione di nuovi contratti d’affitto registrati.
In calo i classici 4+4
Nel 2025 la formula affittuaria del cosiddetto classici 4+4 è stata scelta solo per il 39,5% delle locazioni registrate all’Agenzia delle Entrate. Dieci anni fa il dato era al 53,3% e l’anno scorso si è fermato addirittura al 35,4% nelle otto città maggiori (Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo). Con il calo dei contratti liberi, le locazioni concordate (che hanno durata minima di tre anni) sono passate dal 20,5 al 24,8% e sono aumentati gli affitti classificati dal Rapporto come “transitori”: dai contratti per studenti ai rapporti transitori veri e propri, fino a 18 mesi, stipulabili solo per le esigenze previste dalla normativa o dagli accordi locali tra proprietà edilizia e sindacati degli inquilini.
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La situazione nelle città
Molteplici le cause dietro questa crescita. In primis le agevolazioni fiscali (la cedolare al 10% anziché al 21%, e le agevolazioni Imu) ma anche la revisione al rialzo di alcuni accordi locali e la difficoltà di un numero crescente di inquilini di sostenere i canoni di mercato, che porta i locatori ad accettare un importo calmierato. Se il mix delle formule è cambiato, il totale dei nuovi contratti registrati ogni anno per intere abitazioni è rimasto stabile nell’ultimo decennio intorno a 1,3 milioni. Nelle otto città maggiori (Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo) i nuovi contratti 3+2 nel 2025 sono stati circa il 30%. A Roma e Genova supera il 50% di tutti i contratti registrati nel 2025. A Firenze non arriva al 10% e a Milano sfiora il 14% dopo anni di quasi assenza.
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Açık Sorular
- What are the specific long-term economic implications of this shift in rental contract types?
- Will the government's 'piano casa' directly address the factors driving this trend?
- How will this trend affect property values and investment strategies in the real estate sector?
- What is the precise breakdown of 'transitory' contracts (e.g., student vs. other needs)?






